Cicala di Shaun Tan: quando l’alieno è l’essere umano

In arrivo in libreria l’ultimo albo illustrato del pluripremiato autore australiano Shaun Tan, che questa volta affronta la tematica del bullismo da un punto di vista decisamente particolare. Pubblicato in Italia da Tunuè, è sicuramente tra i titoli più attesi di questo inizio stagione.

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_di Lorenza Carannante

Conosciamo Shaun Tan per le sue favole e i suoi libri illustrati che ogni volta riescono ad arricchire di meraviglia e gioia le nostre vite. Il suo ultimo progetto, Cicala, in tutte le fumetterie a partire dall’11 ottobre, è però un lavoro in qualche modo nuovo, dai toni diversi rispetto all’autore a cui siamo abituati, dai colori pastello e le sfumature morbide e delicate, quasi tangibili. Ci troviamo di fronte ad una tematica importante, quella del bullismo, analizzata sul campo lavorativo, ma che in realtà può essere coniugata in qualsiasi altro ambito e in riferimento a qualsiasi età. Non a caso anche Cicala rientrerebbe a pieno titolo tra i libri illustrati per bambini che dovrebbero essere letti anche e soprattutto dagli adulti.

Cicala è un impiegato di un ufficio che vive in un’intercapedine senza che nessuno se ne accorga, e che racconta la sua storia in prima persona, pagina dopo pagina, scandendo bene le pochissime parole quasi robotiche, concludendo sempre con il verso Tok! Tok! Tok!
Questo piccolo e fortissimo “alieno” è diffidente nei confronti dell’essere umano, così attaccato alla materia e ai soldi, così viscido è pronto a giudicare. Gli uomini, infatti, non fanno altro che attaccare cicala anche senza motivo, fino a quando il protagonista non prenderà una decisione drastica, salendo sul tetto dell’ufficio. E sarà proprio lì che accadrà qualcosa di straordinariamente incredibile. Per lui e per i lettori.

Da un punto di vista stilistico, Shaun Tan rientra in quella lista di autori che sono un’assoluta garanzia. I suoi colori, come le sue forme, sono delicati e pieni, facendo risaltare la tecnica mista utilizzata, che spazia dalle tempere ai pastelli.

Interessante la scelta dell’impaginazione e dell’impiego di colori diversi in base allo stato d’animo del protagonista, prima chiuso in un grigio disagio, poi aperto alle tonalità calde di un bellissimo tramonto. Per non parlare poi delle tavole finali dell’albo interamente dedicate alla foresta di cicale rosse, vagamente impressionista. Ancora una volta Tan si conferma autore degno di nota, in questo caso pronto ad affrontare anche tematiche più impegnate e spinose.

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