Broccia: quando Calabria e Piemonte si incontrano in cucina

broccia

La cucina di Broccia ci fa capire come esistano ancora luoghi capaci di restituire il senso più autentico della parola “trattoria”: spazi vivi, rumorosi, dove i piatti hanno porzioni generose e sapori netti, dove il cibo è solo una parte di un’esperienza più ampia fatta di bicchieri che si riempiono, convivialità e persone che si sentono a casa ancora prima di accomodarsi. Articolo a cura di Gianmarco Blasi.

Ad accoglierci c’è Angelo, uno dei volti di una realtà familiare autentica, dove fratelli, cugini, cognati e compagni di vita condividono ogni giorno cucina e sala. È proprio questa dimensione domestica, sincera e spontanea, a rendere il locale così caldo e accogliente fin dal primo momento.

La cucina racconta con orgoglio il Sud, senza però rinunciare al dialogo con Torino e il Piemonte. Così accanto ai grandi classici calabresi, trovano spazio anche piatti simbolo della gastronomia piemontese. Il risultato è un menu che gioca continuamente sull’incontro tra territori apparentemente lontani ma sorprendentemente compatibili.

broccia trattoria torino

Ecco cosa abbiamo provato:

  • Insalata di stoccafisso
  • Salumi di suino nero di calabria
  • Pecorini calabresi con composta di cipolle di tropea e marmellata al peperoncino (fatte da loro)
  • Terrina di Nduja
  • Fileja al ragù di capra
  • Guancia di suino nero di Calabria con crema di patate della Sila
  • Semifreddo alla nocciola tonda calabrese con salsa al Bergamotto di Calabria (una super novità per l’estate)

La cena, che è stata volutamente improntata più sulla tradizione calabrese, ha valorizzato ingredienti selezionati con grande cura: dai salumi ai formaggi, fino alle pregiate nocciole tonde e ai profumati bergamotti.

La stessa attenzione viene dedicata alla preparazione dei piatti, come le Fileja al ragù di capra, realizzate seguendo un’antica ricetta di famiglia tramandata nel tempo. Fin dal primo assaggio, il sapore richiama il ricordo autentico del sugo ricco e avvolgente preparato dalla nonna per il pranzo della domenica.

Una vera chicca è stata l’insalata di stoccafisso con olive, pomodori, capperi e cipolla: un piatto delicato ma al tempo stesso ricco di gusto, capace di esaltare tutta la qualità delle materie prime. Tra l’ampia selezione di salumi e formaggi, spesso ci si dimentica che la Calabria è anche una straordinaria terra di mare.

La proposta include diversi percorsi degustazione, tra menù dedicati alla tradizione piemontese, interpretazioni calabresi e opzioni vegetariane. Ma il consiglio migliore resta quello di lasciarsi guidare dalla curiosità: mescolare sapori, attraversare culture gastronomiche diverse e costruire il proprio percorso piatto dopo piatto.

Si viene qui per mangiare bene, certo, ma soprattutto per stare insieme. Per ordinare un antipasto abbondante da condividere, per bere un bicchiere di vino scegliendo tra etichette piemontesi e calabresi, per parlare di tradizioni e prolungare la cena senza guardare l’orologio. Una dimensione sempre più rara, che recupera il valore della trattoria come luogo di incontro prima ancora che di ristorazione.

In fondo è proprio questa la forza del posto: riuscire a trasformare la cena fuori in qualcosa di semplice e prezioso allo stesso tempo. Come succedeva una volta.