Il violinista Giuseppe Gibboni e la chitarrista Carlotta Dalia omaggiano grandi del passato nel battesimo stagionale della rassegna Seven Springs.
“Seven Springs: il suono della Holden“, giunto alla sua terza edizione quest’anno, è una rassegna musicale dalla formula è semplice quanto accattivante: sette serate alle sette di sera a sette euro. Il programma, curato da Gloria Campaner e Nicola Campogrande, mescola stili e interpreti con gusto. Ogni settimana si salta dal barocco al folk, dall’elettronica al jazz, e sono gli stessi musicisti a scegliere il repertorio — filo conduttore di quest’anno: la libertà.
Tra i concerti di maggio, nel grand store della Holden, il primo in cartellone è stato un viaggio nel tempo e nello spazio: un omaggio al compatriota Paganini, allo spagnolo Isaac Albéniz e all’argentino Astor Piazzolla. Sul palco due giovani talenti, il violinista Giuseppe Gibboni e la chitarrista Carlotta Dalia. I Capricci di Paganini richiedono virtuosismo e controllo di tecniche diverse avanzate. Gibboni, primo italiano a riportare il Premio Paganini in patria dopo 24 anni, con il suo Stradivari ha fatto sentire ogni nota con precisione e anima.
La sua compagna di palcoscenico e di vita, Carlotta Dalia, con Albéniz ha mostrato quanto può essere espressiva una chitarra classica. Insieme hanno chiuso con Piazzolla: a due, hanno ricreato l’anima del quintetto — il bandoneón, il pianoforte, il contrabbasso c’erano tutti, nella loro musica. I due strumenti suonavano pieni, ricchi, evocativi: si vedevano quasi i ballerini.
Alla Holden le storie non mancano mai.
Dopo la musica, è arrivata una chiacchierata vivace tra Gloria Campaner e i musicisti.
Un battibecco scherzoso tra Carlotta e Giuseppe ha svelato le loro differenze musicali, con battute sul valore — reale e simbolico — degli strumenti. Lo Stradivari un giovane musicista si può permette grazie ad un prestito da una fondazione, ma Lei, con ironia, ha difeso il valore della sua chitarra: “Almeno la mia ha due corde in più“, sottolinea Carlotta.
E infine, un bicchiere di Martini tra le dita, fiori sui cocktail, voci leggere. Un’aria lieve, come solo questa stagione sa regalare. Il miglior retrogusto possibile: di primavera, di musica, di libertà.
La Scuola Holden sarà al Salone del Libro 2026: trovi qui tutti gli eventi
