Guida agli eventi teatrali di aprile a Torino

Il climax di marzo è superato, ma aprile tiene botta e rivela un calendario di grandi appuntamenti. Si piange e si ride anche questo mese. Articolo di Umberto Scaramozzino.

Lo scorso mese ho detto che marzo era senza dubbio il miglior mese della stagione teatrale torinese, ma mentre scrivevo iniziavo anche a temere di dovermi smentire da solo già il mese successivo. Perché il calendario di aprile era lì, pronto dallo scorso autunno e abbastanza fitto da farmi temere in una perdita di credibilità. La verità è che approfondire ogni singolo spettacolo di ogni singolo teatro cittadino e fare un bilancio del mese in arrivo richiede un gran lavoro, ma adesso che l’ho fatto posso dirlo: avevo ragione. Aprile non può competere con il mese appena chiuso, che tra “La Fanciulla del West” al Teatro Regio, “Re Edipo” al Teatro Astra e “Rumba” al Teatro Gobetti ci ha regalato alcuni degli highlight indelebili della stagione 2023/2024.

Il climax è superato, insomma. Poco male però: aprile resta comunque un mese molto interessante, pieno di scelta. Ci avviciniamo alla fine dei lunghi programmi stagionali dei nostri amati teatri e siamo ancora in grado di tirare fuori dal cilindro spettacoli come “Piccoli crimini coniugali” al Teatro Concordia, “La pazzia di Orlando” al Teatro Gobetti, “Una piccola odissea” al Teatro Colosseo o “Il calamaro gigante” al Teatro Alfieri. Poker d’assi.

Ma sono ancora una volta drammi e tragedie e scandire il meglio della programmazione. C’è Pirandello, di cui il Teatro Carignano offre “La vita che ti diedi“, ma soprattutto Euripide, che troviamo sia alle Fonderie Limone – con la “Medea” – sia al Teatro Astra – con “Le Supplici“.

Ma non possiamo solo disperarci, almeno a teatro, perciò troviamo anche tanta commedia. Da un lato la solita buona stand up (da Giorgio Montanini ad Angelo Duro, passando per l’onnipresente Eleazaro Rossi), dall’altro le risate condite con riflessioni, come quelle offerte da “Tutto sua Madre” di Guillaume Gallienne, al Teatro Erba.

Se preferite invece le messinscena atipiche e state cercando qualcosa di insolito, ricordatevi sempre che Fertili Terreni Teatro è come ogni mese al vostro servizio. Ad aprile Cubo Teatro, San Pietro in Vincoli e Bellarte offrono tre piccole perle che troverete qui sotto. Alla solita modica cifra potreste comprarvi la svolta teatrale del mese. Altrettanto si potrebbe dire di Cineteatro Baretti e Cafè Müller, che in quanto a originalità continuano a dispensare eccellenze.

C’è tanto altro, ma per scoprirlo vi tocca spulciare la maxi-guida qui sotto, una delle ultime di questa stagione, e preparare il calendario.

Teatro Carignano

Al Teatro Carignano arriva uno dei principali registi della scena teatrale contemporanea, nonché direttore artistico dell’Odéon – Théâtre de l’Europe di Parigi: Stéphane Braunschweig. Il regista francese porta nel prestigioso teatro di Torino il suo adattamento di “La vita che ti diedi” di Luigi Pirandello, autore al quale è strettamente legato e di cui ha adattato diverse opere.

Scritta nel 1923 per la Duse, “La vita che ti diedi” è il testo più struggente del grande drammaturgo sul tema della maternità e del lutto. “Come può una madre sopravvivere alla morte del figlio?” si chiede l’autore. Semplicemente fingendo che sia ancora vivo. Pirandello fa vacillare le nostre certezze, i nostri preconcetti: malgrado sappia che la realtà finirà per mettere fine all’illusione, ci fa capire quanto abbiamo bisogno di illusioni per restare in piedi.

Teatro Gobetti

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Presentare lo spettacolo più promettente del Teatro Gobetti questo mese è un compito fin troppo semplice, perché è il classico prodotto che si vende da solo. “La pazzia di Orlando” è liberamente ispirato all’Orlando Furioso di Ariosto e a testi di Italo Calvino (di cui lo scorso anno ricorreva il Centenario). La tagline è irresistibile: “Ariosto visto da Calvino fra destini incrociati“. Et voilà!

Da un’idea di Pietrangelo Buttafuoco, l’incontro di due autori geniali e fantasiosi diviene terreno fertile per una narrazione suggestiva, dove le occasioni perdute diventano trame simultanee e piene di nuovi sviluppi. Graziano Piazza dirige lo spettacolo, interpretandolo insieme a Viola Graziosi, Irene Paloma Jona, Nicola Morucci.

Fonderie Limone

  • Medea (02/04/24 > 21/04/24)

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Lo scorso mese è stato il mese di Sofocle, ma questo siamo sicuri sarà il mese di Euripide. “Medea“, per la regia di Leonardo Lidi e in scena alle Fonderie Limone per buona parte di aprile, è uno degli spettacoli che attendiamo di più. Anche perché la protagonista è Orietta Notari, nota per aver vinto il Premio Le Maschere del Teatro come miglior attrice non protagonista per “Il gabbiano”.

Leonardo Lidi affronta una delle tragedie più crude e spietate dell’antichità. Medea, figura chiave della letteratura classica e simbolo senza tempo del dolore femminile, è colei che ha abbandonato la propria patria per seguire un uomo, Giasone, che l’ha resa madre per poi abbandonarla. Due universi destinati ad una fatale collisione, due visioni del mondo completamente diverse – maschile e femminile – che rendono questo racconto tragico quanto mai attuale e necessario.

Teatro Regio

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Abbiamo ancora un paio di preziose repliche de La Fanciulla del West, ma questo mese il Teatro Regio ha un’altra perla in serbo per tutti noi.  Si tratta de “Le villi” di Giacomo Puccini, in questa nuova produzione curata da Pier Francesco Maestrini, animato dal desiderio di esplorare il mondo ultramondano e demoniaco.

Una giovane col cuore infranto si trasforma in una villi, leggendaria creatura maligna sovrannaturale, per vendicarsi dell’amante infedele: lo costringe dunque a partecipare a una danza infernale che lo lascerà senza vita. Questa è, in sintesi, l’opera con cui Puccini esordì facendosi notare per l’intensità delle melodie e la forza della scrittura sinfonica. Ideata inizialmente come un atto unico, pochi mesi dopo il debutto l’opera fu riveduta dall’autore in una versione ampliata, con nuove arie e un nuovo intermezzo orchestrale, che debuttò proprio al Regio nel 1884.

Teatro Astra

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Poker di spettacolo di assoluta qualità al Teatro Astra, ma il nostro cuore va con “Le Supplici“, tragedia scritta da Euripide (lo dicevamo che era il suo mese) e rappresentata per la prima volta tra il 423 e il 421 a.C. Quella proposta da TPE è la versione che può vantare il Premio Hystrio Twister 2023, diretta da Serena Sinigaglia. La drammaturgia è di Gabriele Scotti, che ha rielaborato la nuova traduzione realizzata appositamente da Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi.

La guerra, il lutto, il rapporto con la morte per coloro che restano, il ruolo degli dèi, del fato ma soprattutto degli uomini come motore della Storia. In questa tragedia sono presenti tutti i temi di Euripide che ci parlano ancora oggi dell’orrore della guerra, del dolore che provoca la violenza. La regista lo presenta come «un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo.»

Teatro Alfieri

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Tanti protagonisti al Teatro Alfieri questo mese, ma i nostri tentacoli sono avvinghiati intorno a uno degli adattamenti più interessanti della stagione, ovvero “Il calamaro gigante“, diretto da Carlo Sciaccaluga e tratto dall’omonimo romano di Fabio Genovesi del 2021. L’adattamento è di Genovesi stesso, insieme ad Angela Finocchiaro e Bruno Stori, che sono anche i principali interpreti dello spettacolo.

Vite sconosciute ma fondamentali, incredibili ma verissime, legate dall’aver creduto con tutto il cuore all’esistenza di un animale così enorme e lontano dalla normalità che per millenni lo si è considerato una leggenda: il calamaro gigante. Nei loro panni, Angela e Montfort vivono le loro battaglie, si esaltano ai loro trionfi e si disperano alle tragiche rovine, in un racconto che schizza tra i secoli e i continenti ricorrendo a tutti i linguaggi offerti dalla narrazione: immagini, scenografie, musica, danza.

Teatro Colosseo

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Quando uno spettacolo nasce dall’amore per un particolare racconto, si va a teatro con la consapevolezza di vedere qualcosa di valore. Se quel racconto, poi, è l’Odissea, le certezze crescono esponenzialmente. Nel ricchissimo cartellone di aprile il Teatro Colosseo ci conquista con lo spettacolo di coda, in replica singola: “Una piccola Odissea“, di e con Andrea Pennacchi.

«Pochi si ricordano che gran parte della storia si svolge nell’arco di pochi giorni, tra la partenza di Odisseo da Ogigia e il suo trionfo contro i proci e il ricongiungimento con moglie, figlio e padre. Il resto della storia, la parte più conosciuta, è raccontata, da aèdi, dai suoi vecchi compagni, da Telemaco e Penelope, e da Odisseo stesso. Partiremo dalla capanna dei racconti, quella capanna del chiaro Eumeo, principe e guardiano di porci, in cui inizia la vera e propria riconquista di Itaca da parte di Odisseo. Così vicina alla mia infanzia, nucleo rovente da cui nacque il mio amore per il racconto.»

Teatro Gioiello

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Sherlock Holmes è sempre Sherlock Holmes. Il Teatro Gioiello torna nella periferia di Londra con il sequel della commedia “Sherlock Holmes e il mistero di Lady Margaret”, successo indiscusso della stagione 2022-23. Il nuovo capitolo della saga teatrale diretta da Cristian Messina è “Lady Margaret e il sigillo reale” e promette di bissare il successo del predecessore

Una girandola di avvenimenti a dir poco bizzarri segnerà il corso della commedia, che si avvierà a un epilogo sorprendente anche grazie all’apertura di una misteriosa lettera che la Regina Vittoria aveva consegnato a Lady Margaret insieme al Sigillo. Saranno dunque i nostri amati Sherlock Holmes e Watson a risolvere il caso, districandosi tra situazioni paradossali e continui colpi di scena.

Teatro Erba

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Il Teatro Erba ripropone uno degli spettacoli più interessanti del suo 2023: “Tutto sua Madre”, tratto da “Les garçons et Guillaume, à table!” di Guillaume Gallienne e del quale si ricorda anche un’ottima trasposizione cinematografica dello stesso Gallienne, che ha vinto ben cinque premi César nel 2015.

La storia di un ragazzo e poi di un uomo che, attraverso peripezie e avventure, cerca di affermare la propria eterosessualità in una famiglia che invece lo ha catalogato come omosessuale.  “Tutto sua Madre” è un testo nel quale si ride tanto, si fanno le dovute riflessioni sui condizionamenti familiari e si capisce come qualsiasi (ri)nascita, sia provvidenziale, auspicabile o addirittura necessaria, anche quando si tratta di un coming-out al contrario.

Cubo Teatro – Off Topic

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Un nuova produzione de Gli Omini per uno degli ultimi colpi di Fertili Terreni Teatro, che avviandosi verso la fine della stagione di “Intelligenza Naturale” dimostra tutta l’efficacia di un programma così ricco. Ad aprile il Cubo Teatro di Off Topic ospita infatti “Coppa del Santo“, uno dei titoli che attendiamo con maggior curiosità.

Gli Omini coltivano la loro passione per gli idoli del cristianesimo, studiando agiografie e disegnando nuove icone, da più di dieci anni. Da questa ricerca puntigliosa e potenzialmente infinita nasce il loro secondo spettacolo a tema sacro. Due preti psichedelici che conducono la gara. Una selezione di 32 santi, scelti con grande cura. Otto squadre. Un tabellone. Saranno proprio gli spettatori, tutti insieme, a decidere quale Santo vincerà il torneo, per eleggere ed invocare un unico patrono della serata.

San Pietro in Vincoli

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Anche a San Pietro in Vincoli la qualità di “Intelligenza Naturale” si fa sentire. Nella splendida venue del cimitero più antico della città, arriva per la prima volta a Torino “Solo quando lavoro sono felice“, di e con Lorenzo Maragoni e Niccolò Fettarappa. Una serata di domande e risposte, ma soprattutto domande, quali: Che ruolo ha il lavoro nelle nostre vite? È una parte della vita? O è la nostra vita stessa?

In scena, Niccolò e Lorenzo parlano dei loro rispettivi capi: Niccolò e Lorenzo. Ma in scena ci sono anche i rispettivi capi di Niccolò e Lorenzo: Niccolò e Lorenzo, che parlano di Niccolò e Lorenzo. Una conversazione sul lavoro, sulla vocazione, sui soldi, sul capitalismo, sul tempo di vita e il tempo di lavoro, sui pranzi con se stessi, sulla disperazione.

Bellarte

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Radici. Una cosa che so di certo” è l’unico spettacolo in programma al Teatro Bellarte per questo mese di aprile, ma l’impressione è che l’avremmo segnalato anche se fosse stato annegato in un cartellone pieno di appuntamenti. Si tratta di una produzione di Asterlizze e TPE, per la regia di Alba Maria Porto e promette di toccare tutte le corde giuste.

Nel quaderno del Coordinamento Femminista di Enna sono racchiusi i verbali delle riunioni avvenute nell’entroterra siciliano dal 1975. La drammaturgia originale prende spunto da questo documento e narra due storie che procedono in parallelo: quella del Coordinamento Femminista di Enna e, ai giorni nostri, quella di un giovane uomo che scopre le proprie origini e parte alla ricerca della propria storia. Nel viaggio incontrerà una giovane donna con cui condividerà esperienze e riflessioni.

Cineteatro Baretti

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C’è una compagnia teatrale under35 chiamata “Le Ore Piccole“, dedicata alla nuova drammaturgia, che fa debuttare il suo nuovo spettacolo al Teatro Baretti di Torino. “A little gossip never killed nobody” di Chiara Arrigoni, diretto da Francesca Caprioli, è una favola oscura sul potere della parola, così potente che può cambiare la realtà, crearne una nuova, spingerti a immaginare, desiderare, manipolare, obbedire.

Klara, Agnes e Martha si ritrovano tutte le sere per bere una birra insieme dopo l’estenuante lavoro in fabbrica. La vita nel paese dove vivono è logorante, non succede mai nulla di nuovo e niente sembra in grado di cambiare in meglio. Un giorno, però, qualcosa finalmente succede: Martha ha un rapporto sessuale con il loro capo, di cui si è invaghita, che presto si trasforma in una vera e propria relazione. Da quel giorno tutto cambia irrimediabilmente e le conversazioni quotidiane delle tre donne diventano sempre meno innocue e sempre più inquietanti.

Cafè Müller

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Al Cafè Müller arriva Becca Hoback: artista del movimento, performer, collaboratrice e coreografa freelance con sede a Nashville, Tennessee. Il suo spettacolo si chiama “Enactor” e il progetto è realizzato con il sostegno di Casa del Circo Contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo, ma ciò che vi interesserà di più sapere è che si tratta di un lavoro riconosciuto a livello internazionale, per la sua capacità di esplorare la relazione tra il corpo, la femminilità e la società che cambia rapidamente.

Lo spettacolo Enactor che Becca porta in Italia comprende due atti: “Is this good?“, della coreografa internazionale Ana Maria Lucaciu, e una rimessa in scena versione di “A Girl”, la versione solista della popolarissima “Girls” di Roy Assaf. Lavori capaci di dare uno sguardo al contempo verso l’esterno e verso l’interno, profondamente personali e accessibili insieme, con un’ inedita inclinazione verso il linguaggio del clown.

Teatro Concordia (Venaria Reale)

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Abbiamo avuto il dramma, le risate, la danza e tutto ciò che mensilmente cerchiamo nel mondo del teatro. Ma la ciliegina sulla torta è al Teatro Concordia di Venaria: “Piccoli crimini coniugali“, un thriller psicologico che viene definito come “un rebus sull’amore”, “una commedia al vetriolo”, ma anche “gioco al massacro” . Eh beh, che altro?

Protagonista una coppia di raffinati intellettuali borghesi che si ritrova improvvisamente a dover ridisegnare la propria vita coniugale a causa di un’imprevista perdita di memoria. Gilles, infatti, è stato vittima di un misterioso incidente ed è tornato a casa senza ricordare più nulla della sua vita passata, che cerca di ricostruire grazie a quello che la moglie, Lisa, gli racconta. Se all’inizio il passato sembra ricomporsi senza troppe difficoltà, gradualmente, attraverso un dialogo serratissimo e continui colpi di scena si fanno strada verità più scomode.

Articolo a cura di Umberto Scaramozzino