The Wicked + The Divine: nell’Olimpo del Pop

La BAO Publishing ha dato alle stampe il primo di due volumi “mistici”: The Wicked + The Divine è il titolo della graphic novel di Kieron Gillen e Jamie McKelvie che vi presenterà un concetto di divino come non l’avete neanche mai immaginato.

_di Lorenza Carannante

Kieron Gillen e Jamie McKelvie, una delle coppie della scena del fumetto che più di altre, da tempo, è sinonimo di qualità, hanno dato vita nel 2014 a The Wicked + The Divine, oggi edito da BAO Publishing. Alla base di quest’opera – concedetemi il termine – ci sono una serie di vicissitudini che, nonostante la coralità e il coinvolgimento dato da una narrazione galoppante, sono presentate in modo semplice e immediato: ciascun personaggio, per caratteristiche grafiche e personali, lascia letteralmente incollati alle tavole che vibrano di colori brillanti e tipicamente pop.

Ci troviamo a Londra, una Londra reale e tangibile. Ogni novant’anni dodici dei rinascono incarnando nuove identità amate ma anche e soprattutto odiate. In due anni, però, la loro nuova vita è destinata a terminare. Questo ciclo si ripete dall’alba dei tempi ed è destinato a ripetersi per sempre. La città li conosce, li riconosce e li ammira, in particolar modo un’adolescente, Laura, che ne invidia i poteri, la bellezza, il carisma.

A dare il via all’albo è proprio il concerto di una di loro, Amaterasu, una delle pop star più amate del pianeta: il suo fascino è d’altri tempi misto a qualcosa di mistico e irreale che coinvolge a tal punto i suoi spettatori da farli svenire prima della fine di ogni concerto.

Parallelamente a ciò, una reporter di nome Cassandra, sta cercando di indagare sulla possibile identità degli dei quando un giudice viene brutalmente e pubblicamente assassinato. La vicenda, da questo momento in poi, ruoterà intorno a tre figure fondamentali: Lucifero, Laura e la capostipite di una delle due fazioni divine. Ancora una volta viene presentata la contrapposizione tra il bene e il male, e il lettore ne viene totalmente trascinato. Tutto è imbevuto di un’empatia di cui lo stesso lettore è costantemente travolto.

«David Bowie mi ha salvato la vita. David Bowie ha salvato più vite di Batman»

Lucifero, Luci, è un personaggio impenetrabile ma dalla sensibilità evidente. Iconograficamente è una donna: ne ha i tratti delicati e tutte le sue caratteristiche estetiche rappresenterebbero tradizionalmente la figura femminile. Nonostante questo, però, indossa costantemente un completo classico bianco dal taglio tipicamente maschile, andando contro i canoni diffusi tra gli dei reincarnati in quel periodo, sfarzosi ed egocentrici.

In un’intervista rilasciata a Pitchfork, lo sceneggiatore Kieron Gillen avrebbe dichiarato che la sua visione del fumetto va di pari passo con la sua concezione di musica. Il loro è quindi un graphic novel pop da ogni punto di vista: ciascuno dei loro supereroi incarna una superstar musicale del XXI secolo (da Rihanna a Florence Welch!). Tornando a “Luci”, Gillen ha dichiarato: David Bowie mi ha salvato la vita. David Bowie ha salvato più vite di Batman”, una frase quanto mai eloquente, anche se già Neil Gaiman, in Sandman, aveva accostato Lucifero al cantante inglese.

I disegni sono firmati Jamie McKelvie, mentre i colori Matthew Wilson, che ne impreziosisce le tavole sottolineando il gusto pop presente in ogni vignetta. Il tratto, lineare e immediato, riconduce molto allo stile americano, ma riconosciamo qui una profonda volontà di trasmettere l’appartenenza alla scena, elemento affidato allo sguardo dei protagonisti, spesso diretto al lettore ad evidenziare il coinvolgimento del pubblico. Ciò che però attira maggiormente il lettore resta la brillantezza dei colori presenti dalla prima all’ultima pagina: ciascuna tavola è come illuminata da una gamma di colori che variano continuamente e che non sazia mai, come la presenza di questi bellissimi dei.