[REPORT] My Chemical Romance a Bologna Sonic Park: the black parade never ends

L’adunata dark al Bologna Sonic Park non è un semplice momento amarcord ma il ritorno di una band in grande forma (spesso ingiustamente sottovalutata o denigrata per partito preso) e la dimostrazione di un culto trans-generazionale.


_di Lorenzo Giannetti

Varcando il confine emiliano con un qualsiasi treno regionale nell’assolato pomeriggio del quattro di giugno, la sensazione è di trovarsi all’interno della scena surreale di un film. Tra un pendolare e l’altro, le carrozze sono popolate fondamentalmente da due tipologie di viaggiatori: da una parte una fiumana di rocker solari e ruspanti, dall’altra un’orda di vampiri punk di nero vestiti. I primi scenderanno a Reggio, per l’ormai leggendario maxi-raduno di Ligabue al Campovolo, gli altri arriveranno fino a Bologna per l’attesissima unica data italiana dei My Chemical Romance all’Arena Parco Nord per il Bologna Sonic Park.

A distanza di pochi chilometri, i cuori di migliaia e migliaia di persone batteranno all’unisono per due degli eventi di punta dell’estate italiana. Le proporzioni fuori scala del concertone del Liga – si parla di più di centomila fedelissimi seguaci – non devono assolutamente far passare in secondo piano le cifre da capogiro della reunion degli emo kids americani, che registrano un risultato clamoroso con un tutto esaurito a quota quasi trentamila biglietti venduti.

Del resto, come ripetono persone di tutte le età assiepate fin dal mattino tra il pit ed le colline dell’arena, molti aspettavano questa occasione da più di dieci anni. E in questa decade di pausa, i MCR hanno alimentato un culto sempre più trans-generazionale, dimostrando non solo di essere a tutti gli effetti una delle band-simbolo della generazione millennials ma anche di aver marcato a fuoco tantissimi giovani talenti come il compianto Lil Peep o il rampante YUNGBLUD (anche lui da poco passato in concerto in Italia).

Un punto di riferimento ovviamente anche per tutte le band che si esibiscono in apertura nella bolgia bolognese, ritagliandosi applausi meritatissimi: Starcrawler, Creeper e Barns Courtney sono bestie da palcoscenico di cui sentiremo parlare e i loro sing-along trascinanti in bilico tra glam e dark sono il perfetto giro di giostra prima dell’arrivo di Gerard Way e compagni. Tra l’altro, a due passi dall’area verde dei concerti c’è davvero un immenso Luna Park, affacciato sulla lingua di cemento della tangenziale, ma è chiaro fin da subito che il freak show dei My Chemical Romance imboccherà una strada diversa.

La band infatti entra sul palco quasi in punta di piedi, senza proclami o fronzoli, niente luci né annunci, e sembra voler subito mettere le cose in chiaro attaccando con l’ultimo singolo The Foundation of Decay, un ballad carica di amarezza che pare adagiarsi su un mondo sempre più alla deriva per poi implodere su se stessa in un finale dilaniante. Non prima di aver rivelato, all’improvviso, nel climax di urla e distorsioni, una scenografia che rende tutto ancor più chiaro: una quinta teatrale coi resti di una città bombardata, scheletri di grattacieli in rovina, uno scuolabus giallo divorato da polvere e fiamme. È da questo scenario desolante e post-apocalittico che ripartono i My Chemical Romance, da un lato suggerendo quello che probabilmente sarà il concept del prossimo disco e dall’altro rievocando addirittura Skylines and Turnstiles, traccia contenuta nel loro esordio discografico e ispirata al soqquadro emotivo del post-11 settembre.

Subito dopo l’inno I’m Not Ok accende la spia della nostalgia istantanea e suona più che mai come un richiamo alle armi: di lì in poi la scaletta sarà un susseguirsi di hit senza tregua, cantate a squarciagola e con la mano sul cuore praticamente da tutto il pubblico, insieme ad un Gerard Way meno istrionico rispetto al passato ma sempre a suo modo dannatamente magnetico e decisamente in grande spolvero. L’emozione è palpabile, sopra e sotto il palco: “Grazie per averci aspettato” dirà quasi commosso Gerard con una semplicità disarmante, sciogliendo il cuore di un’arena intera.

Tra un carosello dinamitardo come Na Na Na e il vaudeville gotico di Mama, c’è spazio per un inaspettato Happy Birthday dedicato a Mikey Way! Il colpo d’occhio più folgorante arriva forse sulla ballad The Ghost Of You, con tutte le torce dei cellulari accese nell’oscurità. La combo Teenagers/Famous Last Words è un karaoke senza freni inibitori, se non fosse per l’unica nota stonata della serata: i bodyguards decisamente troppo presenti e pressanti nel limitare qualunque forma di movimento un attimo più scalmanata del salto sul posto… si appostano – letteralmente – dietro a chiunque accennasse di innescare la miccia del pogo! Sacrosanto assicurare la sicurezza di tutti ma lavorare così è imbarazzante. Direi quasi surreale vedendo Gerard Way sul palco con la t-shirt di (GI) dei Germs!

Per il resto la resa live è pressoché perfetta: sporca quanto epica. Spiace non sentire il pianoforte di pezzi (di cuore) assenti all’appello come Cancer o Sleep, ma le note dell’intro di Welcome to the Black Parade risuonano ancora a distanza di giorni come le campane di una messa collettiva, la festa di morte e resurrezione di una band che non se n’era mai davvero andata, l’ultimo (tr)atto di una parata mai davvero conclusa. Il bis ci regala l’amarcord di Helena e la trasognata The Kids from Yesterday, ennesima gemma dark-pop che starebbe divinamente in una delle ultime puntate splatter di Stranger Things. Tornando verso casa, stavolta in auto, facciamo in tempo a vedere i sontuosi fuochi d’artificio del Campovolo in lontananza: a questo punto in autogrill tocca fare un brindisi a noi cresciuti, diversi ma pur sempre “broken, beaten and damned” ma soprattutto ad una band cresciuta, diversa ma ancora “awake and unafraid“. Vedremo se il futuro sarà ok or not.

Grazie a Vertigo Concerti
QUI il programma completo di Bologna Sonic Park 

 

La scaletta del concerto di Bologna Sonic Park:

The Foundations of Decay
I’m Not Okay (I Promise)
Give ‘Em Hell, Kid
Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na)
Summertime
You Know What They Do to Guys Like Us in Prison

Teenagers
Famous Last Words
The Ghost of You
Vampire Money
Thank You for the Venom
DESTROYA

House of Wolves
Boy Division
Mama
Welcome to the Black Parade

Encore:
Helena
The Kids From Yesterday