Abitare il suono: i rumori bianchi di Erauqave/Francesca Imparato

Abbiamo assistito ad una delle proposte musicali di Feltrinelli in Piazza Castello 19. Dalle 15 alle 18 abbiamo incontrato Francesca Imparato, giovane artista di origine Campana residente a Torino, presentare “ Le mie memorie (Mater/Sola alive)” il suo progetto- manifesto1 elettroacustico uscito il 31 ottobre 2025. A cura di Anna Gallucci. 


Di solito non guardo le iniziative delle librerie, soprattutto a tema letterario, come presentazioni di libri o conferenze, non perchè non mi interessi ascoltare qualcuno parlare di un libro, ma preferisco che mi stimoli dalle sue piccole e basilari premesse. Quando ho visto questo listening session di Francesca Imparato mi ha portato molta curiosità, soprattutto perché l’artista mi ha sempre molto incuriosito, ma non sono mai riuscita a sentirla live.

Facciamo un passo indietro: Erauqave, psudonimo di Francesca Imparato, è un progetto di elettroacustica ed elettronica sperimentale con note di avant-garde, sound design e ricerca vocale, nato nel 2019 in provincia di Salerno.
L’artista spiega nei suoi post su instagram che Erauqave deriva da “evacuare” e racchiude l’idea di lasciare ciò che non è più sicuro per migrare verso nuovi orizzonti; lasciar andare la propria interiorità nella sua massima espressione creativa.

La sua musica è un racconto dello spaesamento e della rinascita: suoni metallici e voci eteree, fratture emotive e slanci di luce, in un equilibrio continuo tra dolore e speranza. Nei suoi live set, costruisce veri e propri rituali sonori di trasformazione.
Le performance, come quella da Spellbound! la scorsa estate, attraversano cadute e ascese, sussurri e violenze acustiche, dando vita a un percorso di ri-costruzione dove l’amore diventa forza generativa.
Con MATER/SOLA ALIVE, non esiste più Erauqave, si chiude. Emerge solo Francesca, libera di lasciare andare la sua identità artistica per rinascere con il suo vero nome.
Non è un addio rabbioso o vergognoso, ma un gesto di gratitudine per se stessi.

“Le mie memorie” è un progetto elettroacustico e performativo che rielabora un archivio emotivo di remix, memorie e riscritture sonore, con temi come la maternità, la perdita, il dolore, il perdono ed l’identità.

È una musica che non accompagna ma chiama all’ascolto attivo, alla presenza, al silenzio; ascoltare la sua musica all’interno di una libreria è stato estremamente coerente con il suo progetto e con i suoi obiettivi.
La lettura di nuovi titoli o la ricerca di un libro ti fa entrare in uno stato di dissociazione: sposti lo sguardo da un titolo all’altro, guardi le copertine, leggi le quarte e, se vogliamo, appaghi anche l’amor proprio e la tua curiosità. Ora, immagina di farlo con delle cuffie e un universo di rumori e suoni elettronici: rimani tu, quel suono, l’odore delle pagine e le tue riflessioni.

Un’esperienza sinestetica. L’esperienza di riconoscere la ricerca musicale di Francesca in una libreria è stata immersiva e quasi identitaria, uno sguardo alle proprie emotività e al proprio io. Un invito a non consumare ma ad abitare il suono.