Consigli letterari di marzo

Novità, riscoperte, rarità. La breve selezione letteraria – fatta pensando proprio al concetto di “outsiders” – privilegia le realtà maggiormente propense a stuzzicare l’interesse di un lettore onnivoro e curioso, magari desideroso di avventurarsi in qualche azzardo letterario… A cura di Alessio Moitre. 

Alcune ristampe, un po’ di novità e proposte. A primavera ci giungiamo sempre ottimisti. L’editoria coglie l’aria che proviene anche da lontano e rimpasta le considerazioni con un pizzico di slancio verso il futuro. Di certo la Russia e le riproposizioni italiane ma anche due concetti per il nuovo che verrà e che in parte si è già sedimentato. C’è da lavorare di testa, saranno periodi lunghi e dettagliati. L’importante è non cadere nell’ovvio, che sta apposta a portata di mano per essere lanciato senza criterio. 

Anna Politkovskaja, “La Russia di Putin”, Adelphi

Siamo stati disattenti? Eravamo forse presi da altre questioni. Ritorna in libreria “La Russia di Putin” della giornalista Politkovskaja, morta per far sapere ed oggi le sue considerazioni, supposizioni,servizi, articoli, commenti, testimonianze, non hanno solo il retrogusto dell’evidenza ma sono il senso che l’intellettualità non è roba futile, non serve solo a tappare le conversazioni ma ha il peso storico che gli si deve tributare. Soprattutto se non hai la vista aguzza come i recenti, miopi, europei. 

Domenico Starnone, “La scuola”, Einaudi

A scuola, nessuno ci vuole più ritornare, alcuni la tacciano di essere vecchia, inutile, mal ridotta ma le considerazioni sulla sua necessità, essenza stessa, sono imprescindibili se si vuole formare le classi scolastiche del futuro. Starnone è stato, tra le altre cose, un insegnante, ora giornalista, scrittore, intellettuale niente affatto scontato, ed ha sempre frequentato la scuola con lo sguardo e l’atteggiamento indagante del ricercatore. Quattro racconti per non farsi mancare nulla del mondo dell’apprendimento.

Byung-Chul Han, “Elogio delle terra. Un viaggio in giardino”, Nottetempo

La  filosofia e i concetti del sudcoreano Byung-chul Han sono da svariati anni diffusi dalla casa editrice Nottetempo, che ha pubblicato, del nostro, svariati titoli. Perché ha senso leggere lo scritto del professore orientale, insegnante in Germania? Nella generica riconsiderazione delle convenzioni e delle priorità del millennio, la natura gode di un poggiolo privilegiato, dove la Terra e la sua salvaguardia e comprensione, prenderanno, nonostante il nostro volere, ogni giorno più senso e peso. 

Robert Walser, “Una cena elegante”, Quodlibet 

Lui è un autore da leggere comunque. Lo leggi non perché devi o ti viene solo voglia ma perché umano come Walser c’è ne sono stati pochi. Questa raccolta di testi è riproposta in Italia ed è un occasione straordinaria per approcciare un soggetto complesso ma dall’acuta visione della società e del mondo. Non ci si pente mai di leggerlo ed anche il solo motivo di rivederlo negli scaffali (non che sia mai davvero sparito) è corroborante per qualsiasi ricercatore di vita e di pensiero.

Icaro Tuttle, “La cura. Storia di tutti i miei tagli”, Beccogiallo

Azzardo, ma mica tanto. Questo libro mi ha incuriosito oltremodo e seppur non semplice, raccoglie la creazione di una giovane artista e pensatrice nostrana che ha scavalcato di netto moltissimi colleghi ben più noti. La cura è innanzitutto un percorso a tappe, di momenti, di considerazioni, è una cartina di inciampi e di conquiste ed è affascinante come tale traversata sia resa con una tecnica viva e sfrontata, la stessa che già molti ammirano su internet riferita al lavoro di Icaro Tuttle.