Guida alle mostre di Torino di febbraio

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Febbraio si scopre essere un mese ricco di inaugurazioni, ma anche l’ultimo in cui poter visitare alcune delle mostre più interessanti del recente periodo. Con questa agenda proviamo a mettere un po’ di ordine nel ricco catalogo offerto dalla città. A cura di Martina Saule.

Tante le inaugurazioni questo mese, tra le più attese i nuovi allestimenti a CAMERA con gli scatti dei coniugi Gerda Taro e Robert Capa, ma anche quelli degli italiani Michele Pellegrino e Ugo Mulas. Chi ancora non è andato a vedere la mostra di André Kertész  è bene che si affretti: ha tempo solo fino a domenica 4 febbraio!

Febbraio inaugura anche la 74esima edizione del Festival di Sanremo e proprio per l’occasione Gallerie d’Italia ci regala una splendida rassegna di fotografie in bianco e nero del festival direttamente dall‘Archivio Publifoto Intesa San Paolo. Gli amanti della kermesse farebbero bene a non farsela sfuggire. Per chi è in vena di gite manca ancora un mese alla fine di due interessantissime mostre fotografiche nel cuneese: “Fotografia è donna” a Saluzzo e Inge Morath (in mostra al Filatoio di Caraglio).

Grandissime news per chi invece è un’amante dell’arte più mainstream: sabato 3 febbraio inaugura “I Macchiaioli e la pittura en plein air tra Francia e Italia” al Mastio della Cittadella dopo l’incredibile successo di Mirò. Altra novità la mostra sul grande pittore italiano Antonio Ligabue al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti, nel Parco del Valentino. Rimangono poi assolutamente da non perdere le opere di Francesco Hayez alla GAM, Marc Chagall a Palazzo Barolo (fino al 25 febbraio) e Picasso a Palazzo Saluzzo-Peasana.

Febbraio è anche l’inizio del Black History Month” torinese, che accompagnerà la chiusura di “Africa. Le collezione dimenticate” a Palazzo Chiablese con una serie di eventi e incontri sull’argomento sparsi per il territorio.

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“Non ho l’età”, mostra fotografica sul Festival di Sanremo alle Gallerie D’Italia di Piazza San Carlo.

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Proprio a San Valentino inaugura la mostra sulla coppia “Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra“, interamente dedicata al sodalizio professionale e affettivo dei due. Sodalizio che si è purtroppo tragicamente interrotto troppo presto: la fotografa muore in Spagna nel 1937, mentre documentava la sanguinosa Guerra civile Spagnola. Fu lei a creare il personaggio “Robert Capa“, con cui inizialmente sia lei che suo marito Endre Ernő Friedmann (il vero nome del fotografo) firmavano i loro lavori.

Lo stesso giorno aprono anche i percorsi espositivi dedicati ai paesaggi e alle montagne di Michele Pellegrino e ai graffiti di Saul Steinberg a Milano immortalati da Ugo Mulas. Invece abbiamo ancora pochissimi giorni per vedere le oltre 150 fotografie dell’ungherese André Kertész e quella della “Nuova Generazione“, che presto lasceranno spazio all’allestimento delle mostre citate.

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Gerda Taro e Rober Capa (pseudonimo di Endre Ernő Friedmann).

GAM – Galleria d’arte moderna e contemporanea

Tra le mostre più attese dell’anno in città c’è sicuramente quella composta da più di 100 opere di Francesco Hayez. Dipinti e disegni del noto artista romantico, un “pittore civile, interprete dei destini della nazione italiana, capace di estendere il respiro della sua pittura dalla storia all’attualità politica“. Tra coloro che maggiormente hanno incarnato i valori risorgimentali dell’epoca, celebrato da Mazzini e amico di personaggi come Verdi e Manzoni.

La curatela è affidata Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera, custode di circa 50 dei lavori esposti. Dai Musei Civici di Verona viene invece “La Meditazione“, uno dei più grandi e significativi capolavori dell’artista.

Nelle sale della GAM non c’è solo “l’officina del pittore romantico”, ma troviamo anche il “pensiero per analogia” delle opere di Gianni Caravaggio e quelle di Simone Forti (in VideotecaGAM), indagine sul movimento, sulla danza e le diverse tecniche performative.

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MAO Torino – Museo d’Arte Orientale

Nel cuore del Quadrilatero di Torino uno dei più interessanti musei dedicati interamente al continente asiatico. Per tutto l’anno la mostra “Trad u/i zioni d’Eurasia” accompagnerà i visitatori in oltre duemila anni di storia e interconnessioni tra l’Asia Orientale e il Mediterraneo.

Alla collezione permanente si aggiungono le installazioni contemporanee di diversi artisti internazionali. “Declinazioni contemporanee” del patrimonio culturale del museo, un progetto iniziato nel periodo Artissima e che continuerà fino a metà anno. “Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi” è invece il nuovo riallestimento della galleria giapponese del MAO, con pezzi provenienti dalla collezione permanente accostati a opere dell’artista giapponese
Kazuko Miyamoto. In occasione del “Black History Month Torino” si terrà un panel dell’ambito “CinAfrica – Eredità Dissonanti” con artisti, curatori e partecipanti che esploreranno le storie e gli incontri tra Africa e Cina. Il progetto si lega alla mostra sul continente africano ai Musei Reali.

Ad arricchire il già vivo catalogo del MAO abbiamo anche “Evolving Soundscapes“. Concerti e live da luoghi a noi distanti, per conoscere e approfondire folklore e tradizioni poco conosciute. Il 14 febbraio ci aspettano i Širom, trio avant-folk sloveno che qualcuno potrebbe aver già sentito all’Imbarchino la scorsa primavera. “Nel repertorio di Iztok Koren, Samo Kutin e Ana Kravanja trova espressione un corpo strumentale vastissimo che attinge dalle contaminazioni dei confini fluidi del passato (viola, ocarina, mizmar, ribab, daf, balafon, guembri, banjo, ghironda, liuto, tambura brač, carillon) e si arricchisce di oggetti sonori autocostruiti. Nelle loro performance fuori dall’ordinario e a tratti sciamaniche, riecheggiano ambientazioni, luoghi e tempi lontani“.

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Sezione del MAO con un’opera di Kazuko Miyamoto (destra).

Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana

Per la prima volta in Italia, un’esposizione interamente dedicata al visionario regista Tim Burton. Disegni, bozzetti, documenti, modellini e tanto altro direttamente dagli archivi personali del popolare regista. Ad anticipare l’esposizione c’è stata un’incredibile (e molto partecipata) Masterclass con Tim Burton stesso il 27 Settembre.

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Musei reali di Torino

Nelle sale espositive di Palazzo Chiablese una mostra interamente dedicata al continente africano. Il percorso si divide in cinque sezioni, ognuna di queste testimonia il rapporto della città Sabauda con l’Etiopia, l’Eritrea, la Somalia, il Congo e la Libia odierna. Relazioni fatte in parte di scambi, visite diplomatiche e avventurieri, ma anche segnate anche dallo sfruttamento e dall’occupazione coloniale di queste regioni.

Sculture, gioielli, utensili, armi e testimonianze fotografiche che compongono i 160 manufatti in buona parte inediti. Collezioni nascoste, come quelle provenienti dal MAET – Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino, attualmente chiuso al pubblico, ma anche delle collezione sabaude e da altri musei del territorio.

Chiude il percorso espositivo un’installazione dell’artista Bekele Mekonnen, sul tema molto complesso e delicato della decostruzione coloniale.

Per finire, proprio in occasione della mostra, si può partecipare all’incontro (gratuito) “Africana” al Circolo dei Lettori di Via Bogino. Sarà presentato l’omonimo libro sulla letteratura africana dall’epoca coloniale a oggi, curato da Chiara Poggi e Igiaba Scego, presenti all’evento. Al MAO invece il Black History Month torinese continua con l’incontro “CinAfrica – Eredità Dissonanti“.

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“The smoking table” di Bekele Mekonnen.

Teatro Regio di Torino

Nel Foyer del Teatro Regio una mostra dedicata all’architetto del Nuovo Teatro Regio, Carlo Mollino. La struttura settecentesca rimase infatti distrutta da un incendio nell’inverno del 1936. Per l’inaugurazione del teatro come lo conosciamo oggi bisognerà aspettare il 1973, per una fatalità lo stesso anno della morte di Mollino.

Il percorso espositivo si distribuisce in dieci “isole-capitoli” sulla vita e il genio dell’architetto, fotografo e designer italiano, suddivisi su più piani del Foyer. Le parole dei due curatori, Fulvio e Napoleone Ferrari: “il Teatro accoglie al mondo dell’arte, ed esattamente come siamo stati accolti in questa nostra vita sotto gli auspici di un segno zodiacale, Mollino ci accoglie alla vita dell’arte che nasce nel suo Teatro con dodici varchi. Con questo segno, fin da subito, è resa sorprendente l’unicità della sua architettura“.

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Palazzo della Promotrice delle Belle Arti

  • Ligabue (25/01/2023 – 26/05/2024)

Curata da Giovanni Faccenda e promossa dalla Fondazione Augusto Agosto Tota per Antonio Ligabue, la mostra comprende 71 dipinti, 8 sculture e 13 disegni divisi in 8 sale tematiche ed è la prima dalla scomparsa dello stesso Tota, amico e promotore di Antonio Ligabue.

Le parole del curatore sull’artista: “L’arte, quando gli fu possibile o scelse lui stesso, volontariamente, di praticarla, rappresentò per Ligabue non già un itinerario terapeutico o un’evasione salvifica dai propri, insanabili, tormenti esistenziali, ma il racconto, crudo, dei medesimi, attraverso argute allegorie caratterizzate dalla presenza degli amati animali: tigri, vipere, cani, mosche, api… Dichiarazioni appassionate, invero, di chi, nella vita di tutti i giorni, annegasse, al contrario, nel più torrido silenzio: quello, terribile, cagionato da coloro che, disprezzandoti, non ti rivolgono neppure una parola e, se lo fanno, è, questa, solo espressione di cattiveria, ingiuria, dileggio. […]

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Palazzo Madama

Torino ha tutte le intenzioni di candidarsi a “Città Patrimonio Mondiale UNESCO per il Liberty“, tant’è che proprio per l’importante occasione ha deciso di allestire la mostra “Liberty, Torino Capitale“. Un centinaio di opere che testimoniano il ruolo della città nella diffusione di questo stile, sia a livello architettonico, artistico che di società.

Disegni, dipinti e sculture che intrecciano forme dolci e sinuose, visibili anche passeggiando tra le vie di Cit Turin, al Villaggio Leumann e passando davanti davanti a Villa Scott (must per gli appassionati di Profondo Rosso di Dario Argento) e al coloratissimo “Portone del Melograno” di Via Argentero. Per saperne di più non resta che fare un salto nelle sale di Palazzo Madama!

E per gli appassionati di arte tessile, continua l’esposizione di oltre 50 opere (delle 4000 presenti) esposte a rotazione al secondo piano del museo. Pezzi incredibili e rarissimi, come i “frammenti copti in lino e lana lavorati ad arazzo” provenienti da Antinoe, ricami cinquecenteschi, velluti lavorati con fili d’oro e argento e accessori e abiti che vanno dal XVII fino agli Anni Venti.

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Palazzo Barolo

Dopo il successo della ben nota rassegna dedicata al fotogiornalismo, la World Press Photo, Palazzo Barolo è ora pronto ad ospitare le coloratissime opere di Marc Chagall. Organizzata da Next Exhibition, la mostra conterà la presenza di oltre 70 pezzi del famoso pittore, importante fonte d’ispirazione per generazioni e generazioni di artisti.

Fino a primavera inoltrata Palazzo Barolo offre ai visitatori la possibilità di giocare e interagire con opere e installazioni molto particolari al Museo delle Illusioni. Le stanze diventano labirinti di illusioni ottiche e nulla è ciò che sembra!

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Palazzo Saluzzo-Paesana

Nella centralissima location settecentesca di Palazzo Saluzzo-Paesana si possono ammirare oltre 300 opere dell’intramontabile artista spagnolo, Pablo Picasso. A 50 anni dalla morte del maestro a Torino se ne celebra la vita attraverso un percorso espositivo guidato dalle parole dello scrittore David Lawrence. Quest’ultimo crea esattamente 50 lettere immaginarie (a cui si aggiungono altrettante fotografie), che mettono Picasso stesso come narratore e guida alle sue opere.

Curata da Jean Cristophe Hubert e prodotta da Maison Templar, “Picasso, Rendez-vous a Torino!” è sicuramente un evento da non perdere nell’inverno torinese. Proprio per lo straordinario feedback degli ultimi mesi la fine della mostra è già stata posticipata al 7 aprile 2024.

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Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto

Nello storico Museo Accorsi-Ometto, all’incirca 70 opere delineano l’incertezza sociale e politica che ha caratterizzato gli Anni Venti in Italia, con uno sguardo particolarmente attento a Torino e Milano. Il 1920 in Italia segnava infatti il “Ritorno all’ordine” dell’arte, che vedeva il recupero della classicità (intesa anche come morale e spirituale) in una lettura più moderna.

Curata da Nicoletta Colombo e Giuliana Godio, l’esposizione presenta opere di più artisti tra cui Felice Casorati, Mario Sironi, Achille Funi, Carlo Carrà, Jessie Boswell, Gigi Chessa, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci, Daphne Maugham, Luigi Spazzapan, Giacomo Balla, Enrico Prampolini, Fillia (Luigi Colombo), Bruno Munari e tanti altri.

In occasione della visita consigliamo anche di prendersi un po’ di tempo per visitare la collezione permanente del museo. Proprio qui si trovano alcuni dei più impressionanti esempi di ebanisteria piemontese; imperdibile è il “mobile più bello del mondo“, realizzato da Pietro Piffetti nel 1738.

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Mastio della Cittadella

Il suggestivo Mastio della Cittadella ospiterà ben 80 opere di grandi artisti come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Vincenzo Casabianca, Raffaello Sernesi e Odoardo Borrani. Tutti personaggi legati a un movimento artistico che ha rivoluzionato la pittura italiana dell’Ottocento, anticipando gli sviluppi successivi degli Impressionisti in Francia.

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Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

L’ultima volta che siete andati a godervi lo skyline torinese dalla veduta del Monte dei Cappuccini, avete fatto caso al museo a pochi metri di distanza? Se la risposta è no, approfittatene: il Museo Nazionale della Montagna è un’istituzione storica della città dal 1874. Sempre qui si può ammirare un panorama alternativo di Torino dal grazioso terrazzino (dov’è presente l’opera “L’acqua del 2000” di Cosimo Veneziano) della struttura.

Oltre al percorso museale tradizionale, vengono sempre proposti incontri e mostre sulla montagna e l’ambiente. Il primo è “Stay with me“, evento che inaugura il 150esimo anniversario del museo, incentrato sul tema del cammino. Per l’occasione il walking artist viennese Michael Höpfner e la sound artist Magda Drozd hanno preparato un’installazione che esplora il concetto di risonanza in ambito ambientale. Segue una mostra dedicata al significativo rapporto dello scrittore Primo Levi con la montagna, accompagnata da scritti, fotografie, lettere e manifesti originali dell’epoca.

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Castello di Rivoli

Non mancano cose da fare e da vedere al Castello di Rivoli. In primis, la mostra su Michelangelo Pistoletto, proprio in occasione del novantesimo compleanno di una delle figure più importanti dell’arte contemporanea. Curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, che spiega come “Molti di uno è una città dell’Arte strutturata come architettura percorribile e composta da 29 Uffizi o stanze. Disegnati come spazi aperti e collegati tra loro, gli Uffizi includono metaverso, arte, scienza, filosofia, legge, diritto, architettura, comunicazione, politica, ecologia, sorveglianza, sport, matematica, spiritualità, religione, mitologia, formazione, nutrimento, simbologia, cosmologia, design, sepoltura, storia, urbanistica, moda, spazio, scrittura, salute, informatica, natura.” Un micro-cosmo ideale assolutamente da visitare.

Da non perdere anche le sperimentazioni di Fabio Mauri, l’esperienza sensoriale di “Suoni dal mondo” (con John Cage, Atsuko Tanaka e gli artisti Fluxus per citarne alcuni), così come “La Falaise et la Porte d’Aval” di Claude Monet e le collezioni della CRC. Appuntamento anche con i “Lunch Talks” per Parlare d’Arte in ogni suo aspetto.

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Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Alla Sandretto prosegue uno dei percorsi espositivi inaugurati sotto Artissima: “Visual Persuasion”. Progetto inedito di Paulina Olowska, un’antologia di opere dell’autrice concentrate sull’esplorazione del desiderio e dell’erotismo in chiave femminile passando per il medium pubblicitario, la grafica e la moda.

Merita invece una piccola gita il Parco d’Arte Sandretto, sulla Collina di San Licerio di Guarene (Cuneo). Qui sono esposte artisti e artiste della Fondazione, sia con opere permanenti che in mostre temporanee e incontri.

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Gallerie d’Italia

Sotto i portici dell’aulica Piazza San Carlo, nelle sale di Palazzo Turetti, si trova il polo museale promosso da Intesa San Paolo. Dal 2022 ospita un grande centro per la fotografia e la video arte, così come diverse mostre dedicate a grandi artisti e fotografi.

A febbraio inizia la 74esima edizione del Festival di Sanremo e per l’occasione Gallerie d’Italia ci regala una splendida rassegna di fotografie in bianco e nero del festival direttamente dall‘Archivio Publifoto Intesa San Paolo. Gli scatti risalgono a quando l’evento era ancora ospitato al Casinò di Sanremo, dal 1951 al 1976.

Fino a metà mese sarà invece ancora possibile visitare il progetto fotografico di Luca Locatelli sul tema della Circolarità, con particolare attenzione al tema della sostenibilità, dell’ambiente con un focus sull’economica circolare. Grandi e piccole aziende, artigiani, sperimentazioni e altre realtà che ricercano le Nature Based Solutions.

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Luca Locatelli, “The Circle”.

Pinacoteca Agnelli

L’esposizione di Mckenzie prende spunto da due gessi di Antonio Canova: “Danzatrice con dito al mento” e “Danzatrice con mani sui fianchi”. Simboli e modelli che dall’epoca canoviana sono arrivati fino all’odierna società iper-capitalista, per essere qui riproposti nei corpi dei manichini dei centri commerciali.

Si muove parallelamente la retrospettiva sull’opera di Thomas Bayrle, il padre dell’estetica del pixel e delle “superforme”, pattern molto complessi realizzati a partire da immagini di persone, macchine e prodotti di ogni genere.

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Thomas Bayrle.

Fondazione Merz

L’artista palestinese porta alla Fondazione Merz il suo museo nomade, che ogni volta modifica il suo naturale percorso espositivo a seconda degli spazi che la ospitano. Un approccio museale meno senza radici e definizioni, ma che al contrario evoca precarietà e incompiutezza, lontano dai comuni schemi di potere precostituiti. Sculture, pittura, video e una varietà di installazioni ci guidano nell’esplorazione di tematiche quali il cambiamento, l’identità, la memoria e il senso della comunità.

Alla Fondazione Merz dal 28/01/2024 al 24/03/2024 prende vita “Barca Solare. Ascolti dal Mediterraneo“. Sei appuntamenti musicali in diversi luoghi della città, per riflettere sulla musica contemporanea.

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OGR – Officine Grandi Riparazioni

C’è ancora un po’ di tempo per vedere le due mostre inaugurate alle OGR durante l’Art Week, entrambe assolutamente da non mancare. L’installazione di Sarah Sze è una meta-scultura che rielabora e ripropone l’incessante bombardamento d’informazioni a cui siamo ormai abituati.

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Sarah Sze, Metronome.

PAV – Parco Arte Vivente

Nella settimana di Artissima il PAV ha inaugurato la sua nuova mostra “Car Crash, Piero Gilardi e l’arte povera“. Al centro della particolarissima (e unica) cornice del Parco Arte Vivente la produzione artistica di Piero Gilardi negli Anni Sessanta. Un omaggio a quello che è stato l’ideatore e il fondatore del museo stesso. Il titolo rimanda all’immagine di “un’auto che slitta silenziosamente sull’olio nero del pavimento”, simbolo evocativo della lotta artistica di quegli anni.

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La Venaria Reale

Si è conclusa la mostra “William Turner. Paesaggi della Mitologia” ma continuano ad essere visitabili le collezioni permanenti de La Venaria Reale e i suoi giardini, arricchiti dalle opere degli artisti e scultori torinesi Riccardo Cordero, Hilario Isola e dall’Igloo di Mario Merz.

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Scultura di Riccardo Cordero.

MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino

A cura di Davide Monopoli e Silvia Casolari, la nuova mostra presentata al MUFANT è interamente dedicata al mondo della fantascienza cinese. Il titolo della mostra “hic sunt dracones” gioca sul fatto che nelle antiche cartografie medievali le terre ancora pressoché sconosciute dell’Asia e dell’Africa indicavano i confini del mondo conosciuto, oltre i quali “c’erano i draghi” e altre creature pericolose quanto affascinanti.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere questa “terra dei draghi”, passando da libri, fumetti e manifesti di inizio Novecento fino ad oggi.

Da non perdere anche la serie d’incontri “Altri mondi, altri dei. Religione e spiritualità nella Fantascienza“, talk dedicati alla relazione tra science fiction e spiritualità. Il 18 febbraio si potrà partecipare a “Fantascienza e mitologie gnostiche” con Ezio Albrile e “Dalla Cosmopoli Toscana a Cosmopolis (NY)” con Magdalena Maria Kubas.

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Università degli Studi di Torino – Rettorato

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Maria Callas, l’Università di Torino ci porta una serie di iniziative dedicate al famosissimo soprano. Sono quattro le mostre visitabili gratuitamente dal pubblico: la video installazione “Seven Deaths” dell’artista Marina Abramovic, “Io sono Maria Callas” di Vanna Vinci, “Callas/Medea” sul film di Pasolini con protagonista proprio la Callas e le fotografie di “Maria Callas Offstage“.

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Archivio di Stato di Torino

Un’esposizione interamente dedicata alla figura di Edoardo Sanguineti: poeta, scrittore, drammaturgo, critico e anche politico italiano.

La parola, che Sanguineti definì “fabbrica del mondo”, è il fil rouge della rassegna Edoardo Sanguineti “nella città cruciverba”, che esplora gli interessi lessicografici del poeta, strettamente connessi alla città di Torino, da lui definita città “cruciverba”, “con tutte le caselle bene a posto, secondo uno schema assolutamente geometrico, e con tutte le definizioni a posto”.

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Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti

La mostra “La fotografia e le arti” celebra l’impiego della fotografia come mezzo didattico e di ricerca artistica nelle varie discipline dell’Accademia Albertina nel corso dei decenni successivi all’unificazione dell’Italia. Questa copre aree di studio tipicamente accademiche come Ornato e Plastica ornamentale, Scultura, Pittura, ma anche Architettura. Il percorso espositivo getta così luce sull’utilizzo versatile della fotografia nel campo dell’arte.

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Museo Nazionale dell’Automobile – Torino

Al MAUTO continuano gli appuntamenti con le mostre sulla mobilità del futuro e “Pagani. 25 anni di cuore, mani e passione” per la celebrazione dei 25 anni di Pagani Automobile, che segue le avventure dell’imprenditore Horacio Pagani.

Parallelamente proseguono anche gli incontri della rassegna “Public Program / Letture trasversali della cultura dell’automobile” con conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni, musica e performance. Gli eventi sono tutti gratuiti e su prenotazione; il 15 febbraio l’incontro “Arbasino e le auto degli scrittori negli Anni Sessanta” con lo scrittore e giornalista Michele Masneri.

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Gallerie di Torino: una breve guida

Allontanandosi dai poli museali più istituzionali, scopriamo che la città è disseminata di affascinanti gallerie storiche così come di realtà giovanissime. Spazi in cui si possono trovare grandi artisti dal respiro internazionale: la word art di Lawrence Weiner, l’espressionismo contemporaneo di Anna Boghiguian o gli scatti erotici del giapponese Nabuyoshi Araki che tanto hanno incantato una performer del calibro di Bjork.

Ovviamente non sono assenti alcuni dei nomi più noti del panorama artistico torinese, come Nicola De Maria, Marisa Merz o la mostra dedicata al pittore Piero Rambaudi, alla Fondazione Amendola. Quest’ultima in dialogo con il lavoro di altri colleghi piemontesi e non (Carol Rama, Filippo Scroppo, Albino Galvani per citarne alcuni).

Un ulteriore artista locale che vede le sue opere in mostra è Antonio Carena, scomparso nel 2010. Conosciuto anche come “l’artista dei cieli“, i suoi lavori si possono ammirare nell’allestimento a Spazio Musa e alla casa museo dell’artista a Rivoli.

Lasciamo qualche suggerimento sulle mostre attualmente in corso in buona parte di queste gallerie, che invitiamo a scoprire poco alla volta:

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Antonio Carena, “Il pittore dei cieli” in mostra a Spazio Musa.

(La lista è in continuo aggiornamento!)