In Italia, la cultura del gioco non è solo un passatempo, è un percorso museale e anche creativo. Nel 2025 i videogiocatori sono stati circa 14 milioni, mentre a Roma il nuovo GAMM Game Museum espone su ben 700 mq ed è aperto 7 giorni su 7. A Milano, WOW porta in mostra più di 150 giochi da tavolo. Questi numeri spiegano perché l’heritage del gioco qui si vive, si studia e si tocca.
Ti interessa il lato più culturale del gaming? Allora Roma è un buon punto di partenza, al nuovissimo GAMM Game Museum trovi un percorso immersivo con tre aree tematiche, installazioni e collezioni esposte in modo scenografico. È aperto tutti i giorni e nasce per raccontare il videogioco come linguaggio culturale, non solo come hardware d’epoca. Poco lontano, VIGAMUS continua a crescere e ad aggiornare le sue mostre, dal 2012 ha totalizzato ben più di due milioni di ingressi. Tutto questo conferma che l’interesse per la storia del videogioco non è più solo una nicchia.
Tra i giochi moderni di oggi su punta su nuove forme di fruizione
Non solo i giochi vintage vanno di moda, l’interesse negli ultimi anni si è spostato anche sui giochi digitali. In particolare, nel 2025 il settore dei casinò online ha registrato una spesa complessiva di 3,3 miliardi e quasi 78 miliardi di raccolta. Questo significa che le persone non giocano solo i pad, ma anche con il mouse o con il touchscreen dello smartphone o del tablet.
Se sei un principiante e ti stai avvicinando a questo settore, i casino con bonus senza deposito sono il punto di partenza giusto per testare alcuni giochi senza dover spendere dei soldi veri. Ricordati di leggere con attenzione i termini e le condizioni per capire il corretto funzionamento del bonus, i tempi per il prelievo e così via. In questo modo, gli operatori ti danno la possibilità di prendere confidenza con le piattaforme e anche con le regole del gioco.
Flipper, arcade e macchine elettromeccaniche nelle mostre
Se ti piace il contatto diretto con le leve e i pulsanti, c’è Tilt! – Museo del Flipper. È una collezione giocabile con più di 60 apparecchi, che attraversa quasi due secoli di storia, dall’Ottocento alla fine degli anni Novanta. Qui la cultura del gioco si basa sul tatto, sul suono e sulla luce. Puoi osservare il loro design, il funzionamento meccanico e, soprattutto, puoi giocare.
Poi c’è il WOW Spazio Fumetto che ha ospitato nel 2025 “Giochi sul tavolo”, una rassegna che ha ripercorso le meccaniche e l’estetica dei boardgame dal 2500 a.C. a oggi. Tra i punti forti: decine di tavolieri e carte originali, un grande focus sul legame con il fumetto e più di 150 giochi esposti, con dei laboratori e delle sessioni di prova. Delle mostre di questo tipo raccontano perché il gioco da tavolo è fatto anche di grafica, di illustrazione e di narrazione.
Festival, fiere e mercatini dove il retrogaming diventa comunità
La cultura del gioco d’epoca si fa sentire anche negli eventi. A Roma, il Checkpoint – Festival delle Esperienze Interattive ha portato nel novembre 2025 molti talk e installazioni proprio dentro il GAMM Game Museum. Ha mescolato la sperimentazione e la storia.
In Lombardia, il RADIANT dedica degli interi padiglioni alla tecnologia di ogni epoca, con degli stand dedicati al retrocomputing e al retrogaming. E tra i mercatini tematici, Roma ha ospitato il Game Vintage Market, con delle console, dei cabinati e delle cartucce in libera esplorazione. Sono luoghi perfetti se vuoi scovare dei pezzi rari, se vuoi ascoltare gli aneddoti dei collezionisti e anche se ti piace ricordare i tuoi giochi dell’infanzia.
Non solo videogiochi e flipper ma anche scienza e ruoli
Il gioco d’epoca si sposa molto bene anche con la divulgazione. A Trento, il MUSE – Museo delle Scienze ha riempito nel 2025 una giornata di attività con PlayMUSE, tra dimostrazioni e centinaia di giochi da tavolo e di ruolo. Questo è un esempio di come i musei scientifici usino il gioco per parlare di storia delle regole, di probabilità e di design.
A Torino, il Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn ha portato in piazza Castello una mostra interattiva sulla storia del tennis nei videogiochi durante le ATP Finals e sta digitalizzando il proprio patrimonio con un vero museo 3D.
Il gioco fa parte del patrimonio italiano e lo arricchisce
In Italia, la cultura del gioco d’epoca e vintage è davvero importante. Lo puoi vedere nei musei di Roma che mettono i pixel in bacheca, nei flipper bolognesi che si possono ancora giocare, nelle mostre milanesi che trattano il tabellone come un poster d’autore e negli eventi che radunano le community.
Mentre l’online continua a crescere con delle nuove regole e dei numeri importanti, l’offline continua a essere il punto di riferimento per ricordare il passato in formato interattivo. Quando il gioco sembra arte, fa quello che fa l’arte: racconta chi siamo stati e perché continuiamo a giocare.
