I due giorni di Sberdia Night al Magazzino sul Po di Torino hanno ribadito un concetto: l’importanza della Musica, “Senza Manipolazione Alcuna”. Per farci ancora stare bene, per farci sognare…Di Edoardo D’Amato.
In un periodo storico in cui la musica sembra malata, tra finti sold out e streaming delle piattaforme gonfiati, biglietti dei concerti sempre più cari e algoritmi preconfezionati, c’è chi – tra mille difficoltà – continua a portare avanti progetti e ideali completamente al di fuori delle logiche e dei modelli di business spinti dalla politica. Di questi tempi non è facile nemmeno “esistere” se sei un’alternativa che si muove dal basso e che propone una socialità e una cultura accessibile: il caso Comala a Torino è emblematico. Per questo, realtà come Sberdia Live non vanno assolutamente date per scontate. E anzi, devono essere tutelate e raccontate perché sempre più persone le possano conoscere.
Nato nell’alto Molise nel 2021 come collettivo tuttofare (booking, management e produzione musicale), prende il nome di una pianta selvatica che esiste e resiste, nonostante tutto e “Senza Manipolazione Alcuna” (come recita il claim dell’agenzia). La Sberdia Night andata in scena sabato 14 e domenica 15 marzo al Magazzino sul Po è stata una celebrazione di questi cinque anni, spesi nella valorizzazione di progetti purtroppo nascosti, ma importantissimi per l’ecosistema musicale e per la scena locale.
Sul palco del locale al lato sinistro del Po si sono alternate per due sere proposte musicali variegate, in piena linea con lo spirito e l’approccio del collettivo. A fare da apripista Sasso, uno dei cantautori più interessanti della scena underground. In trio con chitarra elettrica e basso, ha suonato i brani del suo ultimo disco “Musica”: otto tracce in cui psichedelia e rock sono impastati con il cantautorato italiano e molte altre influenze. Il concerto ci restituisce un performer di altissimo livello. E un artista di talento che ci mette anche l’anima in quello che fa: impossibile non emozionarsi. La title track può essere considerata come un ideale manifesto di Sberdia.
Banadisa ha invece presentato il suo nuovo album “Inumana Canicola Padana”, pubblicato per Trovarobato, etichetta di cui fanno parte anche nomi come Gaia Banfi e AKA5HA. Qui è invece l’elettronica ad essere protagonista, ma con una fortissima componente folkloristica. Il risultato è un live “muscolare”, dove forse si percepisce una fin troppa abbondanza di percussioni, suonate sia a mano che a bacchetta. Di sicuro l’impatto sonoro è potente.
La prima serata si è chiusa con Tresca Y Tigre, formazione italo-colombiana in grado di creare un sound avvolgente, in cui il rap in spagnolo, inglese e italiano di Sicala si fonde come pane e nutella con le produzioni neoperreo, dubstep e R&B del duo Trampa. I brani del loro ep “Càscara” sono più che graditi: Il pubblico del Magazzino ha ampiamente sculettato per tutta la durata del concerto.
Domenica la scena se la sono prese invece Lauryyn e Rossana De Pace. La prima con l’R&B e il soul del suo primo album “Aritmia”: una collezione di pezzi elegantissimi e sensuali, declinati dal vivo alternando momenti smooth a sussulti ritmici in cui si alzano i bpm. Da menzionare una deliziosa cover di “Rude Boy” di Rihanna. La seconda invece con il disco d’esordio “Diatomee”. Addirittura a suonare con lei c’è… una pianta! Si chiama “Soldino”, e le sue note vengono riprodotte attraverso PlantsPlay. Le sue ballate pop e folk, cantate con un ardore e una precisione vocale notevoli, veicolano messaggi politici: schierarsi, lottare, amare, stare insieme per stare bene.
In questi cinque anni, Sberdia è cresciuta difendendo i propri valori e aggiungendo anche un’etichetta discografica (non a caso, chiamata Selvatica Dischi). Nonostante il terreno intorno non sia granchè favorevole. Noi non possiamo che fare il tifo e supportare, perché – come ci ricorda Sasso – la Musica serve “per farci ancora stare bene, per farci sognare…”.
Gli appuntamenti di Sberdia continuano con la rassegna Selvatica Live, che giovedì 16 aprile all’Imbarchino ospita Arya.
