È arrivato un nuovo indirizzo dedicato agli amanti della pizza romana. Si chiama Finarella in corso Vittorio Emanuele II, uno spazio storico della città che nei decenni ha ospitato attività simbolo della tradizione dolciaria torinese.
Dietro il progetto c’è Marco Bonomi, imprenditore già conosciuto nel panorama gastronomico cittadino, che questa volta ha deciso di puntare su una pizza diversa rispetto ai format più diffusi degli ultimi anni: sottile, croccante e leggera, fedele alla tradizione romana della cosiddetta “scrocchiarella”.
Ecco cosa abbiamo assaggiato durante la press dinner:
Per iniziare…
- Fiore di zucca fritto e ripieno di ricotta e alici
- Pan suisse con mortadella, puntarelle e crema di alici
Le pizze…
- Margherita
- Provola affumicata, patate arrosto e porchetta
- Cosacca
Dolce…
- Maritozzo alla panna
L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza easy ma curata, dove la semplicità degli ingredienti incontra tecnica e ricerca sugli impasti. Il menu è costruito attorno ai grandi classici della cucina romana, con attenzione particolare alla qualità delle materie prime e agli equilibri dei sapori. Non mancheranno però combinazioni più contemporanee pensate per valorizzare prodotti intensi e riconoscibili.
Anche il nome del locale racconta bene lo spirito dell’iniziativa. “Finarella” richiama infatti il morso della pizza sottile e croccante.
Durante i lavori di ristrutturazione sono inoltre emersi alcuni elementi architettonici originali dell’edificio, che sono stati integrati nel design finale del locale. L’idea è quella di creare un ambiente contemporaneo senza cancellare il carattere storico dello spazio. Un dettaglio che diventa simbolo di un progetto giovane, immediato.
Negli ultimi anni Torino sta vivendo una vera evoluzione nel mondo della pizza: accanto alla tradizione napoletana stanno crescendo format alternativi, capaci di intercettare nuovi gusti e nuove abitudini. In questo scenario Finarella punta a ritagliarsi un’identità precisa, portando in centro città una proposta che fa della croccantezza e della leggerezza il proprio punto di forza.
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