Nuovo appuntamento con la rassegna musicale della Scuola Holden. Il controtenore Raffaele Pe accompagnato dal bassista cult Saturnino, dal pianista e compositore di musica elettronica Renzo Vitale, Gianluca Geremia al liuto, Francesco Bodini alla batteria e Raffaele Tiseo al violino.
Raffaele Pe, una star acclamata di uno dei generi musicali più antichi giunti fino a noi, il barocco, è stato definito dai critici il controtenore del futuro. A confermare questo titolo ambizioso non sono solo le straordinarie capacità vocali, con una copertura della scala dal baritono al tenore e un virtuosismo tecnico, ma anche l’apertura a generi apparentemente lontani e la libertà di intrecciarli in un collage sempre coinvolgente e di buon gusto.
“Music for a while” alla serata Seven Springs alla Scuola Holden
Così, per la serata di Seven Springs alla Holden, dove a tutti gli esecutori è stata concessa piena libertà nella scelta del programma, ha scelto di collaborare con il bassista pop Saturnino e con il pianista e compositore di musica elettronica Renzo Vitale. A completare la formazione, i virtuosi degli strumenti classici: Gianluca Geremia al liuto, Francesco Bodini alla batteria e Raffaele Tiseo al violino. Ed è stato un altro viaggio indimenticabile tra epoche e stili diversi, un viaggio “over the ocean and back”, dove la voce di Raffaele Pe ha raggiunto amplitudini inaspettate. Con piccoli aneddoti storici, ha introdotto il pubblico negli universi di Händel, Monteverdi e Purcell, per far capire quanto fossero innovativi e liberi ai tempi nell’ambito della musica classica.
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È difficile immaginare di ballare con la musica barocca, eppure il pubblico della Holden lo faceva da seduto, battendo il ritmo. Era quasi scontato farlo con il brano cult di Jovanotti, grazie al suo storico collaboratore Saturnino, l’ombelico del mondo. Raffaele ha invitato generosamente tutti a cantare insieme il brano di Pino Daniele, togliendo ogni timore di aggiungere la propria voce al coro. Insomma, come nell’aria di Purcell, ha permesso a tutti di avere “Music for a while”, per portare via, per un attimo, i pensieri e le premure.
