Meno di un mese al primo weekend de La Prima Estate con The Hives e molti altri

la prima estate festival

Nell’arco di due weekend arrivano “on the beach” al Lido di Camaiore in Toscana artisti di richiamo mondiale come Jack White, The Hives, Libertines, Gorillaz, Twenty One Pilots, Nick Cave e molti altri. Al primo weekend de La Prima Estate manca meno di un mese e noi ripassiamo il programma in attesa della trasferta. 

Nel 2026 la line-up de La Prima Estate Festival tiene insieme pesi massimi (che dal vivo non sbagliano praticamente mai) e nomi più freschi o laterali, senza mai dare l’idea di riempitivo. E soprattutto si prende il tempo giusto: due weekend separati e un pubblico che può respirare (ancora meglio poiché quasi in riva al mare!). Si comincia nel fine settimana che va dal 19 al 21 giugno.

Compra qui i biglietti per la Prima Estate Festival

Prima Estate Festival:il programma del weekend 1

Al Lido di Camaiore arrivano sua maestà Jack White, ormai forte di un repertorio dinamitardo anche extra-White Stripes; gli inossidabili The Hives, sempre freschi dopo anni di “blitzkrieg pop” indiavolato; lo shoegaze agrodolce dei Sunday (1994).

Il secondo giorno – sabato 20 giugno – pianta sulla spiaggia la bandiera tricolare per una giornata tutta all’insegna di band italiane: dei Marlene Kuntz mai domi sono in tour per l’anniversario del disco-cult Il Vile, i Ministri con il live rock’n’roll forse più potente in circolazione, i redivivi Casino Royale forti di una proposta ancora innovativa dopo decenni e la new sensation del supergruppo Sì! Boom! Voilà!.

Per il terzo giorno scatta la “Brit Invasion”: sul palco vecchie glorie sempre on fire come Richard Ashcroft, i Libertines dell’eroico Pete Doherty, i Wombats e i Ramona Flowers.

la prima estate
la prima estate

Il programma day by day

Venerdì 19 giugno

  • Jack White: figura centrale del rock degli ultimi vent’anni, continua a trattare il palco come un laboratorio aperto: setlist mobili, arrangiamenti che cambiano da sera a sera, una tensione costante tra blues delle origini e distorsione moderna. Dal vivo è imprevedibile e allo stesso tempo chirurgico: sempre sul punto di deragliare ma con un controllo totale della materia;
  • The Hives: una band che ha fatto della ripetizione una virtù: stesso approccio, stessa furia, stesso risultato. E funziona sempre. Punk/garage suonato con precisione quasi militare, frontman istrionico e nessun momento morto. Sono costruiti per aprire festival così;
  • Sunday (1994): nuova scuola ma con coordinate chiare: shoegaze leggero, melodie malinconiche e un’estetica anni ’90 mai troppo esplicita. Il loro set è quello che prepara il terreno senza rubare la scena.

Compra qui i biglietti per la Prima Estate Festival

Sabato 20 giugno

  • Marlene Kuntz: non una scelta nostalgica ma di peso specifico: il loro alternative rock resta uno dei più complessi e stratificati prodotti in Italia. Dal vivo alternano impatto e momenti più rarefatti, con una scrittura che regge ancora senza bisogno di aggiornamenti forzati;
  • Ministri: se c’è una band italiana che ha mantenuto una dimensione frontale è questa. Testi diretti, suono compatto, pochissimo spazio per l’ambiguità. Live asciutti, quasi fisici, dove ogni pezzo arriva senza filtri;
  • Casino Royale: un percorso unico in Italia: dub, elettronica, trip-hop e attitudine politica. Il loro live è più fluido, meno legato alla forma “canzone”, e funziona proprio per questo all’interno di una giornata diversa dalle altre;
  • Sì! Boom! Voilà!: la novità più fresca della lineup italiana: un “supergruppo” pop alternativo con influenze internazionali, leggero ma costruito bene.

Domenica 21 giugno

  • Richard Ashcroft: porta sul palco un catalogo che non ha bisogno di reinterpretazioni: i brani funzionano ancora nella loro forma originale. Il suo live gioca tutto su estensione, atmosfera e una voce che resta un colpo al cuore;
  • The Libertines: la loro forza è rimasta la stessa: “equilibrio instabile”. Ogni concerto sembra sul punto di crollare, ma è proprio quella tensione a renderli ancora unici e inimitabili, indomabili ed incatalogabili;
  • The Wombats: indie pop costruito per funzionare con effetto immediato: ritornelli, dinamiche semplici, grande efficacia dal vivo;
  • The Ramona Flowers: virano verso territori più elettronici: synth, groove e una dimensione da sera inoltrata.

Si ringrazia l’ufficio stampa GDG Press