Tra gallerie, fondazioni e musei sabaudi si alternano alcuni degli appuntamenti più interessanti del palinsesto culturale torinese. Ecco 5 mostre da non perdere a Torino a marzo 2026.
Negli ultimi anni Torino si è affermata come una delle città italiane più dinamiche dal punto di vista artistico e culturale. Basti pensare all’Art Week che ruota attorno a manifestazioni come Artissima e Paratissima, capaci di richiamare ogni autunno collezionisti, galleristi e appassionati da tutta Europa.
Oltre ai grandi eventi, però, la città propone durante tutto l’anno un’offerta espositiva articolata che coinvolge musei pubblici, fondazioni e gallerie private. Il mese di marzo non è da meno, con l’arrivo, tra gli altri, di oltre 180 xilografie del maestro Katsushika Hokusai.
5 mostre da non perdere a Torino a marzo 2026
Dalla fotografia moderna all’arte giapponese, fino alle macchine di Leonardo e alla memoria politica del Novecento, di seguito le mostre assolutamente da segnare in agenda.
I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer al MEF

Fino al 15 marzo il Museo Ettore Fico ospita “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, mostra curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel e Gregorio Sorgonà. Ideata in occasione del centenario della nascita di Enrico Berlinguer, la mostra è a ingresso gratuito.
L’esposizione, realizzata dall’Associazione Enrico Berlinguer e dalla Fondazione Duemila insieme ai centri studi Renato Zangheri, ripercorre la vita pubblica e privata del leader comunista attraverso documenti originali, fotografie, registrazioni audiovisive e oggetti personali. Il percorso si articola in cinque sezioni, dedicate alla dimensione familiare, all’attività politica dagli esordi nel PCI di Sassari fino alla segreteria nazionale, al ruolo internazionale e all’eredità culturale e politica.
Le onde di Hokusai alla Galleria Elena Salomon

A Torino arriva una chicca davvero imperdibile: dal 6 marzo al 24 aprile la Galleria Elena Salamon presenta una selezione di oltre 180 xilografie originali di Katsushika Hokusai, maestro dell’ukiyo-e che ha influenzato profondamente l’arte occidentale tra Ottocento e Novecento.
Il percorso include alcune delle serie più celebri, come le “Trentasei Vedute del Monte Fuji” e le “Cento vedute del Monte Fuji”, insieme alle stampe della “Piccola Tokaido” e ai tre volumi completi dei “Guerrieri Illustrati di Cina e Giappone”. Tra le opere esposte figura anche “Warai Hannya” del 1831, in un raro esemplare di prima edizione. La mostra è a ingresso gratuito e offre l’occasione di osservare da vicino lavori solitamente conservati in grandi musei internazionali.
Le fotografie di Edward Weston a CAMERA

Dopo il successo della mostra su Lee Miller, gli spazi di CAMERA accolgono già da qualche settimana “Edward Weston. La materia delle forme”, ampia retrospettiva organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA e curata da Sérgio Mah.
La mostra riunisce 171 immagini che attraversano oltre quarant’anni di attività di Edward Weston, dalle prime prove legate al pittorialismo fino alla piena affermazione nella straight photography.
I fili intrecciati di Chiharu Shiota al MAO

Chi non l’avesse ancora vista deve assolutamente correre al MAO. Dopo il record storico di oltre 100.000 visitatori in 107 giorni, prosegue la mostra “Chiharu Shiota. The Soul Trembles”, la più ampia retrospettiva mai dedicata in Italia all’artista giapponese.
Il percorso, curato da Mami Kataoka e Davide Quadrio, attraversa oltre vent’anni di ricerca con disegni, sculture, fotografie e installazioni di fili intrecciati rossi e neri che dialogano con lo spazio museale, riflettendo sulla fragilità dell’esistenza, sospesi tra memoria e identità.
Le Macchine funzionanti di Leonardo da Vinci a Palazzo Barolo

Le sale storiche di Palazzo Falletti di Barolo ospitano “Le Macchine funzionanti di Leonardo da Vinci”, grande esposizione dedicata al genio di Leonardo da Vinci.
La mostra presenta oltre cinquanta modelli funzionanti ricostruiti a partire dai Codici vinciani. Il percorso esplora temi centrali della sua ricerca, dal volo all’ingegneria civile, dall’idraulica alla meccanica, fino alle applicazioni in ambito bellico. Le ricostruzioni sono realizzate con materiali compatibili con l’epoca, come legno, ferro e ottone, e alcune macchine possono essere azionate dal pubblico, per un’esperienza interattiva che non può non lasciare senza fiato.
