Sono apparsi vestiti di bianco, irradiando di bellezza la Galleria Grande della Reggia di Venaria, a luci spente per l’occasione: il concerto di Lino Capra Vaccina e Antonina Nowacka ci ha lasciato meravigliosamente inebetiti. Di Edoardo D’Amato.
Quando Lino Capra Vaccina e Antonina Nowacka si avvicinano ai loro strumenti, sembrano due apparizioni angeliche. Entrambi vestiti di bianco, iniziano il loro viaggio musicale mentre dietro di loro il sole dei Giardini della Reggia di Venaria sta tramontando. Definire suggestiva la location del concerto è riduttivo: la Galleria Grande è meravigliosa. Qui, il format Sulle Note della Bellezza di solito celebra l’arrivo della primavera a marzo, con un concerto mattutino di musica classica. Questa volta, eccezionalmente, è andato in scena alle 19, proponendo un live a luci spente in pieno stile TUM, l’associazione piemontese che ha co-organizzato la serata, già alle redini di Jazz is Dead Festival.
Ad illuminare la spettacolare architettura juvarriana ci pensano Lina e Antonina. Non c’è un palco: gli artisti suonano direttamente sul pavimento a scacchiera e diventano un tuttuno con i sontuosi decori di stucchi, le cornici e le lesene della Galleria. Un contesto che il Maestro impreziosce creando le sue atmosfere eteree con il delicato uso di vibrafono, pianoforte, percussioni e campane tubolari, mentre Antonina trasforma il canto in una trama sonora priva di parole, fatta di microvariazioni, echi e sospensioni. Non sembra che stiano suonando in pubblico per la prima volta, eppure la loro è a tutti gli effetti una première.

Minimalismo e sperimentazioni vocali si fondono così in un’unica cosa, in una musica che è luce. Il sold out certifica ancora una volta la qualità della proposta di TUM: tutta la nuova stagione di concerti è di livello altissimo. Questo live ne è stato un esempio emblematico: un’ora scarsa Sulle Note della Bellezza, una prima volta tra due artisti che speriamo possa evolversi in una collaborazione di più ampio respiro.
A fine concerto, si prendono i meritati applausi. Lino ringrazia tutti, compresa la sua compagna di viaggio, e dice una cosa sola: “Ricordiamoci che la musica può aiutare non solo a stare meglio, ma anche a fare stare meglio“. Musica come medicina: con due terapeuti così funziona alla grande.


