Il punk di oggi: pronti per l’unica data italiana degli Slaves a Bologna?

La band originaria del Kent fa tappa a Bologna per un’unica data. In Italia li abbiamo visti passare mesi fa come gruppo d’apertura ai Kasabian. Il 27 ottobre al Zona Roveri Music Factory di Bologna, grazie all’organizzazione di Hellfire Agency, la scena sarà tutta per loro – in apertura suoneranno i Submeet, band italiana dalle influenze shoegaze e post-punk.


_di Filippo Santin

Al giorno d’oggi sentiamo sempre più spesso la solita mesta tiritera riguardante il rock: è un genere in affanno, i giovani non comprano più chitarre, e via dicendo su questa linea. In realtà, come per ogni argomento trattato con sensazionalismo, la verità sta nel mezzo. Dal mondo rock continuano infatti ad emergere gruppi molto interessanti. Tra questi, a mio giudizio, figurano gli Slaves.

Si tratta di uno duo inglese composto da Isaac Holman alla batteria (classe 1991), e da Laurie Vincent alla chitarre e al basso (classe 1993). Vederli in coppia sul palco ricorda vagamente i White Stripes, ma le differenze musicali tra i due gruppi sono notevoli. Gli Slaves, più che altro, sono vicini a sonorità punk, che sfociano anche in influenze hardcore, post-punk o garage. Il loro primo lp ufficiale, “Are You Satisfied?”, risale al 2015, e riesce subito a posizionarsi nei primi dieci posti della classifica di vendite del Regno Unito. Lo stesso successo ottiene l’album successivo, “Take Control”, che vanta addirittura la collaborazione di Mike D dei Beastie Boys – non per niente, prima di far parte della scena hip-hop il leggendario gruppo americano era stato parte integrante della scena hardcore.

L’estate appena trascorsa ha visto invece l’uscita del terzo album, “Acts of Fear and Love”, che è stato trepidamente atteso dai fan. Proprio con i fan gli Slaves sembrano avere un rapporto diretto, quasi di cameratismo, ed il merito è soprattutto del modo in cui il duo usa i social – basta fare un giro sui loro rispettivi profili Instagram, dove la goliardia è all’ordine del giorno – aspetto che spesso i membri di gruppi rock sottovalutano rispetto ai rapper, i quali al contrario hanno trovato nei social un mezzo per conquistare il mainstream. In effetti uno dei punti di forza degli Slaves è proprio l’essere senza filtri, “semplici” nel senso positivo del termine, tralasciando gli orpelli e velleità troppo poetiche. Questo è ciò che li rende così freschi.

Preparatevi quindi a pogare, lasciandovi trasportare da un live che si preannuncia esplosivo. E smettetela di dire che il rock sta morendo.