La magia di “Cats” al Teatro Colosseo: tra miagolii, canzoni e balletti

Due grandi occhi gialli troneggiano imponenti, sovrastando la platea. Un’atmosfera felina pervade gli spazi, carica di attesa e adrenalina. Gatti dalle fattezze e dimensioni umane iniziano ad aggirarsi per la sala, sibilando e miagolando agli spettatori. Il tempo di saltare sul palco ed ecco che, in un attimo, tutto si tramuta in un tripudio di colore, musica e allegria.

La seconda replica (di sei) di Cats, tenutasi mercoledì 6 dicembre alle ore 20:30, ha inizio in modo spumeggiante e subitaneo, e avvolge fin da subito un Teatro Colosseo gremito fin quasi al sold out. A essere messa in scena, la versione firmata dal più prolifico e creativo regista, produttore e adattatore di musical italiano, Massimo Romeo Piparo, autore della nuova grande produzione della PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistinasu licenza esclusiva The Really Useful Group, London.

Il “musical per eccellenza“, con musiche di Sir Andrew Lloyd Webber e testi tratti dal volume di poesie Il libro dei gatti tuttofare del Premio Nobel T.S. Eliot, si affranca da una tradizione lunga più di quarant’anni (il debutto si tenne al New London Theater nel West End della capitale britannica nel 1981, N.d.R.) e, per la prima volta in assoluto, vede muoversi i suoi protagonisti non nei sobborghi di Londra, bensì in una ipotetica e futuristica discarica ai piedi del Colosseo, costellata di reperti archeologici e opere d’arte e illuminata dal bagliore della luna.

Ad attirare con immediatezza ed entusiasmo l’attenzione degli astanti è, infatti, la vivida scenografia sapientemente e dettagliatamente curata da Teresa Caruso, impreziosita da capitelli, colonne, frammenti della Bocca della Verità, statue di Marco Aurelio, targhe di vie cittadine e altri elementi tipicamente romani. Componenti scenografici “giganti” tra le quali si muovono, con agilità ed eleganza, i gatti del quartiere di Jellicle, riuniti per il ballo annuale e per celebrare il loro vecchio capo Old Deuteronomy (o “Gatto Filosofo”).

Sostenuti dall’Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello e dalle eccezionali coreografie di Billy Mitchell (coreografo del West End londinese e attuale coreografo associato delle ultime produzioni di A.L. Webber, da School of Rock a Cinderella), i felini fanno la loro comparsa e, uno dopo l’altro, si presentano al pubblico, ballando e cantando le proprie peculiarità, stranezze, ambizioni e difficoltà.

Tra un salto e qualche fusa, incontriamo, così, i gatti che compongono questo variegato e curioso collettivo: da Grizabella, gatta affascinante ma esclusa e rifiutata dal branco dopo aver deciso di distaccarsene per girare il mondo (nonché interprete di uno dei più celebri e commoventi brani del musical internazionale, Memory), all’anziano Gus, attore di teatro che rimembra i suoi successi (tra cui Romeo il gatto del Colosseo e Sandocat) e cita, tra gli altri, Claudio Villa, Gigi Proietti e Manfredi (divenendo emblema dell’italianizzazione di Cats, forse un po’ eccessiva quando egli invita i gattini a studiare «perché il teatro non è come Facebook o Tik Tok, l’arte non passa già da chi vive di Like»), fino al carismatico Rum Tum Tugger, artista appariscente e amato da tutte le “gattine”, e all’inseparabile coppia di scaltri ladri-ballerini Mungojerrie e Rumpleteazer.

Senza dimenticare, naturalmente, il capostazione Skimbleshanks The Railway Cat/Freccia rossa, cui sono affidati i riuscitissimi giochi di luce che simulano i binari e le illuminazioni del treno, e il mago Mr. Mistoffelees, egregio ballerino e prestigiatore, lodato per aver tratto in salvo il Gatto Filosofo dalle grinfie di Macavity, il malvagio gatto-delinquente inseguito dalla polizia e definito il “Napoleone del crimine“.

Nonostante alcuni scollamenti dalla versione originale e – come accennato – un’esarcebata “romanizzazione” del testo in alcuni punti della rappresentazione, il musical di Piparo conferma i numeri da record ottenuti nel 2022 e si rivela uno spettacolo sorprendente e sfaccettato, in cui vengono posti in rilievo i gatti-protagonisti e la loro bravura artistica stratificata e prismatica – dal ballo al canto, dalla mimica alla prossemica. Non vi sono, infatti, sbavature né a livello canoro, né a livello coreografico: tutto è miscelato e interpretato nella forma espressiva più autentica e magistrale – anche nei momenti di pausa, quando i felini si mettono “in mostra” sul palco per consentire agli spettatori di fare una foto con loro.

Dai più piccoli (sulle spalle dei genitori) agli adulti, tutti si sono, dunque, commossi e divertiti di fronte al pirotecnico susseguirsi di acrobazie, brani e racconti, portando con sé quel pizzico di magia che solo grandi musical come Cats sono in grado di donare: una parentesi di “sospensione dalla realtà” in cui abbandonarsi e viaggiare con la fantasia in piena libertà.

Cats resterà in scena al Teatro Colosseo fino a domenica 10 dicembre. I prossimi appuntamenti saranno:

  • Venerdì 8 dicembre, alle ore 20:30;
  • Sabato 9 dicembre, alle ore 20:30;
  • Domenica 10 dicembre, alle ore 16.