Il virtuosismo pop di Giacomo Turra alla Santeria Milano

Primo appuntamento dell’anno con le  JZ:RF Series, la stagione indoor targata Jazz: Re:Found, all’insegna del groove catchy di Giacomo Turra accompagnato dai The Funky Minutes. Reportage a cura di Oliver Crini. 

Negli ultimi anni si è imposto un nuovo tipo di chitarrista: giovane, spesso endorser di marchi più o meno noti che sfornano strumenti sempre nuovi, popolarissimo sui social, che conosce come il manico del suo strumento. Instagram prima e TikTok poi sono intasati da performance estemporanee di chitarristi, tutte molto simili tra loro: cameretta o home-studio, luci giuste, suono da arena rock, e brevi frammenti musicali che riprendono classici pop-rock e RnB, li complicano con svolazzi e virtuosismi non sempre necessari, li annegano in un brodo di delay della Strymon e distorsioni “boutique”.

La musica spazia dallo smooth jazz piacione e inoffensivo a la Kenny G, alla fusion più cafona che dominava il pop negli anni ‘80. Una pagina come Pickupjazz (dove però è raro ascoltare jazz), pubblica decine di video e stories così ogni giorno, e ha contribuito all’ascesa di alcuni talenti che pure hanno attinto a piene mani dalla performativitá dei Social. Tre nomi: Tom Misch, FKJ, Anomalie, musicisti fortissimi e rispettati nei loro generi, e a ragione. E Giacomo Turra.

Per Il ventiseienne milanese, cresciuto a Trento, esiste un pre-covid e un post-covid: la pandemia lo spinge a esibirsi sui social, dove diventa virale in poco tempo, sfoggiando grande tecnica chitarristica, ma sempre a servizio del groove. In soli tre anni matura abbastanza da esibirsi in Olanda, Stati Uniti, Inghilterra e Israele, ritrovandosi a condividere il palco con alcuni dei suoi più grandi idoli musicali, tra cui Candy Dulfer, Incognito, Joss Stone, il batterista di Stevie Wonder e Cory Wong. Reduce da 31 date autunnali in 19 stati americani, Turra e i suoi Funky Minutes partono alla conquista dell’Europa, in un tour di 15 date che ha per prima tappa la sua Milano.

La Santeria Toscana è gremita per il primo appuntamento di JZ:RF Series 2024; quattro concerti in quattro location diverse di Milano organizzati dalla crew di Jazz:Re:Found, sempre sul pezzo quando si tratta di intercettare gli artisti più freschi che operano ai confini di quella che potremmo definire “black music”. I circa 400 paganti accorsi per celebrare il rito collettivo del funk acclamano a gran voce la band, che esordisce con una ballabilissima quanto inaspettata cover di “Dancer” di Gino Soccio, che improvvisamente muta nel classico “What is Hip” dei Tower of Power. I 5 musicisti mantengono tutta la patina social, (forse persino troppa per un live?) e i gesti tecnici scorrono via in scioltezza, con Turra a catturare lo spazio sonoro e l’attenzione dei tanti chitarristi nel parterre. Il suo sound pulitissimo e percussivo – accentuato dalla tecnica slap mutuata dal basso – ricorda leggende passate e recenti come Nile Rodgers e Cory Wong, senza lesinare soli funky-fusion degni di un Prince o di un Mark Lettieri.

Il concerto scorre rapido e non disdegna momenti ironici (i Flaminio Maphia di “Che idea”!), e cover non sempre azzeccatissime. È il caso delle solite note “Superstition” e “Le Freak”, che fanno sì ballare ma lasciano un po’ il retrogusto del fan service. Turra e i suoi danno il meglio nei brani originali, che mantengono tutta l’energia e l’imprevedibilità del nu-funk che li ha resi meritatamente noti sui Social, e lasciano intravedere una forte personalità, anche al di là del gesto tecnico impeccabile. “Get into the groove” e l’ultimo singolo “CALLISTO” risuonano potenti e coraggiosi, degni di una band che aspira a portare alta la torcia del funk nel mondo.

A Milano c’era chi ballava e sudava, perdendosi nel flusso del groove serratissimo, e chi era immobile a contemplare i mirabolanti gesti tecnici di Giacomo Turra, sulla sua sei corde di casa Mayones. Speriamo che i cinque musicisti italiani diano presto ascolto alla loro parte più esplosiva e ci facciano ballare ancora più forte al ritmo della loro musica inedita.