Da Kadeh Maze c’è un’idea di convivialità che passa dal centro del tavolo, dai piatti che si assaggiano insieme: questo concetto prende forma attraverso i maze. Abbiamo provato una selezione di piatti in porzioni ridotte, pensati per essere condivisi e accompagnati da una carta di vini naturali costruita con grande attenzione. Articolo a cura di Gianmarco Blasi aka Jimmy Mangiamondo.
Aperto nel 2023, Kadeh non ha mai smesso di crescere, mantenendo una coerenza rara. Il nuovo menu, presentato in occasione della presentazione stampa, lo conferma: una cucina che unisce Mediterraneo e Medio Oriente con equilibrio, senza eccessi, ma con grande personalità. Dietro questa visione ci sono la passione e la sensibilità dello chef Stefan Kostandof e di chef Remo, new entry nello staff, che porta con sé una solida esperienza maturata in ristoranti locali e non , contribuendo ad arricchire ulteriormente la proposta del locale e a rafforzarne l’identità gastronomica.
La proposta di Kadeh Maze è capace di creare un’esperienza completa, curata in ogni dettagliola maggior parte delle ricette nasce dai ricordi di famiglia e dalle tradizioni turche, rielaborate con sensibilità contemporanea e sempre nel rispetto della materia prima.
Il fiore all’occhiello è anche lo spazio stesso, con una cucina completamente a vista e uno chef’s table conviviale che invita all’interazione, alla curiosità e al racconto diretto di ciò che arriva nel piatto.

Si parte dai fritti, come la coda di manzo cotta 12 ore e poi fritta in doppia impanatura, o le frittelle di zucchine con erbette e feta servite con salsa cacik. I meze freddi raccontano una cucina fatta di contrasti delicati: dal Girit Ezme con feta e pistacchi, alle carote con yogurt, noci e albicocche, fino al Cig Kofte, intenso e speziato, preparato con salsiccia cruda di bovino e boulgour.
I piatti caldi continuano il viaggio: polpette di manzo con pita e yogurt, ravioli turchi con tahina e olio alla menta, branzino al guazzetto piccante con cime di rapa, fino all’agnello CBT con purea di patate e cavolini di Bruxelles. Ogni piatto è costruito con tecnica e rispetto della materia prima, senza mai perdere leggerezza.
I dolci chiudono in modo netto ma elegante: crème brûlée alla tahina e caffè e una cheesecake basca di San Sebastian, cremosa e senza base, che conquista senza bisogno di effetti speciali.
Situato nel cuore del Quadrilatero Romano, a due passi da Porta Palazzo, Kadeh si inserisce in uno dei contesti più vivi e autentici della città, un crocevia di etnie, storie, vite e tradizioni diverse, dove la multiculturalità non è un concetto astratto ma una presenza quotidiana che si riflette naturalmente anche nel piatto.
Kadeh non è solo un ristorante, ma un invito alla condivisione.


