L’avanguardia è un gioco serio: le sorgenti sonore di Piedicavallo 2026

piedicavallo festival

Cinque anni fa ha deciso di mettersi in gioco, oggi è uno degli appuntamenti italiani più interessanti e audaci nel panorama della musica sperimentale. Piedicavallo Festival 2026 riaccende una luce sulla Valle Cervo in Piemonte con la sua XXXVI edizione, intitolata Sorgenti. Se la prima metà di agosto (1-14) sarà dedicata ai respiri classici di sarv, è dal 21 al 23 agosto che il festival sprigionerà la sua anima più radicale con lüria. Tre giorni di live, dj set e performance transdisciplinari con una line-up come sempre intrigante – Elena Colombi, Širom, Nappy Nina, Big Hands e molti altri – pronta a trasformare location rurali e insolite in un ecosistema sonoro dove infrangere le regole del tempo e dei generi.

Vi riportiamo tutte le info del comunicato stampa per iniziare ad orientarsi all’interno del programma del festival.

La XXXVI edizione di Piedicavallo Festival torna a esplorare l’Alta Valle Cervo partendo dal tema delle Sorgenti, intese come flusso che modella il nostro modo di stare insieme. Attraverso il gioco, inteso come spazio di invenzione e conflitto generativo, cerchiamo una postura insolita per abitare il presente, costruendo ponti tra generazioni e attivando nuove grammatiche di relazione con il Territorio.

Due le sezioni di Piedicavallo Festival 2026

sarv: dall’1 al 14 agosto, la storica rassegna dedicata ai repertori classici e da camera diffusa nell’Alta Valle, con concerti, laboratori e performance itineranti che invitano il pubblico a un ascolto profondo dei luoghi.

lüria: dal 21 al 23 agosto, lo spazio della sperimentazione sonora e performativa nel paese di Piedicavallo. Tre giorni intensi di live, dj set, interventi performativi, passeggiate, proiezioni di cinema sperimentale e laboratori, insieme a installazioni e dispositivi che invitano la partecipazione collettiva del pubblico che, evocando la dea delle leggende locali, ri-configurano temporaneamente il tempo e lo spazio collettivo.

Con Sorgenti (2026) il Festival conclude il suo viaggio triennale: dalle mappature affettive del Territorio alla complessità delle convivenze, il gioco diventa oggi l’acqua sorgiva che modella il nostro modo di stare insieme.

Questa edizione decide di celebrare il gioco come strumento e chiave, per il suo potenziale che negli anni ha permesso la cucitura di legami stretti tra Sotterranea e la comunità valligiana, perché indica una modalità di relazione, ed è sorgente alla quale tornare per comprendersi.

lüria, dal 21-23 agosto: tre giorni di live, dj set, interventi performativi, passeggiate, proiezioni di cinema sperimentale e laboratori

Dal 21 al 23 agosto a Piedicavallo, l’ultimo paese della Valle e il primo toccato dal torrente Cervo, un ecosistema musicale e artistico multidisciplinare prende la forma di lüria, la dea-demone leggendaria così chiamata in dialetto valligiano, che da secoli abita le acque del torrente Cervo. Un programma di tre giorni di live, dj set, interventi performativi, passeggiate, proiezioni di cinema sperimentale e laboratori, insieme a installazioni e dispositivi che invitano la partecipazione collettiva del pubblico a ri-configurare temporaneamente lo spazio e il tempo del Paese, allo stesso modo della dea-demone lüria quando emerge dalle acque in piena del torrente Cervo.

Il gioco è un piacere, è divertimento, è una competizione non agonistica. Il “mettersi in gioco” significa uscire dalla propria zona di comfort, esponendosi e accettando rischi per raggiungere obiettivi personali o professionali. Richiede coraggio, crescita interiore e capacità di reinventarsi, gestendo le paure e le emozioni per trasformare il cambiamento in opportunità.

Piedicavallo Festival si è “messo in gioco” da quando, cinque anni fa, ha deciso di aprirsi a nuove visioni artistiche, sonore e di fruizione.

Un percorso che a distanza di un lustro lo ha trasformato in uno degli appuntamenti tra i più interessanti del panorama musicale alternativo e di avanguardia italiani (e non solo). Come declinare in gioco in musica? Sicuramente seguendo le regole, ma allo stesso tempo cercando di infrangerle come i bimbi più scaltri tentano di fare in una partita, è in questa zona grigia che avviene la magia: la tradizione e la sperimentazione si scontrano, rigide partiture si intrecciano con libere improvvisazioni in un crescendo di armonie dove confronto, scontro e coesione daranno il risultato finale.

A Piedicavallo non si perde mai, si vince sempre, come alle giostre, perché la sua forza è il gioco di squadra, sempre più forte e coesa tra il team, il pubblico e il luogo che ci ospita. L’appuntamento è sempre lì, sul playground della alta Valle Cervo, tre giorni di festa, giochi e divertimento e ci sarà anche la musica… schiaccia “play”!
Alessandro Gambo, direttore artistico lüria

lüria a Piedicavallo Festival: il programma in breve

La programmazione artistica di lüria è un viaggio tra rituali sonori, ecologia acustica e sperimentazione radicale. Un palinsesto che sfida i confini dei generi musicali e ridefinisce l’esperienza dell’ascolto contemporaneo, si configura come un ecosistema in perenne movimento, dove la musica abbandona le strutture convenzionali per farsi rito, indagine politica, esplorazione naturalistica e riflessione profonda sull’essere.

Un mosaico di suoni e performance d’avanguardia ridefinisce i confini della sperimentazione contemporanea con un evento transdisciplinare unico. Il programma vedrà l’eclettico dj set di Elena Colombi muoversi tra fratture ritmiche e techno mutante, affiancato dal live ipnotico e misticheggiante di Anasbri e dal live rap sperimentale di Nappy Nina che smantella le strutture convenzionali.

Le radici mediterranee riemergeranno nel live elettronico e viscerale di Big Hands e nelle performance live folk sciamaniche dei Širom, mentre il violino minimale del live di Mira e i sogni onirici del live di LÉO LA NUIT si intrecceranno alla decostruzione esotica del live firmato dal collettivo Heart Of Snake.

La natura guiderà il live di Roxane Métayer tra ecologia boschiva e la soundwalk nomade di Arthur Chambry, mentre le expanded projections cinematografiche di Gaëlle Rouard e il live vocale scultoreo di Ute Wassermann espanderanno i confini sensoriali dei presenti. Le selezioni oscure e ruvide nel dj set di BUBBLE WRAP e il flusso magmatico nel dj set di fouturista sfideranno la linearità del tempo, connettendosi all’improvvisazione digitale del live di Trampa e alla ricerca sinestetica dell’hybrid dj set di RRRADIANT.

Le derive oniriche dell’hybrid dj set del Gruppo di Ricerca Cartografica Liquida dilateranno la memoria tra nastri e sample, integrandosi ai live di Jonquera & Officium e ai dj set carichi di visioni di Foresta, Kreggo e Kuba’97.

La fisicità dello spazio sarà esplorata attraverso le performance site-specific di Martina Auddino/CIFRA Danzateatro + Davide Ellena e Edoardo Tritto e di Marco Martino Filippo.

«La tradizione e la sperimentazione si scontrano, rigide partiture si intrecciano con libere improvvisazioni in un crescendo di armonie»

Scopriamo gli artisti di Piedicavallo Festival più nel dettaglio

Anasbri (live)

Anasbri è il progetto musicale di Anaïs Leduc, artista e DJ francese che propone un viaggio sonoro eclettico tra downtempo, ritmi tribali e techno ipnotica. La sua musica esplora paesaggi onirici e mistici, guidando l’ascoltatore in un’esperienza intima, riflessiva e trascendentale. Attiva nella scena underground fiorentina e internazionale, si è esibita in festival, club e alla Milano Design Week. Per lei la musica è un canale rituale per esplorare le sfumature dell’essere e stimolare memorie profonde. Da inizio 2024 collabora inoltre con il collettivo transfemminista Las Berthas, per cui ha composto il brano «Bois Dormant», un’opera percussiva e avvolgente capace di trasportare il pubblico in una trance collettiva.

Arthur Chambry (sound walk)

Arthur Chambry è un polistrumentista, cantautore e costruttore di strumenti che inserisce la propria pratica in contesti ambientali unici, suonando all’interno di caverne, montagne e chiese. Il suo percorso artistico è guidato da una forte attitudine comunitaria e nomade, alimentandosi costantemente attraverso incontri spontanei e collaborazioni che lo portano a suonare in duo, in bande itineranti e in progetti aperti con i bambini.

Big Hands (live)

La ricerca di Big Hands (Andrea Ottomani) ridefinisce l’elettronica muovendosi in uno spazio adiacente ma distaccato dalla club music. Assimilando la filosofia del dub, l’artista usa il mixer e il feedback auto-oscillante per manipolare spazio e tempo, fondendo techno, free jazz e psych-rock. Al centro della sua pratica attuale c’è l’improvvisazione radicale non lineare: un rituale in cui processa in tempo reale strumenti acustici e sintetizzatori. Dal 2023 persegue un’archeologia sonora volta a
mappare le proprie radici mediterranee tramite loop percussivi e field recording, abbracciando i principi del Deep Listening per dar vita a un suono crudo, imperfetto, umano e futuristico.

BUBBLE WRAP (dj set)

Basse frequenze, wobbles, ritmi spezzati: la selecta di BUBBLE WRAP è ruvida e oscura, ma si muove su livelli di energia imprevedibili. Aspettatevi possibili cambi di direzione. Con Radio Blackout e Banda Mutanda costruisce dancefloor, spazi d’ascolto e creazione più inclusivi.

Elena Colombi (dj set)

Elena Colombi opera tra le crepe degli stili, dove il ritmo muta e l’atmosfera si fa volatile, unendo psichedelia cosmica, jungle, post-punk e ballad dimenticate attraverso improvvise rotture e svolte inaspettate. Storica residente di NTS, i suoi mix sono derive che intrecciano storie nascoste e intuizioni d’avanguardia, dove i poliritmi collidono, i meccanismi industriali cedono e la techno si scheggia in forme irriconoscibili. Questo impulso inquieto e febbrile alimenta anche le sue produzioni, le performance live con il collettivo Tutto Questo Sentire e la sua etichetta Osàre! Editions, che unisce darkwave anni ’90 e underground contemporaneo. Che si tratti di chiudere i palchi di festival importanti (come Unsound, Dekmantel e Nuits Sonores) o di accendere spazi DIY più intimi, Colombi crea esperienze visceralmente immersive e imprevedibili. Mescolando stili, storie e tessiture sonore, la DJ trasforma l’ascolto in un’avventura, offrendo set rigorosi, estatici e assolutamente unici.

Elena Colombi

fouturista (dj set)

FP hari, fka fouturista, è art director e music selector, polymath e high priestess, esploratrice lenta e ascoltatrice famelica. Con le sue selezioni trascina chi è in ascolto nella sua orbita di suono, magma e memoria, senza la bussola del genere, in aperta rivolta contro la costrizione del tempo lineare.

Gaëlle Rouard (expanded projections)

Gaëlle Rouard è una regista che lavora manualmente dal 1992. Ha sviluppato e continua a esplorare vari metodi di lavorazione della pellicola fotochimica, parallelamente a un approccio strumentale al proiettore 16mm. È stata un membro del 102 Rue d’Alembert (uno spazio dedicato alla presentazione di musica e cinema sperimentali) e dell’Atelier MTK (un laboratorio cinematografico gestito da artisti) a Grenoble. Le sue opere sono state ampiamente proiettate a livello internazionale.

Gruppo di Ricerca Cartografica Liquida (hybrid dj set)

Dalla notte all’alba sulle libere frequenze di Radio Blackout, già fondatori della sezione torinese del G.R.C.L. (Gruppo di Ricerca Cartografica Liquida) il dottor Magri e l’Ingegnere Sollazzi presentano il progetto “seymouria”: set ibrido tra dischi, nastri e samples; un’esperienza sonora per attraversare l’effimero contatto con il mondo fisico e la dilatazione liquida della memoria onirica.

Heart of Snake (live)

Il collettivo torinese Heart Of Snake, insieme a Mira, torna dopo sei anni con *Chamaerops*: un’opera di 40 minuti che fonde chitarra classica, desert folk, esotica meditativa e ninnenanne. Il nucleo originario con Vincenzo Marando (Movie Star Junkies, Krano, Similou), Alberto Danzi (I Residenti, oAxAcA) e Cosimo Rosa (Krano) si espande con la violinista romana Francesca Colombo (Mira), creando un viaggio immersivo tra atmosfere polinesiane, macchia mediterranea e torrenti appalachiani. Diviso in due parti, il disco incarna la malinconia di una pianta d’appartamento di fronte a una finestra aperta su un microcosmo di polvere di stelle e luce. Lo spirito di Frantz Casseus viene decostruito tramite registrazioni sul campo, elettronica kosmische, valzer haitiani, la fisarmonica di Pauline Oliveros e la steel guitar di Santo & Johnny. Heart Of Snake e Mira offrono una colonna sonora ultraterrena e ipnotica, capace di trasformare antiche energie musicali in un sogno contemporaneo.

LÉO LA NUIT (live)

LÉO LA NUIT è una scrittrice e compositrice franco-algerina che intreccia la musica come si intrecciano i sogni: con tenerezza, intuizione e una profonda venerazione per la natura. Attraverso registrazioni sul campo (field recordings), tessiture intime e delicate melodie pop, LÉO LA NUIT ci invita nel suo paesaggio interiore. La sua musica respira a fior di pelle — fragile eppure luminosa — un collage di momenti fugaci, ricuciti insieme con cura. È un mondo al contempo radicato e onirico, dove l’emozione scorre libera, come lacrime offerte in dono.

Marco Martino Filippo (performance)

Martina Auddino/CIFRA Danzateatro + Davide Ellena e Edoardo Tritto (performance) Martina Auddino, danzatrice e performer basata a Torino, si muove tra i linguaggi del teatro e della danza contemporanea attraverso esperienze site-specific, spesso in ambiente naturale. Collabora con coreografi/e come Giovanni di Cicco, Andrea Zardi, Angela Babuin, Luca Silvestrini e Julie Stanzak. È nel cast di Inferno di Roberto Castello, vincitore del Premio Ubu come Miglior Spettacolo di Danza
nel 2022. Dal 2020 collabora con Aldes/Roberto Castello e SPAM! (Porcari, LU) in diversi progetti, tra cui Dance Club e Tempi Moderni. È cofondatrice e membro stabile del collettivo Cifra Danza Teatro, impegnato nella ricerca e nella formazione con particolare attenzione alla dimensione site-specific e multidisciplinare della performatività.

Mira (live)

La ricerca di Mira (Francesca Colombo) si sviluppa in una dimensione intima e stratificata in cui il violino perde la sua veste accademica per farsi generatore di paesaggi sonori emotivi. Il suo percorso unisce musica classica, teatro e arti performative, traducendosi in una narrazione solista che intreccia lo strumento a corde, la voce e i sintetizzatori. La sua urgenza espressiva risiede nella sottrazione: spogliare il violino dal virtuosismo tradizionale per esplorarne la natura più minimale, materica e
viscerale. Attraverso l’uso esteso del pizzicato e lo sfruttamento percussivo del legno, Mira trasforma lo strumento in un corpo risonante, capace di unire l’arcaico e il contemporaneo

Nappy Nina (live)

La ricerca di Nappy Nina ridefinisce i confini del rap attraverso un flusso conversazionale, intimo e profondamente incisivo. Radicata nell’universo del jazz, della poesia e dell’hip-hop sperimentale, la sua scrittura rifiuta i compromessi e smantella le strutture convenzionali del genere. La sua pratica si distingue per la capacità di fotografare la complessità dell’esistenza — dalle vulnerabilità personali alle tensioni sociali — con l’occhio del narratore e l’istinto del poeta. Muovendosi con disinvoltura tra trame elettroniche, metriche boom-bap e sfumature jazz, la sua voce resta un elemento magnetico, capace di unire fragilità a una critica politica e umana affilata.

Nappy Nina

Roxane Métayer (live)

La pratica multidisciplinare di Roxane Métayer si sviluppa come un profondo omaggio alla foresta, indagando le complesse interazioni tra l’essere umano e il mondo vivente. Attraverso la fusione di suono, immagine e scultura, l’artista dà vita a narrazioni ecologiche ed evocative. La sua ricerca musicale intreccia registrazioni sul campo (field recordings), strumenti acustici e sperimentazioni vocali, delineando un ecosistema sonoro fondato sul mimetismo animale e vegetale. Estendendo
questo approccio allo spazio, Métayer progetta installazioni sonore polifoniche e spazializzate che immergono l’ascoltatore in un’esperienza sensoriale in cui la natura viene tradotta in pura materia acustica.

RRRADIANT (hybrid dj set)

Compositrice e selector, RRRADIANT cura spazi sonori che attraversano molteplici generi senza mai abbandonare la sperimentazione. La sua ricerca si esprime all’interno dell’esperienza sinestetica del suono e del suo impatto politico, trasformando l’ascolto in un atto di esplorazione critica e sensoriale.

Širom (live)

Iztok Koren, Samo Kutin e Ana Kravanj (Širom) creano un folk “immaginario”, un panorama sonoro in perenne movimento capace di fondere influenze eterogenee in una sintesi universale. La pratica del trio si fonda su una ricerca strumentale vastissima, che intreccia elementi della tradizione globale — come viola, ghironda, balafon, banjo e fiati — a oggetti autocostruiti. Nonostante questa ricchezza materica, il loro suono conserva un’attitudine minimale e sciamanica. Muovendosi in una costante dialettica tra oscurità e luce, mistero e rivelazione, i tre musicisti trasformano la performance live in un’esperienza rituale, magnetica e profondamente immersiva.

Trampa (live)

Trampa è il punto di incontro/scontro tra i background artistici di due musicisti-produttori del Nord-Est Italia (Vicenza-Ferrara). La performance live di Luca Venturini e Nicola Cocco si basa sull’improvvisazione, sfruttando la timbrica digitale della sintiesi FM e il suono organico di sample creando un sound ironico e veloce. Le loro cifre stilistiche attingono dal sottobosco dell’elettronica e della club music contemporanea, ispirandosi ai live act di artisti come Loto Retina e Nicolini e allo stile di produzione di Soichi Terada, strizzando anche l’occhio a progetti come Orange Milk Records e alla serie di club-tool Délices du MIDI del producer Kaval, che privilegiano l’utilizzo massiccio e sfacciato del protocollo MIDI. Nicola e Luca, hanno condiviso altri progetti e sono attivi come selector e produttori sotto i nomi di Coccola & Walter Magi. Fanno parte del progetto Tresca y Tigre con cui pubblicano nel maggio del 2025 Cascára e nel maggio del 2026 Casi Caustica, Casi Nada, entrambi editi da Funclab Records.

Ute Wassermann (live)

Al centro della ricerca di Ute Wassermann vi è un’esplorazione intransigente della voce, che trascende i confini umani per farsi materia scultorea e multidimensionale. Il suo canto oscilla tra componenti elettroniche, animali, inorganiche e umane. Traendo ispirazione dagli ambienti sonori che la circondano,Wassermann crea habitat acustici immaginari in cui la sua voce camaleontica si sintonizza con paesaggi sonori composti o registrati. Per estendere e alienare il canto, l’artista utilizza fischietti per uccelli, elettronica lo-fi, risonatori e microfoni, integrando nelle performance oggetti quotidiani o strumenti inventati che assumono la forma di veri e propri costumi acustici.

Venue • Piedicavallo, Valle Cervo • BI

La sezione lüria si svolge a Piedicavallo, un piccolo paese montano dell’Alta Valle Cervo, in provincia di Biella. Il territorio si fa palcoscenico diversificato e diffuso: il Teatro Regina Margherita (TEATRO), il Tempio Valdese (TEMPIO), le rive del torrente (SPONDE), le radure nel bosco. Ogni luogo viene abitato da sonorità inedite e performance sorgono dal paesaggio. Ogni
luogo sarà abitato dalle persone che sceglieranno di vivere PF26.

Biglietteria • Sezione lüria

Sono disponibili, in prevendita online, i biglietti per la sezione lüria. Oggi è possibile acquistare due tipologie di abbonamento, il Full Pass che prevede l’accesso garantito, per i tre giorni del festival, a tutte le location di Piedicavallo Festival – il Tempio Valdese, il Teatro, Sponde l’area verde lungo il fiume. Il Pass Sponde consente invece l’accesso per i tre giorni del festival venue SPONDE, l’area verde lungo il fiume dove si svolgono tutti i dj set e i concerti del mattino. Tutte le aree al di fuori delle zone concerti e dj set restano a libero accesso.