Anche quest’anno Fans Out Festival conquista il cuore di tutti

I festival musicali estivi si susseguono senza sosta e noi vi raccontiamo le nostre esperienze più interessanti in giro per Piemonte e non solo. Lo scorso giugno Vaglio Serra ha ospitato nel suo splendido borgo il Fans Out, giunto all’ottava edizione. Un festival che continua a crescere senza perdere il legame con il territorio, usando il paese non come semplice cornice, ma come spazio vivo e pulsante. Niente palchi scenografici o barriere tra artisti e pubblico: chi arriva, entra nel flusso. Si cammina tra concerti, workshop, presìdi e tavoli sempre pieni, senza mai sentirsi fuori posto. Articolo a cura di Marco Spampinato. 

Il 2025 conferma la direzione intrapresa l’anno scorso: una lineup compatta ma curata, che mette insieme mondi sonori lontani mantenendo una sorprendente coerenza.

Dal suono ipnotico del tembûr e della voce di Ashti Abdo, ai giapponesi Green Milk from the Planet Orange col loro mix di prog, psichedelia e punk, fino ai leggendari The Veldt, tra chitarroni shoegaze, batterie elettroniche e la voce soul di Daniel Chavis ad accompagnare questo vortice sonoro. I Dummy hanno portato un set stratificato, dove ambient pop, neo-psichedelia, noise e shoegaze si mescolano senza forzature.

I Tramhaus con un live diretto e abrasivo, si stanno prendendo il loro spazio nella nuova scena post-punk, dimostrando dal vivo una presenza intensa e senza fronzoli, mentre il duo Shelf Lives, ha scagliato sul pubblico un mix energico di elettronica, chitarre distorte e attitudine punk.

L’universo Nyege Nyege ha piazzato due colpi notevoli: gli Arsenal Mikembe, che intrecciano ritmi acustici ed elettronici in un live dove il corpo è chiamato a muoversi, e De Schuurman, che ha fatto saltare tutti con il suo bubbling influenzato da trap e club music, in una versione contemporanea e incalzante.

Poi ci sono stati i Ciansunier, a ricordarci che sì, è pur sempre una festa di paese. Tra liscio e musica occitana, hanno tenuto alta la bandiera della balera in modo sincero e coinvolgente.

“Sembrava che il festival fosse una naturale estensione di Vaglio Serra”

La musica è centrale, ma Fans Out non si ferma lì. Anche quest’anno il programma si è allargato con workshop, laboratori di ceramica, yoga tra le vigne, mercatini e degustazioni. Tutto perfettamente incastrato nel tessuto del paese, senza mai sembrare un contorno forzato. Anzi: sembrava che il festival fosse una naturale estensione di Vaglio Serra.

Ed è forse proprio questo il cuore del Fans Out: la capacità di tenere insieme mondi, abitudini e linguaggi diversi, senza spiegazioni, senza etichette. C’è chi lo vive come un weekend musicale, chi come una festa di paese più viva del solito. Ma per due giorni, Vaglio Serra si trasforma in un posto che sperimenta – e trova – un nuovo modo di stare insieme. Lo fa a modo suo. E funziona. Il prossimo anno non fartelo raccontare!