Fino al 4 gennaio 2026, nel cuore del Quadrilatero milanese della moda si snoda un percorso espositivo in bilico tra visibile e invisibile, occasione unica per ammirare in Italia opere di Hilma af Klint e riscoprire opere di autori meno noti al grande pubblico. Articolo a cura di Giulia Costa Barbè.
“I testi monografici sugli artisti sono stati scritti con l’ausilio di Gemini, il programma di intelligenza artificiale di Google: dato il tema della mostra, ci è sembrato appropriato sperimentare con una nuova forma di scrittura automatica”
Con queste parole si apre il percorso espositivo allestito tra le sale di Palazzo Morando: quasi a tracciare una linea con il presente che unisca le molteplici suggestioni che emergono da questo insolito percorso espositivo dedicato al trascendente. Che il punto di contatto con l’altra dimensione sia la trance della scrittura automatica, una seduta spiritica oppure una visione schizofrenica, non importa, qui c’è posto per ogni per ogni espressione, anche quella di un modello di AI. Il percorso prende le mosse dalla fascinazione per le sedute spiritiche che imperversava nell’Europa di metà Ottocento per arrivare fino ai giorni nostri alle opere di Corita Kent ex suora che nella California degli Anni ‘60 si fece portatrice di messaggi da una dimensione superiore.
Outsider Artists
Una cosa che hanno in comune (quasi) tutti gli artisti qui esposti è l’etichetta di outsider artists; pittori senza formazione accademica, spesso piagati da malattie mentali, che già André Breton aveva cercato di valorizzare un secolo fa, per dare loro la dignità artistica che meritavano. Opere di autori dimenticati che in questa esposizione si riprendono lo spazio che meritano.
Tra le sale troviamo opere di Johanna Natalie Wintsch, esponente dell’Art Brut che tradusse vibrazioni mistiche e onde radio in complessi ricami; Georgiana Houghton, medium che asseriva di prestare la mano a spiriti di artisti del passato, e Milly Canavero che con le sue composizioni geometriche tracciate a mano libera dava voce a messaggi alieni.

Johanna Natalie Wintsch, Je suis radio (particolare), 1924
Dettagli e ossessioni
Non possiamo che rimanere ipnotizzati dalle rappresentazioni ossessivamente dettagliate e ripetitive che portavano Emma Kunz a creare rigorose composizioni geometriche che sembrano mandala indiani o che spingevano Augustin Lesage a ricreare le stesse forme iper dettagliate che popolavano le visioni estatiche di Hildegarda di Bingen. Lei riferiva di un universo a foggia di mandorla, lui con quella stessa forma saturava ogni spazio delle sue tele. Sembra quasi che l’Umanità tutta, da ogni angolo del globo, stia cercando da secoli di tradurre lo stesso ineffabile messaggio.

Augustin Lesage, Senza titolo, 1945
La donna come figura mediatrice
Ma la vera protagonista della mostra, come suggerisce il titolo, è la figura della donna come mediatrice tra due mondi in un dialogo che va dalla medium italiana Eusebia Paladino a Judy Chicago, di cui sono esposti i disegni preparatori alla sua opera epocale “The Dinner Party”.

Eusebia Paladino durante una seduta spiritica
Di particolare rilievo inoltre è il piccolo corpus di tele di Hilma af Klint, pittrice e spiritista considerata anticipatrice dell’astrattismo e ora finalmente riscoperta (è in corso una sua retrospettiva al MoMA di New York) anche grazie al lavoro di Daniel Birnbaum, uno dei curatori dell’esposizione. Non è un caso inoltre che la mostra sia stata allestita a Palazzo Morando che fu dimora della Contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, importante collezionista di testi a tema spiritistico, occulto e alchemico. Di nuovo una donna, di nuovo una creatura sensibile a suggestioni provenienti da un mondo altro.

Hector Hyppolite, Senza titolo, 1946
I nostri sensi non bastano
Il percorso ci lascia con una domanda ossessiva: quello che abbiamo ammirato è il prodotto di un disagio mentale o è testimonianza di beatitudine e intelligenza divina? Ho la sensazione che domanda sia sbagliata: non ha senso utilizzare il nostro limitato intelletto umano per capire cosa abbiamo visto, bisogna solo sospendere ogni giudizio e accettare quello che ci arriva dall’Altrove.
Informazioni:
Fata Morgana: memorie dall’invisibile
a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini
Una mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi
per Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
Palazzo Morando, via Sant’Andrea, 6 Milano
9 ottobre – prorogata fino al 4 gennaio 2026
INGRESSO GRATUITO
10.00 – 19.00, Chiuso il lunedì
