A Torino i ristoranti di sushi non mancano di certo. Tra all you can eat, formule fusion e proposte più tradizionali, trovare qualcosa di davvero diverso non è così semplice. Oinos, però, ha scelto una strada tutta sua: partire dalla tecnica giapponese e intrecciarla con ingredienti e sapori italiani, in particolare quelli del Sud. Articolo a cura di Gianmarco Blasi.
La filosofia del locale emerge chiaramente già dai primi assaggi. Qui il pesce è il protagonista, ma viene accompagnato da elementi che normalmente non ci si aspetterebbe di trovare in un sushi bar: agrumi siciliani, olive Taggiasche, pomodori secchi, caponata e olio extravergine d’oliva. Accostamenti che sulla carta potrebbero sembrare azzardati, ma che in molti casi funzionano con naturalezza.
Noi abbiamo scelto di concentrarci sul percorso “Susciliano”, probabilmente quello che meglio racconta l’identità di Oinos.
Tra i gunkan ci hanno colpito in particolare quello con cozze e caponata siciliana e quello con tonno rosso e cipolla caramellata. Due bocconi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di contaminazione dei sapori mediterranei e tecnica giapponese senza forzature.
Oinos continua così a distinguersi nel panorama torinese

Interessante anche la selezione di nigiri. Il gambero di Sicilia con olio agli agrumi è delicato e profumato, mentre il tonno rosso con cipolla rossa caramellata punta maggiormente sul contrasto dolce-sapido. Molto riusciti anche il branzino con tartare di olive Taggiasche e arancia siciliana, il salmone Sockeye con polvere di pomodoro secco, l’acciuga del Cantabrico con salsa verde e la ricciola accompagnata da una leggera caponata di melanzane. Ogni proposta ha una sua personalità, ma senza mai coprire la qualità del pesce.
Non potevano mancare i roll. Abbiamo provato il Special Crispy Jurassic, una creazione decisamente generosa che unisce salmone Sockeye, tonno rosso, gambero cotto, avocado, insalata, salsa teriyaki, salsa spicy e croccante tempura. Più semplice ma altrettanto piacevole il Pink Roll, con gambero cotto, tonno rosso, salsa Oinos e briciole di tempura.
Molto buono anche l’usuzukuri di ricciola e branzino servito con salsa orientale: un piatto essenziale che punta tutto sulla freschezza e sulla qualità della materia prima.

Se il sushi rappresenta il cuore dell’offerta, la cucina merita altrettanta attenzione. La fregula sarda con calamari, cozze, vongole e bottarga di muggine è stata probabilmente il piatto che mi ha emozionato di più durante la cena: saporita, capace di richiamare immediatamente i profumi del mare e i gusti sinceri della cucina casalinga. Interessanti anche le mezze maniche con ragù di polpo, fave, pickles e olio al prezzemolo, mentre il risotto al Calvados con crudité di gambero di Mazara e mele allo zenzero propone una combinazione più creativa e contemporanea.
A completare l’esperienza ci sono un servizio attento, una buona selezione di vini e un ambiente elegante ma informale, adatto sia a una cena rilassata sia a un pranzo di lavoro.
Per chi vuole farsi un’idea completa della cucina, è disponibile anche un percorso degustazione da quattro portate a scelta al costo di 55 euro, pensato per attraversare diverse sezioni del menu.
Oinos continua così a distinguersi nel panorama torinese grazie a una proposta personale e riconoscibile, che prende spunto da tradizioni diverse senza rinunciare a una propria identità.
