Fino al 12.04 in mostra al MA*GA di Gallarate opere dell’artista russo in dialogo con autori europei e italiani. Un’occasione unica per approfondire l’influenza del Maestro dell’astrattismo sul mondo dell’arte italiana del Novecento. A cura di Giulia Costa Barbè.
A due passi da Milano, a Gallarate, si può visitare una mostra che in realtà sono tre: una dedicata a Kandinsky, una dedicata al “Gruppo Como” – fucina dell’astrattismo italiano – e una, ricchissima, dedicata agli autori italiani influenzati dal Maestro che rigettò il realismo.
In un mondo che stava attraversando sconvolgimenti senza precedenti l’Astrattismo forniva nuove prospettive da cui guardare al mondo. Non erano più necessari il dettaglio e l’adesione alla realtà; la forma e il colore parlano e si scoprono veicoli di emozioni pure e istintive. Così la piccola raccolta di tele di Paul Klee ci mostra come una linea sinuosa possa trasformarsi in un abbraccio e delle virgole colorate possano trasportarci in un giardino notturno.

L’esposizione del corpus di opere di Kandinsky si apre con un nucleo di opere figurative realizzate a inizio secolo per proseguire con incisioni dalla serie “Piccoli mondi”, microcosmi colorati e vibranti che l’artista presentò a Milano nel 1934 ed è conservata, in parte, negli archivi del MA*GA. Le forme sono ancora lineari, spezzate a disegnare cunei e quadrangoli con una semplificazione costruttivista che l’artista avrebbe abbandonato solo dopo un decennio.
La presenza di opere di Mirò e di una scultura di Calder ci ricordano che la forma astratta è lungi dall’essere un mero esercizio mentale; può farsi gioco, saltare tra una dimensione e l’altra diventando una coloratissima scultura semovente.
La parte successiva dell’esposizione è una retrospettiva dedicata al “Gruppo Como”, collettivo di artisti che ruotavano intorno alla galleria d’arte “Il Milione”, luogo nel in cui nel ‘34 venne organizzata la prima esposizione in Italia di opere di Kandinsky. Fu un evento che ebbe un’influenza cruciale sul rinnovamento dei linguaggi visivi dell’arte italiana e un’occasione irripetibile per un confronto con l’artista russo che era in contatto costante con alcuni esponenti del gruppo. Tra gli altri, in questa sezione troviamo Mario Radice, Manlio Rho e Carla Badiali; autori che applicavano il rigore geometrico del design tessile e la pulizia del Razionalismo a una produzione astratta ma quanto mai dinamica.

Il terzo nucleo espositivo è una stupenda raccolta di opere di artisti a loro volta influenzati dalla produzione del padre dell’Astrattismo come Lucio Fontana, Atanasio Soldati ed Enrico Prampolini solo per citarne alcuni. Nel secondo dopoguerra, la scena artistica italiana vide nel pittore russo un riferimento cardine per ricostruire la propria identità: l’Arte doveva smettere di essere testimonianza del vero ma vivere di vita propria e diventare linguaggio universale, slegato dalla realtà. Le opere in esposizione di Gillo Dorfles, tra i fondatori del Movimento Arte Concreta, ben sintetizzano la traiettoria che avrebbe seguito l’arte astratta italiana nei decenni a venire.
A completare questo viaggio nel colore e nella forma al termine del percorso espositivo si può visitare la sala conferenze del museo che ospita una collezione di arazzi e tappeti di Ottavio Missoni, che installò la sua prima manifattura proprio a Gallarate.
Kandinsky ha avuto un’influenza capitale sulla produzione artistica italiana che fa proprio il suo messaggio e lo declina per decenni in un gioco di citazioni che arriva a toccare le soglie del XXI secolo.
L’esposizione del MA*GA è quindi l’occasione sia per ammirare opere selezionate del fondatore dell’Astrattismo, sia per immergersi in quel laboratorio di idee che è stata la scena artistica italiana dagli anni ‘30 in poi che ricevette da Kandinsky una spinta innovativa cruciale per la sua fioritura.
Informazioni:
Kandinsky e l’Italia
a cura di Elisabetta Barisoni e Emma Zanella
Mostra prodotta da MA*GA e Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro.
Museo MA*GA
Via E. De Magri, 1 2013 Gallarate (VA)
30 novembre 2015 – 12 aprile 2026
Mar. – ven. 10.00 – 19.00
Sab – dom 11.00 – 19.00
Chiuso il lunedì
