Consigli letterari di settembre

Novità, riscoperte, rarità. La breve selezione letteraria – fatta pensando proprio al concetto di “outsiders” – privilegia le realtà maggiormente propense a stuzzicare l’interesse di un lettore onnivoro e curioso, magari desideroso di avventurarsi in qualche azzardo letterario… A cura di Alessio Moitre. 

Si passa dalla realtà, irrisolta, alla sfrenataggine senza controllo. Dopotutto l’antidoto all’abitudine è una sana sferzata incontrollata. Titoli in commercio e in uscita c’è ne sono molti. Alcuni sembrano affannarsi nell’originalità ma è un dato di fatto che il calo delle temperature nei mesi freddi (c’è ne sono ancora per davvero?) sviluppi la fantasia. Saranno i colori, le inondazioni di sapori terrosi e bagnati, i ripensamenti, le frivolezze che una penna porta sulla carta e che ci stupiscono sempre. Come se non fossimo noi alla guida del pensiero.

Michele Mari, “Le meravigliose rovine di Sferopoli”, Einaudi editore

È in disuso lo stupirsi della tecnica di Mari come di tale peso è l’ignorarlo sovente causa tortuosità lessicale per ricercatezza. In un panorama letterario anemico però, l’autore milanese è sempre una leccornia. Ultima sua fatica la città di Sferopoli, immaginifica città, sontuosa nelle sue particolarità. Davvero è complesso dare l’idea ad un nuovo lettore del perché serva confrontarsi con questo scrittore. Penso non ci siano metodi validi, se non quello di buttarla in sfida e vedere come va a finire.

Edith Bruck, “Il pane perduto”, La nave di Teseo

Passato un po’ di tempo dall’ultima scrittura della Bruck ma si può asserire che è alquanto logico, vista la sua morfologia umana ed intellettuale. Il nome ed il titolo del libro è circolato spesso per ogni corridoio. Sorvolando premi (spesso vinti) e menzioni (svariate e disordinate). Una memoria quella della scrittrice che è in fondo una tenera corteccia di magnolia. Facile da asportare, mantenendo viva la resina che ha protetto una storia che è quella di una vita intera ragionata un disordine alla volta.

 

“Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie”, testi Giuseppe Zare, illustrazioni
Sofia Paravicini

Un po’ di poesia. Non prendete alla lettera ogni parola. Sono foglie, prosa, ma è il verseggiare delle innumerevoli circostanze in cui una foglia ci ha sfiorato, sovrastato, accompagnato, indotto tenerezza. Il voyeuristico accrocchio di un pensatore che si ritrova nelle venature del fogliame fogliuto degli alberi. Il libro inoltre stimola l’accumulo e lo struggimento, con pagine dedicate alla raccolta personale, dopo storie, miti e racconti. Una trappola ordita alla nostra più intima tenerezza, che in fin dei conti è un interesse sensato e gravoso verso una natura che vogliamo solo assumere a guida spirituale.

Michele Marchesiello, “Dopo l’Italia. (Come sopravvivere alla dissoluzione del
Belpaese)

La figura di Marchesiello è ben bislacca. Frutto di una tradizione di uomini simili e poliedrici. Non per carriera (magistrato serissimo per quarant’anni), sarà allora per indole sottaciuta agli altri se questo libro ha del carino e dell’intenso nella stessa maniera. Cosa dicono Gadda, Flaiano, Longanesi e Prezzolini sull’Italia? È perché a noi ci frega assai? Paragona ieri ad oggi. Fai i dovuti viraggi, ragiona un poco ed il libro ti si apparecchia. Davvero curioso. Libro ed autore. Mica capita tutti i giorni.

Judith Schalansky, “Inventario di alcune cose perdute”, Nottetempo edizioni

Judith ci ha preso gusto e dopo “Atlante delle isole remote”, si fabbrica un altro scritto che si è arraffato il Premio Strega Europeo 2020. Non l’avevo segnalato prima. Ingiusto fingere che la cosa non sia successa ed allora riavvolgo il filo e mi rimetto in carreggiata. Piccoli oggetti, forse in alcuni casi, di bassa importanza. Però sono storie e sono mondi e sono personaggi e sono accadimenti che se assommati al senso imprevisto che la vita possiede nei suoi spiri, si sugge una linfa di possibili ricordi dell’uomo stesso, dell’essere umano come trascorsi di minuscoli angoli del sapere. E sono solo dodici storie. Niente, se ci consideriamo con una cronologia del vissuto di donne e uomini d’ogni tempo.