Malaussène ad alta quota

Daniel Pennac presenta il nuovo capitolo della saga di Belleville al Grattacielo di Intesa San Paolo.


_di Alessia Giazzi

Quest’anno il Salone Internazionale del Libro gioca la sua carta vincente e sfodera un ospite d’eccezione. Dopo ben 17 anni di assenza dalla manifestazione torinese, Daniel Pennac celebra il suo trionfale ritorno in scena in occasione della pubblicazione di “Il caso Malaussène – Mi hanno mentito”, nuovo romanzo della saga di Belleville. Durante la sua ultima apparizione torinese Pennac ci aveva spezzato il cuore giurando che non avrebbe mai più scritto di Malaussène. Invece sono passati quasi vent’anni e l’inossidabile parigino ritorna insieme al suo autore.

Per chi non avesse familiarità con il personaggio, ecco cosa dovete sapere di Benjamin Malaussène: residente a Belleville, esercita la professione di capro espiatorio, cacciandosi nei guai e venendo incolpato dei crimini più incredibili. A complicare ancora di più la vita di Benjamin ci sono una sgangherata tribù di fratelli e sorelle, una compagna bellissima e un cane epilettico che condividono con lui la vita di tutti i giorni nel cuore multietnico della capitale francese. Malaussène e la sua tribù sono i protagonisti dell’omonimo ciclo di romanzi che Daniel Pennac confeziona lungo gli anni ’90 prima di annunciare il pensionamento del suo personaggio più longevo.

Lo ritroviamo qui, nel capoluogo piemontese, ospite di una location d’eccezione: sono i 150 metri di acciaio e cristallo del grattacielo di Intesa San Paolo ad aprire le porte del proprio Auditorium per accogliere il reading teatrale dell’ultima fatica malausseniana, il 18 maggio.

L’evento è gratuito, i posti limitati, non mi stupisce che a pochi minuti dall’apertura degli accrediti online gli ingressi si siano già volatilizzati.

«La performance che popola l’Auditorium del grattacielo si trasforma un momento di ritrovo e di riconciliazione non solo con uno scrittore e un personaggio, ma con le storie che hanno fatto sognare e sorridere intere generazioni»

È il momento: le luci si abbassano e Daniel Pennac entra in scena accompagnato dai due attori/valletti. Gli occhiali dalla montatura rotonda, la giacca di velluto, il personaggio dello scrittore francese non gli si è mai scollato di dosso. La scenografia è essenziale, semplice e sincera come la scrittura a cui ci ha abituato il signor Pennac: sedie vittoriane, una lampada e pochi oggetti di scena accompagnano quella che si rivela essere una vera e propria performance teatrale dedicata al personaggio chiave dello scrittore francese.

Il reading si snoda tra i capitoli del nuovo romanzo, svelandone i personaggi senza confessarne troppo i segreti, quel giusto equilibrio che lascia la curiosità di sapere come andrà a finire la storia (comprando il libro, ovviamente). La lettura in francese si alterna quella in italiano, affidata agli attori e a volte allo stesso Pennac che viene corretto e punzecchiato bonariamente con il risultato di rendere lo spettacolo un momento intimo e leggero.

Ed eccolo. L’ultimo atto è dedicato a lui, Benjamin Malaussène, il cui nome campeggia bianco su nero sullo schermo al fondo del palco mentre un brivido sembra percorrere l’Auditorium. Così Malaussène, il personaggio che ho sempre solo visto nella mia immaginazione, privo di qualsiasi connotazione fisica, prende forma dalle parole di Pennac dopo un silenzio durato anni.

Divertente, forte nella sua semplicità e toccante come l’emozione di ritrovare un vecchio amico, “Il caso Malaussène – Mi hanno mentito” raccontato dalla penna e dalla voce di Daniel Pennac, attore e intrattenitore, sancisce il ritorno di un personaggio che sopravvive al tempo e alla volontà del suo autore. La performance che popola l’Auditorium del grattacielo si trasforma un momento di ritrovo e di riconciliazione non solo con uno scrittore e un personaggio, ma con le storie che hanno fatto sognare e sorridere intere generazioni.

“La sai la più bella?” recita l’incipit del romanzo. La più bella è che Malaussène è tornato.