La memoria non è mai solo personale: diventa collettiva quando le vicende di una famiglia si intrecciano con quelle della Storia. È su questo fragile e prezioso confine che nasce Le storie della storia, l’incontro in programma venerdì 10 ottobre alle 18:30 da Trama (via Mazzini 44 bis, Torino).
Protagonisti della serata saranno Antar Marincola, nipote del “partigiano nero” Giorgio Marincola, e Carlo von Guggenberg, autore del volume L’uomo con l’ala di corvo (Marcovalerio Edizioni) e nipote di un soldato nazista sudtirolese testimone della strage di Molina e Stramentizzo.
“Le vite parallele e contrarie dello zio di Antar e di mio zio mi hanno condotto in un viaggio doppio: dentro la Storia e dentro l’intimità delle storie personali. È un cammino che mi piacerebbe raccontare a chi avrà voglia di ascoltarlo” dichiara Carlo von Guggenberg.

L’iniziativa, realizzata grazie all’ospitalità di Feltrinelli Torino, si inserisce nel ricordo degli ottant’anni dall’ultima strage nazista in Italia, offrendo uno spazio di confronto su memoria, responsabilità e trasmissione delle storie familiari.
I PROTAGONISTI
Carlo von Guggenberg – che negli ultimi anni ha intrapreso con passione il percorso di storico – ha lavorato su una fonte inedita e complessa: il memoriale del proprio zio, Paul Mayr, volontario sudtirolese delle Waffen-SS. Scritto probabilmente alla fine degli anni Settanta e rimasto a lungo segreto, il testo rappresenta una testimonianza preziosa sul periodo bellico e postbellico. Nel suo libro, von Guggenberg restituisce la figura di Paul non come un “mostro”, ma come un giovane segnato dalla guerra e dalle scelte di sopravvivenza, senza mai rinunciare a una lettura critica e documentata delle fonti.
Accanto a lui, Antar Mohamed Marincola – nato a Mogadiscio e residente in Italia dal 1983 – porterà il proprio punto di vista e la memoria di Giorgio Marincola, partigiano italo-somalo ucciso dai nazisti nel 1945, di cui ha scritto nel libro Timira (Einaudi, 2012, con Wu Ming 2). Scrittore, attore e mediatore culturale, Marincola intreccia nella sua esperienza personale e professionale le domande aperte dell’identità, della memoria e del rapporto con la Storia.
Giorgio Marincola (1923-1945) Nato a Mogadiscio da padre italiano e madre somala, cresce a Roma. Allievo del professore antifascista Pilo Albertelli, ne raccoglie l’eredità di libertà e giustizia entrando nella Resistenza nel 1944. Combatte nel Viterbese, poi si unisce agli Alleati oltre le linee nemiche. Il 4 maggio 1945 a Stramentizzo cade a soli 21 anni in quella che sarà ricordata come l’ultima strage nazista in Italia. Figura simbolo della Resistenza, è ricordato come il “partigiano nero”, esempio di coraggio, identità e memoria civile.

