Al Carrefour con la lingua dei segni

L’ipermercato Carrefour di Collegno è centro d’avanguardia sociale: da settembre formerà i primi trenta addetti insegnando loro la lingua dei segni per far sì che i sordi non siano più “invisibili”. 


_ di Giorgia Bollati

Tra cassette di pomodori dal rosso brillante, scaffali di cremosi formaggi freschi o pacchetti di biscotti, chiedere un’informazione può essere un problema, specialmente per i sordi che devono comunicare con chi non parla la loro lingua. L’Ipermercato Carrefour di Collegno è in prima linea per difendere la ricchezza della diversità e per fornire a tutti gli strumenti per potersi esprimere al meglio: Michele De Luca, direttore del centro, spiega che, con il sostegno del Comune, potranno formare da settembre i primi trenta addetti insegnando loro la lingua dei segni con lo specifico intento di porsi come un test per indurre tutti i Carrefour d’Italia ad adottare il protocollo. I dipendenti che avranno seguito il piano di formazione porteranno, ben in vista, una spilla identificativa e saranno rintracciabili in ogni negozio dell’ipermercato, in modo da facilitare la comunicazione e ponendo attenzione alle specifiche esigenze di ogni cliente, legandosi sempre di più al territorio e aumentando l’inclusione.

Serafino Timeo, presidente provinciale dell’ENS Ente Nazionale Sordi, ha accolto con grande entusiasmo la proposta, sottolineando come questa sia una grande novità per loro che spesso si trovano in situazioni in cui la comunicazione è ostacolata dall’assenza di un interprete. A tal proposito potrebbe essere utile anche un’integrazione nello stesso corpo degli addetti di alcune persone sorde, caratterizzate da abilità, come la vista più sviluppata o la capacità di tradurre e decodificare i movimenti delle persone, particolarmente importanti nei contatti con i clienti. Inaugurando quindi un nuovo protocollo di collaborazione Michele De Luca, Serafino Timeo, il vice sindaco del Comune di Collegno Antonio Garruto e tutti i presenti all’incontro indetto in occasione della Giornata della Diversità si augurano vivamente che tale pratica possa presto diffondersi in tutta Italia e, con vigore, si stringono le mani.

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