Oroscopo della settimana

Tutte le settimane arrivano puntualmente i quadri astrali del nostro Gianpaolo Iacobone, tra non-sense e sensi unici. Insomma, un oroscopo non più “a caso” di tanti altri, ma più bello.

 

da lunedì 26/06 a domenica 3/07

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A R I E T E

Le diatribe ed i litigi fra zuppe di condensatori e forni ad induzione ci colgono in fallo. Tanto in fallo da non riuscire più a capire la differenza fra un orsetto lavatore ed un orsetto gommoso disoccupato. I cilindri delle automobili se ci parlano è per una ragione: odiano il cinguettio dei tir quando arriva la primavera. Me no male che la primavera non c’è più e adesso siamo nella stagione degli asparagi petulanti, e il naufragar m’è dolce in questo mare.

T O R O

I cani sono persone che vanno sapute prendere con le dovute circonvoluzioni, innanzitutto per una questione di rispetto nei confronti delle piante grasse e dei portelloni blindati, in secondo luogo perché comunque i pupazzi gonfiabili che salutano come degli scemi, hanno il contratto a chiamata o, se va bene, hanno un part-time verticale con poca salvia. Cammina oggi, cammina domani, avete dimenticato di spegnere il forno con dentro il premio di maggioranza con sballottamento parafarmaceutico.

G E M E L L I  

Il potere del cristallo di luna, l’impotenza del tergicristallo di zio Alfio e la cipolla, sono tre ottimi ingredienti per riuscire a comporre un serio lavoro di analisi antropologica sulle scarpe a forma di verderame. I conigli assistono agli spettacoli teatrali indossando monocolo e colbacco come ogni infisso che si rispetti in attesa della ceretta. Non si è ancora capito se non abbiamo abbastanza dita per indicare le stelle o forse, che abbiamo troppe stelle e troppe poche dita, ma viviamo comunque presuntuosamente.

C A N C R O 

Le montagne parlano sempre ad alta voce anche nei luoghi chiusi e bisogna sgridarle, non bisogna avere paura di farlo, se lo meritano. Se le gabbie sono state costruite con la carta dei giornali censurati, l’alito degli alci e gli asintoti, ci troviamo di fronte ad un ottimo sciroppo alla frutta di mare. Non ci sarebbero problemi, se i pigmenti di strabordo e le mosche da combattimento non avessero capito il senso infimo dell’associazionismo giovanile: mangiare minestre di serrande elettriche e fregarsene dei cattivi che muoiono nei videogiochi.

L E O N E

Avere un eccessivo senso di allappamento non è mai qualcosa di particolarmente funzionale alla logistica dei magazzini delle aziende che importano idee fallaci ed esportano dita sfuse. Non è colpa dei cinghiali se le minigonne più recenti si sono dotate di galleggianti di malto e prese di coscienza sui desideri di cambiamento dei superconduttori al brodo vegetale. Chiamatemi sognatore, oppure sul telefono di casa, ma sono dell’idea che le ceramiche di una volta non avevano quel senso civico che hanno adesso i vecchi di oggi.

B I L A N C I A

Spostarsi da un divano foderato di culatello ad una gru che sorride ai monti, alla quale gru, le caprette rivolgono conati di vomito ed altri tipi di croccantini per quaderni a righe, è qualcosa di spettacolare. I maniaci del disordine sanno quanto sia importante cuocere bene le sedie prima di mangiarle, ma sanno anche che non c’è due senza il pesce che contiene davvero un sacco di fosforo impoverito dalla crisi dei valori. La gentilezza degli astici in prossimità degli incroci più pericolosi è imbarazzante, possono stare lì anche venti millesimi di secondo a discutere con enorme garbo e delicatezza di chi abbia la precedenza e di chi abbia la macchina a vapore più beige.

S C O R P I O N E

Le ossa rotte ai concerti di Riccardo Fogli ci ricordano cosa è davvero la vita, ma soprattutto, cosa vuol dire fingere un infarto senza usare la scusa dei mirtilli militanti. Gli alberi di risposte serrate e ciclamini morigerati si arrabbiano spesso, se non li si coccola con la colla vinilica. Tutti i pesci vennero a Gallipoli, per vedere la palla di piede di spiedo di spalla di pongo, fatta da Andrea De Adamich, figlio del cadmio.

S A G I T T A R I O 

Prati rabbiosi e donnole a basso rischio assicurativo hanno costituito una società a irresponsabilità illimitata per contrastare l’uso dei diserbanti nelle colture di intensive di figurine. Il passo, quando è più lungo della talpa, si muove con leggiadria nei container di frasi fatte. Non è vero che i manichini votano per i partiti popolari, perché all’interno della loro cultura non esiste un senso di appartenenza ai carciofi tale, da giustificare al alcun cordoglio per le vittime della paraffina.

C A P R I CO R N O

Bugigattoli o crinali con la cravatta, non fa differenza se i topi cantano melodie per orche o filastrocche per daini rapaci: i fiori farfugliano lenti, la felicità. Le gigantografie dei leader del Pentapartito mettono malinconia, se assaggiate dopo averci messo sopra il succo di tonno. Le motociclette spesso non sono la merenda ideale nei giorni più caldi, ma con un po’ di ghiaccio e dell’ibuprofene si fanno miracoli.

A C Q U A R I O

Anelare grandinate di gradini che gracchiano fa bene all’anima degli animali di marzapane. Come si fa a fare una dedica senza dire che è una dedica? Dicendo che è un ramarro. Fidelizzare i clienti delle industrie belliche con omaggi quali i giochi da tavolo e le sedie in vimini e rucola è una mossa azzardata, ma sul lungo periodo può dare risultati positivi. Scende la notte e le viole sfiorano con le loro piccole dita a forma di fagiano anche gli angoli più remoti dei termosifoni. I cibi preferifi dai discorsi sulla Gladio sono i cd dei mariachi e le sospensioni idrauliche.

P E S C I

Le feritoie sono fatte per ferire in ferie. I contraltari alla fine basta girarli ma bisogna fare attenzione e anche un po’ di addominali sulla panca piana in compagnia della vacca, che o sopra, o sotto la panca, è sempre uno spasso perché sa fare l’imitazione di Gigi Sabani che imita un coltello a serramanico. Fate attenzione ai simulacri, perché non simulano in area, ma magari uno sgambetto al guardalinee lo fanno e poi va a finire come al solito che ci facciamo riconoscere.

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