Il concerto esplosivo dei DEADLETTER è una delle perle di questa edizione eroica di Apolide

Un’edizione a dir poco travagliata, per non dire stravolta, proprio sul più bello, al photo finish, con un cambio di location last minute. Un “imprevisto” dettato – al di là di ogni possibile discussione costruttiva – dal solito pressapochismo all’italiana nel gestire intrattenimento culturale e burocrazia. Per un festival come Apolide che vive indubbiamente della sua dimensione “bucolica”, col campeggio e i suoi rituali, il trasferimento forzato nel pur bellissimo Parco della Certosa di Collegno coincide ovviamente con una perdita di pubblico. A maggior ragione, merita sottolineare la bontà di un programma pieno di sorprese interessanti. Una su tutte, gli inglesi Deadletter, approdati in Piemonte per il loro primissimo concerto italiano. Il filone è quello di Shame, Fontaines DC e The Murder Capital: post-punk adrenalinico, frontman riottoso quanto irresistibile, testi che provano a lasciare lividi indelebili. A questa formula aggiungete le trame sinuose della sassofonista Poppy e togliete un bel po’ di persone che una band giovane e talentuosa come questa avrebbe meritato sotto palco. Noi c’eravamo e già non vediamo l’ora di riabbracciarli ancora più sudati nelle loro date autunnali a Milano e Bologna. Intanto promuoviamo a pieni voti questi scalmanati british kids che nonostante un parterre diciamo non troppo affollato non si sono scoraggiati né risparmiati. Così come Apolide. Appuntamento a settembre con lo “spin off” Apolide Drops (INFO QUI) e soprattutto alla prossima edizione. Speriamo più fortunata. Ovunque sarà. Testo di Lorenzo Giannetti. Foto di Nat Cole.

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