Consigli letterari di giugno

Novità, riscoperte, rarità. La breve selezione letteraria – fatta pensando proprio al concetto di “outsiders” – privilegia le realtà maggiormente propense a stuzzicare l’interesse di un lettore onnivoro e curioso, magari desideroso di avventurarsi in qualche azzardo letterario… Selezione a cura di Alessio Moitre. 

Siamo approdati nella vita “di prima”. Qualche paletto ed un paio di restrizioni ma nel complesso giugno prospera facendoci presagire che sarà un mese florido di situazioni. Le case editrici non attendono e rinforzano il reparto ebook, guardano ad internet come ben più di una vetrina. Riflessioni, letteratura (attendendo lo Strega), confessioni/interviste, saggi. Una cinquina affascinante anche se non priva di ostacoli, a cominciare dal primo titolo.  

 

Leonardo Caffo, “Quattro capanne o della semplicità”, Nottetempo edizioni

Rieccoci, Caffo! Trattato non molto tempo or sono ma che ha anche sbisciato sino a giungere nelle mani di vari lettori con un suo saggio in epoca di grande panico da Covid. Ora l’imminente uscita del suo nuovo lavoro, su un luogo che è simbolo di rottura, la capanna, tramite l’analisi di nomi che l’hanno costruita, sfruttata e dunque analizzata. L’esperienza di un altro tono di vita, meno vincolato e più goduto, ma anche meno ricco e decisamente contenuto. I tempi forse lo richiedono, ma i lettori davvero lo ricercano? 

Michel Leiris, “L’Africa fantasma”, Quodlibet edizioni – Humboldt 

Sempre un piacere, il progetto della Humboldr, casa editrice e progetto in coedizione con la Quodlibet. Libri di viaggio, di antropologia, di territori, l’Africa di Leiris ne è un perfetto esempio. Un viaggio tra Dakar e Gibuti durato due anni come segretario-archivista e ricercatore per una missione etnografica e linguistica. Anni 1931 – 1933. Un testo fondamenrale per capire il continente africano, in un edizione meravigliosa.

Marta Barone, “Città sommersa”, Bompiani 

Il libro è già un caso letterario già così e lo Strega ne confermerà ulteriormente il valore. Torino lo scenario delle vicende, la scomparsa di un padre, la ricostruzione della vicenda, l’ambiente: una città con le sue tensioni e le vicende che dovrebbero portare la società intera in una dimensione diversa, migliore? Provare per credere, leggere per sapere come è avvenuto. 

Giorgio Manganelli, “Concupiscenza libraria”, a cura di Silvano Negro, Adelphi editore

Questo libro non te lo puoi permettere se hai fretta, se non vuoi contravvenzioni lessicali, se non ti duole un po’ il buonsenso e se pensi che già dal titolo lo scrittore dev’essere un po’ presuntuoso. Perché Manganelli è ancora, al di fuori della sua morte avvenuta nel 1990, un aiuto ed un riferimento alla nostra lingua malmenata dalla maleducazione di cittadini ed oriundi. Pensieri,recensioni, racconti nel racconto e discese ardite nella grandezza della lingua italiana. Un titolo da comprare, senza dubbio.

Gianni Minà, “Storia di un boxeur latino”, Minimum fax – ebook

I giornalisti hanno il difetto d’intervistare vite altrui per domandarsi in seguito se qualcosa nelle risposte non l’abbiano già udito altrove. Perchè nelle vite dell’uomo, come ha scoperto Gianni Minà nella sua lunga carriera, c’è un ritorno insindacabile alle grandi questioni che le vite eccellenti contengono non solo in purezza ma che sanno immillare, senza per forza concentrarsi su un solo dettaglio. Le sue sono vicende umane di uomini illustri, ma in fondo narrano il navigare del giornalista, in mezzo alla sua esistenza di curioso frequentatore della vita (e quarta ripetizione! Quando ci vuole, ci vuole).