Guida agli eventi teatrali di marzo a Torino

Marzo 2024 è il mese più ricco e originale di tutta la stagione teatrale. Mai come in questi trentuno giorni sarà difficile selezionare gli spettacoli a cui partecipare senza perdersi l’imperdibile, ma siamo qui per aiutarvi. Articolo di Umberto Scaramozzino.

Lo vogliamo dire? Diciamolo: la programmazione di marzo è la migliore della stagione teatrale 2023/2024. C’è così tanta scelta, con proposte di tale qualità e originalità, che converrebbe dimenticarsi dell’imminente arrivo dei primi guizzi primaverili e auspicare di restare al buio delle sale teatrali il più a lungo possibile.

L’adattamento di Jon Fosse al Carignano, la straordinaria opera western di Giacomo Puccini al Regio, ma anche la storia di San Francesco al GobettiAscanio Celestini promette faville – e l’Edipo Re al Teatro Astra. I top player hanno in serbo per noi il meglio della loro lineup e non hanno paura di farsi concorrenza. Le repliche sono molte, perciò se vi giocate bene le vostre carte (di credito) potreste anche riuscire a incastrare tutto alla perfezione e regalarvi il mese perfetto a teatro.

Il nostro cuore italiano comunque non vede l’ora di sognare a occhi aperti con i racconti calcistici di Federico Buffa, il celebre storyteller sportivo che trova nel calcio argentino le sue migliori storie. Il suo “La Milonga del Fùtbol” al Teatro Colosseo è tra le serate più interessanti di marzo. Se invece di emozionarvi preferite ridere, di una comicità brillante, la vostra migliore opzione è lo spettacolo di Francesco De Carlo, in tripla replica al Teatro Gioiello.

Altri appuntamenti imperdibili sono l’adattamento de “Il curioso caso di Benjamin Button” di Francis Scott Fitzgerald al Teatro Erba e la versione italiana di “White Rabbit Red Rabbit”, ideato dall’iraniano Nassim Soleimanpour e interpretato al Cubo Teatro di Off Topic da Alberto Boubakar Malanchino – andate a leggervi il capitolo dedicato per capire l’unicità di questo show.

Infine, un ricchissimo programma di spettacoli scritti, diretti e/o interpretati da donne dallo straordinario talento si dirama questo mese. Oltre nei già citati Teatro Regio e Teatro Carignano (ma anche Teatro Astra, in questo senso sempre un garanzia), le troverete negli scenari di San Pietro in Vincoli, Bellarte, Cafè Müller, Cineteatro Baretti e Teatro della Concordia. Abbiamo scelto per questi teatri cinque performance potenti, dai temi fondamentali, e per quanto sia difficile da credere, spulciando i seguenti programmi dettagliati della nostra maxi-guida vi accorgerete che nessuno di questi andrà in scena l’8 marzo. L’avevamo detto: marzo è un mese davvero originale.

Teatro Carignano

Valerio Binasco, riconosciuto come il principale interprete italiano di Jon Fosse, porta  “La ragazza sul divano” al Teatro Carignano, nella versione tradotta da Graziella Perin. Quasi tre settimane di repliche, che vi offrono l’occasione di scoprire un cast di grandi interpreti che affronta il modo in cui le ferite psichiche inflitte nell’infanzia non si rimarginano mai del tutto.

Questa storia ha il suo fulcro narrativo in una donna di mezza età, intenta a dipingere il ritratto di una ragazza seduta su un divano. Combatte contro i dubbi sulle proprie capacità artistiche e un’immagine ricorrente che la perseguita: una giovane accovacciata sul sofà. Ma la ragazza non è altro che l’istantanea di lei stessa da giovane, turbata da mille incertezze.

Teatro Gobetti

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Al Teatro Gobetti si celebra il grande talento narrativo di Ascanio Celestini, qui accompagnato dalle musiche di Gianluca Casadei. Con il suo “Rumba“, Celestini ripercorre la storia di San Francesco: dai suoi natali francesi alla sua passione per la letteratura cavalleresca, dalla guerra alla galera, da muratore a santo che ricostruisce la Chiesa di Dio in Terra.

L’intento di questo racconto però non è affatto agiografico, ma si presenta piuttosto come l’inizio di una riflessione che parla al nostro presente: ma se Francesco nascesse nel 1982 invece che nel 1182, dove lo troveremmo? Tra i facchini africani che spostano pacchi in qualche magazzino della logistica o in un supermercato? Quale presepio farebbe tra i cassonetti dell’immondizia.

Teatro Regio

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Per quanto ci riguarda, al Teatro Regio c’è l’appuntamento più imperdibile del mese. La regista argentina Valentina Carrasco, con Francesco Ivan Ciampa a dirigere l’orchestra, porta a Torino uno dei capolavori di Giacomo Puccini. Con “La fanciulla del West” l’operista toscano ebbe l’audacia di cogliere tutto il  furore cinematografico dei primi film western e trasferirlo sul prestigioso palcoscenico del Metropolitan Opera di New York.

La protagonista è Minnie, una giovane energica e generosa che gestisce il saloon di un villaggio di cercatori d’oro in California. La sua vita è sconvolta dall’arrivo del bandito Dick Johnson, di cui è segretamente innamorata; nel tentativo di salvarlo dalla forca, arriverà persino a giocarsi la propria felicità in una partita a poker. La musica segue il passo dell’azione in un continuo flusso sinfonico, dal quale emergono splendide isole di espansione lirica, come la struggente aria di Johnson «Ch’ella mi creda libero e lontano».

Teatro Astra

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Ancora qualche giorno per godere di uno degli spettacoli più interessanti del mese scorso: “Le mie parole vedranno per me“, di Marco Corsucci e Andrea Dante Benazzo, ovvero un documentario sonoro in prima persona, composto da ricordi e testimonianze di persone cieche o ipovedenti. Ma a marzo il Teatro Astra cala uno dei suoi assi della stagione: la prima Nazionale di “Edipo Re” di Sofocle, adattato e diretto da Andrea De Rosa.

Considerato uno dei testi teatrali più belli di tutti i tempi, “Edipo Re” rappresenta il simbolo universale dell’eterno dissidio tra libertà e necessità, tra colpa e fato. Arrivato al potere grazie alla sua capacità di “far luce attraverso le parole”, abilità che gli aveva permesso di sconfiggere la Sfinge che tormentava la città di Tebe, Edipo è costretto, attraverso una convulsa indagine retrospettiva, a scoprire che il suo passato è una lunga sequenza di orrori e delitti, fino a riconoscere la drammatica verità delle ultime, desolate parole del Coro: “Non dite mai di un uomo che è felice, finché non sia arrivato il suo ultimo giorno”.

Teatro Alfieri

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Teatro Alfieri, tra un “Sister Act” e un “Grease” che cementificano le certezze dell’ennesima stagione di successo, lancia un’irresistibile commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo: “Amanti“, un’esplorazione brillante e divertente dei sentimenti di una coppia che trova rifugio nella clandestinità.

Si tratta di una commedia in due atti sull’amore, sul sesso, sul tradimento e sul matrimonio, sulle relazioni di lunga durata e sulle avventure a termine, sul maschile e sul femminile, e in definitiva sulla ricerca della felicità che prende sempre strade diverse da quelle previste.

Teatro Colosseo

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Come sempre, più di sempre, il cartellone del Teatro Colosseo meriterebbe una guida a parte. Ma nel mese di marzo c’è uno spettacolo che più di ogni altro cattura la nostra attenzione e il nostro cuore, avido di storie di artisti del pallone. Federico Buffa, una delle voci più autorevoli della narrazione sportiva nazionale, racconta “La milonga del fùtbol”, accompagnato da Alessandro Nidi al pianoforte e Mascia Foschi al canto.

Si parla di Renato Cesarini, funambolo del gol che ha ispirato la famosa “Zona Cesarini”, con i suoi gol dell’ultimo secondo. Si parla di Omar Sivori, scoperto da Cesarini stesso, e del suo concentrato di talentoso e irriverenza che incantava l’Argentina degli anni ’50 nel pieno del boom economico. E infine di Diego Armando Maradona, el pibe de oro, col suo calcio spettacolare e fantasioso divenne un idolo degli anni ‘80 –‘90 per un popolo che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla.

Teatro Gioiello

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Torna Francesco De Carlo, uno degli stand up comedian più importanti a livello nazionale, e lo fa al Teatro Gioiello, con tre repliche del suo nuovo spettacolo: “Bocca mia taci!“. Proseguo l’approccio sperimentale di De Carlo, che non si limita a far ridere, ma continua ad affinare il suo talento narrativo.

«Quando facevo arrabbiare troppo mia nonna, lei minacciava violenza col pugno chiuso, digrignava i denti e si metteva una mano sul muso, a soffocare un’Imprecazione oscena. E poi dopo aver buttato un occhio al cielo mormorava: “Bocca mia taci!”». Da questo spunto si dipana questa storia, completamente inventata, definita da De Carlo stesso come “una marachella”, per la sua natura sboccata e irriverente.

Teatro Erba

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Il Teatro Erba ha l’onore di portare per il secondo anno consecutivo uno spettacolo di assoluto livello, che vanta una delle interpretazioni più intense degli ultimi tempi: “La vita al contrario“, diretto da Ferdinando Ceriani e interpretato da uno straordinario Giorgio Lupano.

Ispirato a “Il curioso caso di Benjamin Button” di Francis Scott Fitzgerald – da cui è stato tratto il film Il curioso caso di Benjamin Button con Brad Pitt e Cate Blanchett, vincitore di 3 premi Oscar – “La vita al contrario” racconta la storia di Nino Cotone, nato ottantenne nel corpo di un bambino, che vive una vita inversa. Vittima di un curioso scherzo del destino, affronta l’infanzia come se fosse un anziano e la vecchiaia come se fosse un bambino. Ha con sé una valigia in cui ha raccolto i ricordi della sua strana vita. Vuole raccontarla prima di dimenticare, prima di cadere nell’eterno presente dei neonati.

Cubo Teatro – Off Topic

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Fertili Terreni Teatro porta al Cubo di Off Topic un esperimento sociale in forma di spettacolo. Si intitola “White Rabbit Red Rabbit” ed è stato scritto dall’iraniano Nassim Soleimanpour nel 2010, all’età di 29 anni, in un momento in cui non aveva possibilità di lasciare il suo paese. Non è un testo politico e non deve essere descritto come tale, il suo contenuto è metaforico e distante da ogni orientamento politico.

Alberto Boubakar Malanchino, che come ogni altro attore di questo spettacolo lo interpreta per un’unica volta, senza averlo mai visto prima, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un tavolo, due bicchieri, gli oggetti concessi. Deve arrivare sul palco portando in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia e intelligenza.

San Pietro in Vincoli

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San Pietro in Vincoli non è mai banale. Anche questo mese, con uno solo spettacolo in programma, riesce a catalizzare l’attenzione dei teatrofili di Torino. “La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof, in questa traduzione di Elisabetta Rasy, vede come unica interprete in scena la talentuosa Anna Paola Vellaccio.

Una stanza che gli spettatori sbirciano da una finestra. Avvolta dalle volute della nebbia e dal vento che le muove i capelli, una donna racconta a se stessa una storia, mentre accetta ogni privazione. Allo spettatore non resta che cadere lentamente dentro le maglie di questa tragedia che da favola pian piano svela il suo risvolto più cupo, fino ad arrivare a essere baratro, nera testimonianza di tanti soprusi di cui le nostre cronache sono piene.

Bellarte

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Al Bellarte, Fertili Terreni Teatro ci regala “Bye Bye Blackbird“, scritto da Manuel Puig in esilio durante la dittatura argentina, qui adattato e diretto da Chiara Benedetti e interpretato da Denis Fontanari e Christian Renzicchi.

Racconta la convivenza coatta di due uomini in una cella: un dissidente politico fedele alla causa sovversiva e un inguaribile romantico e omosessuale che sogna le luci dei riflettori e la vita delle star. Il mondo dell’uno s’inabissa in quello dell’altro, nell’evasione comune delle visioni e dei sogni che prendono forma nelle notti di reclusione.

Cineteatro Baretti

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Se volete vedere uno spettacolo dai forti temi femminili, interpretato da uno dei più luminosi talenti fra le giovani attrici del panorama teatrale italiano, allora dovete andare al Cineteatro Baretti, in una data a scelta tra il 20 e il 22 marzo. Troverete “Chef” di Sabrina Mahfouz, drammaturga anglo-egiziana affermata a livello internazionale, diretto da Serena Sinigaglia e interpretato da Viola Marietti.

“Chef” è la vita di una donna che ci racconta come ci si ritrova dall’essere a capo di un ristorante di alta cucina al gestire quella di un carcere femminile dove è condannata fino a data incerta, percorrendo in maniera ruvida e impulsiva gli eventi cruciali della sua vita che ne hanno determinato natura e destino.

Cafè Müller

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Ormai non possiamo più fare a meno del “Teatrodanzamusicacirco” del Cafè Müller, che a marzo propone “Corners“. Sul palco ci sono un paravento e una contorsionista: Alessandra Piccoli, la performer di questo spettacolo, con la scenografia di Saskia Bellman.

Monumentale, vivace ed espressivo, il paravento interagisce con l’artista e diventa un personaggio a sé stante. Insieme artista e paravento mutano di forma fino a che il panello si rompe in brandelli di carta rugosi e diventa nudo come uno scheletro. Uno spettacolo che dà corpo alle polarità: nascita e metamorfosi, vita e morte, maschile e femminile, libertà e prigionia, creazione e decostruzione.

Teatro Concordia (Venaria Reale)

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Dulcis in fundo, la drammaturgia di qualità e di spessore illumina il Teatro Concordia di Venaria. “Lacrime mute” è lo spettacolo che non potete perdervi in questo mese di marzo. Sono i racconti personali di donne straordinarie che hanno lottato, ognuna a suo modo (con il sangue del proprio sangue, con la divisa, con la fiducia), contro la mafia.

In un’afosa Palermo senza tempo ha luogo una mostra fotografica di Letizia Battaglia. Nessuno, però, si presenta all’evento, e la fotografa si trova a interloquire con la donna che sta pulendo la sala, Rosa Balistreri. Le due donne si confrontano sulla loro città, sull’arte, sulla vita e sulla mafia, attraverso le storie di Emanuela Loi, Felicia Impastato e Rita Atria.

Articolo a cura di Umberto Scaramozzino