Stopover e viaggi multi-tappa: perché sempre più turisti scelgono di visitare due città in un unico viaggio

Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cambiato e, tra le nuove tendenze, lo stopover occupa un ruolo sempre più interessante. Il concetto è semplice: invece di attraversare una città soltanto per cambiare aereo, si sceglie di inserirla volontariamente nell’itinerario, fermandosi per qualche ora, una notte o anche diversi giorni prima di proseguire verso la destinazione finale. A spingere questa formula sono sia le compagnie aeree, che hanno sviluppato programmi specifici per incentivare le soste nei propri hub, sia i viaggiatori, sempre più interessati a trasformare uno scalo in una vera esperienza. L’obiettivo è aggiungere una seconda città al viaggio senza necessariamente acquistare un itinerario completamente separato.

Un itinerario, due destinazioni

Lo stopover sta modificando il modo in cui vengono costruiti gli itinerari internazionali. Una coincidenza particolarmente lunga può diventare infatti una vera tappa, con una o due notti dedicate alla scoperta della città di transito. Le compagnie aeree hanno intuito il potenziale di questa formula e propongono programmi che rendono la sosta più conveniente e, soprattutto, più facile da organizzare.

TAP Air Portugal, per esempio, permette di inserire uno stopover gratuito a Lisbona o Porto per un periodo compreso tra uno e dieci giorni, accompagnandolo con offerte e vantaggi presso numerosi partner. Iberia promuove invece lo Stopover Hola Madrid, che consente di fermarsi nella capitale spagnola fino a dieci giorni, nove notti, senza un costo aggiuntivo sul biglietto e con accesso a promozioni ed esperienze.

A Istanbul, Turkish Airlines offre ai passeggeri idonei con una coincidenza internazionale compresa tra 20 ore e sette giorni la possibilità di usufruire di sistemazioni alberghiere gratuite, trasformando il transito in un’occasione per visitare la città. Anche Doha e Abu Dhabi hanno sviluppato formule dedicate: Qatar Airways propone pacchetti stopover con soggiorni alberghieri a condizioni agevolate, mentre Etihad incentiva la permanenza nella capitale degli Emirati attraverso programmi alberghieri e itinerari pensati per 24, 48 o 72 ore. In Islanda, infine, Icelandair permette di aggiungere uno stopover fino a sette giorni senza un supplemento sulla tariffa aerea per i propri collegamenti transatlantici.

Roma, la tappa italiana ideale

Anche l’Italia può inserirsi perfettamente in questa nuova filosofia di viaggio e Roma, con il suo patrimonio storico e artistico concentrato in un’area relativamente compatta, permette di costruire esperienze diverse anche disponendo soltanto di poche ore o di uno o due giorni. La Città Eterna si presta particolarmente a questo tipo di esperienza anche perché molte delle sue attrazioni sono facilmente raggiungibili dalle principali stazioni. Per iniziare al meglio il proprio stopover nella Capitale, si possono lasciare ad esempio zaini e trolley in un deposito bagagli alla stazione Termini di Roma e partire subito alla scoperta del centro storico e dei suoi principali luoghi d’interesse.

Dal Colosseo alle piazze del centro storico, dai musei ai quartieri più caratteristici, la città offre numerose possibilità per trasformare una semplice tappa in una vera esperienza. E se il tuo stopover a Roma si basa su uno scalo all’Aeroporto di Roma Fiumicino di più di 3 ore, le attività da poter organizzare sono numerose sia dentro che fuori dall’aeroporto.

Il viaggio non è più soltanto la destinazione

Il successo dello stopover racconta un’evoluzione nella cultura del viaggio. La destinazione finale rimane importante, ma anche il percorso per raggiungerla può diventare parte dell’esperienza. Sempre più viaggiatori scelgono così di valorizzare ogni tappa dell’itinerario, trasformando scali e coincidenze in occasioni per conoscere nuove città, assaggiare cucine diverse e aggiungere esperienze al proprio viaggio. Con lo stopover, in definitiva, il viaggio può cominciare molto prima di arrivare alla destinazione finale.