Viviamo in un mondo in rapida evoluzione, dove anche – e soprattutto – il futuro del lavoro è ricco di promesse quanto di incertezze. La tecnologia continua a progredire e ad evolversi, i diversi settori professionali vengono rimodellati e adattati, ed emergono sempre di più nuove opportunità. Tant’è che non dobbiamo sorprenderci se molti dei lavori che i bambini di oggi svolgeranno in età adulta, anche solo fra un paio di lustri, non esistono ancora.
Un pensiero, questo, che ritorna spesso nelle discussioni sull’istruzione e sulla preparazione della forza lavoro e delle carriere. Le nuove e giovani generazioni, infatti, dovranno essere guidate per conoscere dei mestieri che in realtà ancora non abbiamo plasmato nel concreto.
Il ritmo del cambiamento
Nell’ultimo ventennio, i progressi tecnologici hanno sconvolto anche il settore del lavoro e messo in dubbio tutta la serie di percorsi di carriera tradizionali, modificandoli e aggiungendo alla catena qualcosa di nuovo.
Si pensi, ad esempio, ad alcune professioni che quasi non conoscevamo negli anni Duemila: il marketing digitale, la cybersicurezza, la gestione dei social network o il croupier dal vivo di un casinò live come quello che abbiamo su brucebet. Oggi questi settori sono in piena espansione e danno effettivamente lavoro a milioni di persone in tutto il pianeta. Allo stesso modo, con l’emergere dell’intelligenza artificiale, delle criptovalute ormai diffuse anche nei casinò online, della blockchain e delle energie rinnovabili, sono spuntati professionisti ad hoc.
Questi esempi illustrano la natura dinamica del mercato del lavoro e sottolineano come le carriere di domani saranno probabilmente plasmate da tecnologie e cambiamenti sociali che sono solo agli inizi.
Una quarta rivoluzione industriale?
C’è una cifra che può risultare sorprendente e che riflette il ritmo senza precedenti dell’innovazione: secondo il World Economic Forum, infatti, il 65% dei bambini che oggi entrano nella scuola elementare finirà per svolgere lavori che ancora non esistono.
Sembrerebbe quindi che stia per avvenire la quarta rivoluzione industriale, guidata questa volta dall’intelligenza artificiale, dalla robotica, dalla biotecnologia e dall’informatica quantistica: tutte scienze che stanno rimodellando i settori, creando nuove richieste di competenze e abilità che erano inimmaginabili solo pochi anni fa.
Quali fattori determinano le carriere emergenti?
L’ecosistema intorno a noi sta davvero subendo cambiamenti epocali, nonostante vivendoci sia difficile intravederli e capirne l’intensità. Le nuove carriere verranno plasmate da forze innovative diverse, quali il cambiamento demografico e climatico o anche solo il progresso tecnologico, che ci sembra un fattore quasi scontato.
- Innovazione tecnologica
Oggi, sono l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico a rendere le nostre attività quotidiane automatiche (in senso letterale) e a fare in modo che ci sia così il potenziale umano per un lavoro più creativo e strategico.
- Cambiamento climatico
Nuove industrie e nuove opportunità di carriera stanno diventando protagonisti del mercato con la crisi climatica che stiamo vivendo negli ultimi anni. Questi nuovi ruoli rispondono a nuove esigenze e necessità di sostenibilità e di gestione dell’ambiente che ci circonda e in cui viviamo. D’altronde, sia come responsabile che come protagonista, l’ingegno umano può essere in grado di affrontare le sfide del pianeta.
- Il fattore demografico
Nuovi lavori legati all’assistenza agli anziani, alla scienza della longevità e alla medicina personalizzata emergono grazie alla tecnologia. Allo stesso tempo, il singolo individuo – specie di nuova generazione – scopre come è possibile monetizzare la propria passione o il proprio talento, inventandosi lavori digitali prima impensabili (pensiamo agli influencer o ai tester di slot machine).
Preparandosi al lavoro del futuro
Di fronte a questo futuro incerto, come possiamo preparare le nuove generazioni a lavori che ancora non esistono o che comunque sono in continua evoluzione? I sistemi educativi tradizionali, che enfatizzano la memorizzazione a memoria e i test standardizzati, non sono infatti abbastanza adatti a soddisfare le esigenze di una forza lavoro in continua evoluzione.
Il focus deve quindi essere reindirizzato e si dovrà puntare a:
- Adattabilità, ovvero la capacità di apprendere nuove abilità e competenze e di adattarsi ai cambiamenti, anche improvvisi. Incoraggiare i bambini ad accettare le sfide e a considerare le battute d’arresto come un’ulteriore opportunità e non un ostacolo.
- Creatività, caratteristica che comporrà molte carriere future. Le scuole dovrebbero enfatizzare l’apprendimento basato su progetti concreti, in cui gli studenti collaborano per risolvere i problemi del mondo reale e non solo basarsi su pure teorie.
- Competenze digitali, essenziali ormai visto che siamo nel pieno di un’era altamente tecnologica. Allo stesso tempo, però, le competenze umane come l’empatia, la comunicazione e il lavoro di squadra rimarranno indispensabili.
A chi spetta formare la prossima generazione?
Insegnanti, educatori e genitori hanno un ruolo cruciale perché è tramite loro che sviluppano interessi, esperienze, passioni e quindi competenze. Incoraggiare attività che oggi ci sembrano quantomeno strampalate – come il coding, la robotica o i club di scienze ambientali – non può che essere un buon trampolino di lancio. Anche l’esplorazione delle carriere in senso concreto dovrebbe far parte dell’istruzione di base.
Immaginare le professioni del domani
Che aspetto potrebbero avere alcuni di questi lavori futuri? L’idea che i bambini di oggi avranno lavori che non esistono ancora è da accogliere come una sfida e non come una preoccupazione. La società è in continuo movimento, cambia e si evolve all’interno anche del mercato del lavoro e bisognerà essere preparati all’ignoto. Con un po’ di creatività e promuovendo l’apprendimento permanente, p
