Torre di Barbaresco: degustare vini con una visuale a 360° sulle Langhe

La storia della Torre di Barbaresco è lunga ed affascinante: simbolo del paese, si erge imponente con i suoi 30 metri di altezza, dominando la vallata del Tanaro, naturale confine tra le colline della Langa e quelle del Roero, con una visuale a 360° sulle meravigliose vigne che producono alcuni dei vini più pregiati del nord Italia: il barolo, il nebbiolo e, appunto, il barbaresco.

_ di Elena Fassio

Il primo documento che attesta la presenza di una torre a Barbaresco risale alla fine dell’XI secolo, e la menziona come parte di un castello con cinta muraria, proprio sulle pendici della collina che sovrasta le anse del Tanaro. La posizione strategica di Barbaresco fu ritenuta così importante da parte del neonato Comune di Alba da voler annettere il borgo nei suoi confini territoriali nel 1198.

L’arrivo della famiglia Visconti nel XIV secolo segnò un punto di svolta: la torre fu restaurata e innalzata da 15 a 30 metri, per essere utilizzata come punto di osservazione e difesa militare. Nel sistema di difesa visconteo rientravano anche il Castello di Cherasco e quello di Pollenzo.
La torre passò, come tutto il territorio che controllava, sotto il dominio dei Savoia dal 1631. Fu scoperchiata per poter accogliere i nuovi signori con un falò visibile in tutte le Langhe. Nell’800 e ‘900 divenne proprietà di nobili famiglie locali: Galleani, Rocca, Cavazza, Stupino e Giacosa.

In stato di totale abbandono (vi era nato addirittura all’interno un ciliegio, la cui chioma fuoriusciva dalla sommità, ben visibile dal paese), la torre venne ceduta nel 1982 al Comune di Barbaresco. Da qui, un lungo e laborioso restauro durato più di trent’anni ha riportato l’edificio al suo antico splendore, aperto al pubblico dal luglio 2015, dalle 10 alle 19, da aprile a novembre, con ingresso a 5€.

Abbiamo detto che la torre faceva parte di una cinta muraria medievale: per questo motivo l’unico ingresso è posto quasi a metà della sua altezza, dove passava appunto il camminamento delle mura, mentre la parte sottostante è un pozzo che aveva la funzione di estrema difesa. Oggi l’entrata – a 10 metri di altezza – si raggiunge attraverso un ascensore esterno panoramico: dalla reception partono poi un secondo ascensore o una scala a chiocciola per raggiungere la cima attraverso i tre piani di museo.

Nel museo “verticale” trovano spazio sia la storia della torre che una sala multimediale dedicata al “Racconto del Barbaresco”: luoghi, vigneti, uomini e storie, etichette e documenti storici che hanno reso grande questo vino. L’ultimo livello è la terrazza panoramica a 30 metri dal suolo, ma di fatto a oltre 200 metri di altezza dal fiume sottostante. Un panorama mozzafiato che si rincorre a 360° e permette di abbracciare l’intero mare di colline circostanti, punteggiate di rocche e caratteristici paesi, in un unico colpo d’occhio. Su questa terrazza è possibile degustare i vini tipici della zona: nebbiolo, dolcetto e barbaresco, offerti dall’Enoteca Regionale del Barbaresco.

La torre può diventare una location per mostre, esposizioni, conferenze, meeting, feste privatebasta saper valorizzare il suo immenso valore storico e potenziale turistico.” – i membri dell’omonima neonata associazione.

Anche perché, si sa, le scuse per fare un giro nelle nostre colline, bere buon vino o mangiare in uno dei tanti ottimi ristoranti che ospitano, non sono mai troppe.