Guida ai concerti di febbraio

Verso il Festival di Sanremo e oltre: gli eventi musicali a Torino nel mese di febbraio, tra concerti, rassegne o performance. La guida è a cura di Lorenzo Giannetti e in costante aggiornamento. In copertina: Any Other. 

NOTA BENE: Come sempre qualcosa può sfuggire o aggiungersi in corso d’opera: noi diamo un po’ di input in base al nostro gusto personale, senza pretesa di completismo e soprattutto invitandovi a spulciare per intero i programmi di tutti i singoli locali che citiamo. L’obiettivo dell’agenda-guida non è segnalare OGNI SINGOLO concerto in città, bensì fornire spunti e suggestioni attraverso una “panoramica partecipativa” work in progress.

In Primavera come sempre arriva il Festival di Sanremo, che porta con sé il solito carosello di aspettative spasmodiche e polemiche un tanto al chilo, fanatismo o snobismo, meme e faide. Da un lato rimango e forse rimarrò a vita morbosamente attratto dall’appeal unico e a tratti inspiegabile di questa centrifuga mediatica senza eguali nella storia d’Italia, dall’altro ammetto che quest’anno faccio davvero molta fatica all’idea di affrontare una quarta – ennesima – edizione targata Amadeus con la sensazione di perenne déjà vu. 

Detto ciò, ogni anno ho sempre tentato approcciare con una sana curiosità la settimana più chiacchierata della televisione italiana senza mai perdere di vista gli eventi nella vita reale: così farò anche stavolta. E sarà pure una coincidenza ma questo mese a Torino si esibiscono tanti musicisti che possono fregiarsi del titolo di eccellenze nostrane, essere considerati a tutti gli effetti fiori all’occhiello della scena musicale nostrana da esportazione. 

Nell’arco di tutto il mese, la città offre alternative per tutti i gusti alle maratone davanti alla TV, grazie a proposte musicali italiane di qualità sopraffina e dall’eco internazionale.

Ramon Moro al Blah Blah 

Ramon Moro è uno dei polistrumentisti più talentuosi, intensi e imprevedibili della città in ambito di musica avantgarde. Un artista eclettico e a tutto tondo, in bilico tra jazz a tinte noir e ambient metal ma comunque particolarmente difficile da etichettare o ingabbiare in un genere. Spesso si esibisce in contesti atipici e location ricercate: mercoledì 7 Febbraio invece torna nel prezioso scrigno cittadino del Blah Blah, pronto fermare il tempo sotto i portici di via Po come uno sciamano-metallaro in una sorta di lungo assolo dove si intrecceranno le note di tromba e flicorno. Un concerto in solitaria – tranne per l’intervento dell’ospite Mattia Casabona – dedicato alle canzoni dei suoi ultimi lavori “Calima” e “Offering”.

Paolo Benvegnù all’Hiroshima
Giovedì 8 febbraio torna all’Hiroshima Mon Amour quello che possiamo definire senza alcun dubbio uno dei cantautori più sottovalutati del panorama nazionale: Paolo Benvegnù porta in dote l’ennesimo nuovo disco di qualità sublime, intitolato “È inutile parlare d’amore” e uscito su Woodworm/Universal. Un’altra radiografia dell’anima con arrangiamenti orchestrali e ariosi, un andamento quasi sacro, una scrittura sempre ispirata e necessaria.

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Bologna Violenta al Magazzino sul Po

Venerdì 9 febbraio, un altro alfiere della musica underground, nel suo caso più estrema e fuori dagli schemi: torna in città, sotto le arcate del Magazzino sul Po, Nicola Manzan aka Bologna Violenta, accompagnato dal batterista Alessandro Vagnoni. Un bizzarro “Grindcore da direttori d’orchestra” con un tocco sempre surreale e imprevedibile.

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Archiviata la parentesi sanremese – qualunque sia la vostra posizione al riguardo – si continua a supportare la scena giorno dopo giorno dopo giorno, senza perdersi in polemiche inutili.

Into My Plastic Bones al Manhattan

Outsiders torinesi. Non suonano tantissimo ma il loro nome in città non passa mai inosservato, soprattutto tra gli amanti delle sonorità post-hardcore più abrasive: venerdì 16 febbraio si rivedono sul palco gli INTO MY PLASTIC BONES, power trio sulla scia di Steve Albini. Suonano al Manhattan Pub: ok, non il palco più curato in circolazione ma una garanzia di street credibility sabauda.

Any Other allo sPAZIO211

Sabato 17 febbraio è la volta di Adele Nigro con la sua creatura Any Other: per quanto mi riguarda la cantautrice più talentuosa degli ultimi anni, di una intensità disarmante e a tratti quasi insostenibile dal vivo. Italiana giusto all’anagrafe, per me potrebbe calcare qualunque palco a livello internazionale. Potreste averla vista imbracciare la chitarra anche come turnista nella band di Colapesce e Dimartino ma, credetemi, dovete vederla col suo progetto e nel sue splendide canzoni art-rock in un contesto più intimo. Ecco, vi basta per venire a sentire il suo nuovo disco intitolato “stillness, stop: you have a right to remember” a sPAZIO211

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Lucio Corsi alla Suoneria di Settimo 

Sabato 17 febbraio tocca scegliere tra la melanconia indie-folk di Any Other allo sPAZIO211 ed il glam-rock ruspante di Lucio Corsi alla Suoneria di Settimo, nella cintura torinese. Lo stralunato alieno toscanaccio si sta affermando come uno dei performer più vulcanici e tarantolati del Bel Paese, forte di una band di prim’ordine e di canzoni ora trasognate ora irruente che hanno la capacità di bilanciare egregiamente pop e psichedelia, oltre che entrare in testa al volo per poi sedimentare strati di significati ed emozioni ascolto dopo ascolto. QUI tutte le info per i biglietti.

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Altra buona musica germoglia in casa

C’mon Tigre all’Hiroshima 

Giovedì 22 febbraio i C’mon Tigre sono pronti ad ammaliarci ancora una volta con la loro miscela di psichedelia etnica e jazz cosmico: il loro Habitat Club Tour fa tappa all’Hiroshima Mon Amour e promette come sempre di regalare un seduta di ipnosi collettiva, un melting pot di linguaggi musicali lontani, un rituale di bellezza universale.

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Edda allo sPAZIO211

Arriva allo sPAZIO211 venerdì 23 febbraio ma non si è mai pronti davvero per un concerto di Stefano Rampoldi aka Edda, un altro dei miei artisti preferiti nel panorama italiano d’ogni genere ed epoca. Un cantautore impossibile da spiegare e catalogare, se non forse con qualche rimando più o meno sensato ad Ivan Graziani. Una mina vagante in un mondo-mercato dell’arte sempre più omologato. Mi è capitato di nominare l’ex Ritmo Tribale proprio di recente parlando dell’ultimo disco dei Club Dogo: no, non per fare un commento boomer sul rap ma per citare un bel pezzo firmato da Jake La Furia qualche anno fa – intitolato Amore Tossico – che nel ritornello incastona meravigliosamente un campionamento della voce di Edda (ascoltalo qui se vuoi). Uno strano ma riuscitissimo episodio crossover che ha fatto intrecciare parti diverse del mio cervello e della mia vita.

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Sanromolo al Paso 

Segnaliamo inoltre un evento ormai di culto nella controprogrammazione a Mamma Rai, ovvero il gran galà antagonista del Sanromolo al Paso Occupato di via Paso Buole, che ai lustrini della riviera oppone la solita mattanza punk hardcore. Un weekend in cui la voce nasale di Amadeus è sovrastata dalle urla di band band interessanti provenienti da mezza Italia (QUI trovi la lista completa per venerdì 9 e sabato 10 aka la finalissima del festival).

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Tanti altri concerti in girula

Insomma, nel mese più corto dell’anno abbiamo a disposizione un bignami di libertà musicale a chilometro zero: non sprechiamolo. Anzi, arricchiamolo di cui tanti altri capitoli come quello sui romani Fvzz Populi al Blah Blah col loro carico esplosivo di garage-psych-punk, la lezione di rap old school a cura di Kaos all’Hiroshima, lo screamo degli Øjne per Torino Moving Parts al Magazzino sul Po o la contagiosa filologia disco-pop di Bruno Belissimo a sPAZIO211.
Ci crediate o no, vi piaccia o meno, le proposte potenzialmente “internazionali” più interessanti stavolta sono proprio le nostre.