URBAPHONIA 2026 a Torino: sperimentazioni elettroniche sul tetto del Lingotto

Dal 23 al 24 maggio, la Pista 500 sul tetto del Lingotto ospita la seconda edizione di URBAPHONIA. Il progetto di Recall lavora sul rapporto tra suono e spazio urbano e usa il festival come strumento per leggere la città attraverso pratiche musicali e sperimentali nel cuore della storia industriale torinese.

Torino non fa da sfondo. La città porta con sé una storia industriale forte e una trasformazione continua che oggi passa anche attraverso i linguaggi della cultura sonora. La Pista 500, pista di collaudo sospesa sul tetto del Lingotto, è forse lo spazio che questa tensione la contiene meglio di qualunque altro.

Il progetto di Recall lavora sul rapporto tra suono e spazio urbano, e usa il festival come strumento per leggere la città attraverso pratiche musicali e sperimentali. L’edizione 2026 raddoppia: due giorni, due stage – uno dei quali sempre attivo con il Dreadlion Firestarter Soundsystem – affiancati dal portale sonoro sviluppato da Neuf Voix, un’esperienza immersiva che accompagna il pubblico lungo il percorso della Pista, e da un’area dedicata a talk e visual.

La lineup di URBAPHONIA 2026

URBAPHONIA

La lineup mette in dialogo artisti internazionali e scene più ibride, attraversando elettronica, improvvisazione, dub e forme nuove di club culture. Cooly G, nome fondamentale della scena Hyperdub, è il cultore dell’UK bass. Torna ad esibirsi dopo un lungo periodo di pausa, portando con sé una genealogia sonora che ha segnato profondamente gli ultimi vent’anni.

Ben Vince, compositore e sassofonista britannico, presenterà il suo nuovo album Street Druid, su AD93. Si muove tra improvvisazione, elettronica e jazz contemporaneo. I Canzonieri, invece, intrecciano strumenti acustici, elettronica e costruzione visiva.

Altri nomi interessanti da sentire Eddie Dark, direttamente dall’underground elettronico greco e Maara, una voce trip-hop sperimentale da Montreal.

A completare il quadro la label torinese Gang of Ducks con Heith, XIII ed Eter Dex, insieme a helen island, , Michele Di Martino, PALINDROME, Sam Sala, Sandra Mason e WOC.

I takeover della domenica

La domenica pomeriggio racconta una storia parallela. Sintetica, collettivo torinese nato nelle serate in Conserveria Pastis e cresciuto fino alle collaborazioni con realtà internazionali e con i Subsonica, porta al festival un approccio che intreccia jam session di elettronica e installazioni audiovisive. RBL, Radio Banda Larga, è partita da Torino nel 2011 e oggi è una comunità transnazionale con base anche a Berlino e Barcellona: centinaia di contributor che animano le scene locali attraverso iniziative grassroots. Italia90, progetto fondato da Michael Sorriso e WOC insieme a Daniel, Comfyyy e Viziale, si muove tra moda, musica, arte visiva e design in un percorso di esplorazione creativa a 360 gradi, punto di riferimento nella scena indipendente nazionale e internazionale. Tre realtà che condividono una traiettoria simile: nate dentro la città, cresciute oltre i suoi confini senza perdere il radicamento che le ha generate.

Il talk While You Were Sitting Still, a cura di Lucia Rebolino e Riccardo Petrini, prende le mosse dalla giostra Madhouse – in cui il corpo resta immobile mentre lo spazio si muove – per riflettere sui modelli di simulazione contemporanei e sugli ambienti generati dall’intelligenza artificiale. Un innesto coerente con il concept che guida URBAPHONIA fin dalla prima edizione: The City Generates Sound. Sound Generates the City.

La scelta dei partner non è mai neutra

Coinvolgere Wonder Cabinet e Radio Alhara – realtà con base a Betlemme, attive nella produzione artistica e nella diffusione radiofonica internazionale – non è solo una scelta curatoriale: è un posizionamento. Dice qualcosa su come URBAPHONIA intende il proprio ruolo nella città e oltre, e su cosa significa, oggi, costruire una rete culturale. Un festival che sceglie con chi stare indica anche a chi si rivolge, e suggerisce che la cultura locale può essere un canale attraverso cui una città prende posizione su questioni che la superano.

Dice qualcosa su come URBAPHONIA intende il proprio ruolo nella città, su cosa significa, oggi, costruire una rete culturale. Un festival che sceglie con chi stare, rappresenta gli utenti e suggerisce come la cultura locale può essere un canale attraverso cui la città prende posizioni su questioni che la superano.

Dal 23-24 maggio alla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli al Lingotto. Dalle h 18:00

Ingresso gratuito su DICE