Guida agli eventi teatrali di dicembre a Torino

Novembre ci ha regalato alcuni tra i momenti più belli del 2023 – almeno teatralmente parlando – e adesso ci accingiamo a chiudere l’anno con un’agenda fitta di appuntamenti, con qualche bel classico e qualche piccola scommessa per passare delle feste alternative. Articolo di Umberto Scaramozzino.

Novembre, si sa, è il mese in cui Torino diventa prepotentemente il place to be. Il foliage nei parchi, l’art week, il C2C Festival, le ATP Finals, Il Torino Film Festival e le nuove stagioni teatrali che entrano a pieno regime. Abbiamo goduto per le chicche di Fertili Terreni nelle sue tre meravigliose venue cittadine e abbiamo accolto il sorprendete  debutto di stagione di TPE Teatro Astra che non sa cosa sia la comfort zone e continua a catalizzare l’attenzione. Dicembre rallenta fisiologicamente la carica degli eventi di grossa portata, senza però mollare il colpo sul calendario degli appuntamenti a teatro, quindi eccoci qua.

Occhio ai colossi, Carignano e Regio, che sfoderano quelli che promettono di essere conteggiati come momenti salienti del 2023. Le Fonderie Limone provano a sbaragliare la concorrenza proponendo addirittura una trilogia, con abbonamento dedicato, mentre Alfieri, Colosseo e Concordia entrano nella solita Civil War, affrontandosi senza esclusione di colpi su un doppio terreno di gioco: commedia e musical. Tranquilli: proveremo a darvi una mano per orientarvi in tutto questo marasma di proposte.

Se dovete fare regali di Natale e non avete sfruttato a dovere il Black Friday, avete ancora la chance di ripiegare sulla cultura. Gli show di fine mese molti, anche in quei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno, dove a parte guardare i soliti film tradizionali in TV e smaltire i pasti coi parenti è anche possibile rifugiarsi per una tregua nelle comode poltroni dei teatri torinesi e godersi le ultime produzioni del 2023.

Di seguito i programmi dettagliati per il mese di dicembre.

Teatro Carignano

Il dicembre del Teatro Carignano riprendere da dove si era interrotto novembre, ovvero da “Clitennestra” di Roberto Andò. Ma a spiccare nella programmazione è un nuovo debutto alla regia teatrale. Dopo Nanni Moretti che ha esordito con il suo “Diari D’Amore”, il Carignano ospita questa volta la prima regia teatrale di Paolo Genovese, che porta in scena l’adattamento del suo “Perfetti Sconosciuti“.

Si tratta di una delle sue più recenti e brillanti commedie cinematografiche sull’amicizia, l’amore e il tradimento ed è uno dei migliori casi di esportazione che il nostro cinema abbia vantato negli ultimi anni. “Perfetti Sconosciuti” racchiude in sé quella formula magica della commedia in grado di farci ridere e poi amareggiarci, con la stessa facilità. Nella sua incarnazione teatrale vede un cast altrettanto notevole, con alcuni dei nomi molto amati del nostro cinema, tra cui Valeria Solarino e Paolo Calabresi.

Teatro Gobetti

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Vi sfido a trovare un titolo più accattivante di “Arlecchino Furioso“. Si chiama proprio così l’ultimo spettacolo dell’anno offerto dal Teatro Gobetti, all’interno della stagione “Lo Spazio nel Tempo” del Teatro Stabile di Torino.  Una coppia di innamorati, Isabella e Leandro, costretti dalla sorte a dividersi, si ritrovano dieci anni dopo in Venezia pronti a cercarsi e innamorarsi nuovamente. Allo stesso tempo il geloso Arlecchino corteggia la servetta Romanella, pronto ad infuriarsi al primo sospetto di infedeltà.

“Arlecchino Teatro” – nato dalla scrittura collettiva di Giorgio Sangati, Sara Allevi, Anna De Franceschi, Michele Mori, Marco Zoppello e diretto dallo stesso Zoppello – è una produzione di Stivalaccio Teatro, una giovane compagnia veneta che ha dato nuova linfa alla tradizione della Commedia dell’Arte con spettacoli pieni di energia, colori e passione. Chiudiamo l’anno in bellezza?

Fonderie Limone

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Il mese dei dicembre meriterebbe una bella full-immersion alle Fonderie Limone, anche sacrificando le programmazioni di altri teatri torinesi. Perché? Perché c’è l’opportunità di vedere tre spettacoli che compongono una trilogia: la “Trilogia della guerra“, di Gabriele Vacis. Gli spettacoli sono “Prometeo“, “Sette a Tebe” e “Antigone e i suoi fratelli” ed esiste un abbonamento dedicato che vi permette di vederli tutti ad un prezzo vantaggioso (maggiori dettagli qui).

Il trittico interpretato dai giovani attori della compagnia PEM (Potenziali Evocati Multimediali) è un viaggio attraverso il mito, riletto e adattato con la lente del tempo presente per riflettere sui ruoli, le pulsioni e le difficoltà che le giovani generazioni devono affrontare per trovare una collocazione all’interno di un mondo iperconnesso, ma ancora segnato da feroci conflitti politici e sociali. Per questo meriterebbe una visione completa, lungo tutto il mese. Siete costretti a fare selezione e volete individuarne uno? In tal caso, qualora ve lo foste persi la scorsa stagione, puntate sul ritorno di “Antigone e i suoi fratelli” e andrete sul sicuro.

Teatro Regio

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Spetta al balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev il compito di chiudere epicamente questo 2023, al Teatro Regio di Torino. Abbiamo l’occasione di vedere il “Don Chisciotte” nella partitura sfavillante di Ludwig Minkus, scritta per il teatro Bol’šoj di Mosca nel 1869, presentato oggi in un allestimento accattivante e dai caldi colori mediterranei. La coreografia, ideata dal celebre Petipa a fine Ottocento e poi rivista in tempi più moderni, è contraddistinta dal virtuosismo esuberante.

“Don Chisciotte” è un balletto elettrizzante, un tuffo nel cuore della Spagna. Il cavaliere coraggioso ed eccentrico, inventato da Miguel de Cervantes e accompagnato dal fedele Sancho Panza, dovrà aiutare i giovani Kitri e Basilio a coronare il loro sogno d’amore. La storia – non abbiamo dubbi – la conoscete, ma questo balletto in tre atti ha conosce così tanti modi per stupirvi, che potrebbe rivelarsi un gran bel modo per chiudere epicamente questo 2023. L’ultima replica, infatti, è proprio il 31 dicembre. Perché no?

Teatro Astra

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A dicembre Teatro Astra cala uno degli assi della sua stagione. Si tratta di “Solaris“, nell’adattamento teatrale firmato dal celebre drammaturgo David Greig e diretto nella versione italiana da Adrea De Rosa. Tratto da uno dei romanzi più importanti dalla fantascienza mondiale, scritto nel 1961 dallo straordinario scrittore polacco Stanisław Lem e diventato un celebre film, dieci anni dopo, diretto da Andrej Tarkovskij, la versione teatrale di “Solaris” vuole cogliere le possibilità di manifestare in una nuova dimensione la straordinaria contemporaneità di un’opera che va oltre il suo genere e il suo tempo.

«Ho letto Solaris durante la quarantena e mi aveva molto colpito questa idea che gli esseri umani potessero essere il virus e che il pianeta fosse costretto a reagire e a difendersi dalla loro invasione. Solaris è una vera e propria creatura, un pianeta vivente che attraverso il suo immenso oceano cerca di comunicare con gli uomini attraverso i loro desideri che riesce a materializzare sotto forma di fantasmi.». afferma Andrea De Rosa, che promette di lasciare un segno indelebile al Teatro Astra, in questo finale di 2023.

Teatro Alfieri

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Come sempre, il Teatro Alfieri esagera. La programmazione del suo mese di dicembre è talmente lunga da sembrare una stagione teatrale completa. Da questo mazzo vogliamo estrarre un jolly, una carta certamente vincente: “A Christmas Carol“, irrinunciabile musical liberamente tratto dal più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens.

“A Christmas Carol” è adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con le musiche di Stefano Lori e Marco Caselle, ed è pronto a far sognare adulti e bambini. Sul palco, nel ruolo di Ebenezer Scrooge, Fabrizio Rizzolo e un cast artistico di oltre 20 elementi, effetti speciali curati da Alessandro Marrazzo, musiche originali, 150 costumi e imponenti scenografie.

Teatro Colosseo

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Lo dicevamo: è Civil War! Il Teatro Colosseo risponde all’Alfieri con una lineup altrettanto ricca. In particolare, Colosseo ha nella sua faretra una freccia affilatissima: “Cats“, la nuova grande produzione internazionale della PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina, firmata da Massimo Romeo Piparo.

Questa versione è l’unica su licenza esclusiva The Really Useful Group di Londra e vanta un grande cast di artisti, l’Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello e le coreografie di Billy Mitchell, coreografo del West End londinese. Ci sono le immancabili musiche di Sir Andrew Lloyd Webber e i testi del Premio Nobel Thomas Stearns Eliot, ecco perché per alcune persone Cats è semplicemente il Musical per eccellenza. Dovreste averlo giù visto almeno una volta, in una delle sue tante incarnazioni, ma questa potrebbe essere l’occasione perfetta per rimediare o ripassare.

Teatro Gioiello

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Il cuore musicofilo che pompa il sangue nelle vene di Outsiders rende la scelta obbligata: nella programmazione del Teatro Gioiello spicca lo show di e con Federico Sacchi. Si intitola “Black HITstory Revisited” ed è l’incontro tra il cosiddetto Musicteller – Federico Sacchi, appunto – e gli SLWJM, quattro giovani musicisti che suonano un future jazz soul screziato di elettronica. Insieme hanno intrapreso un viaggio in un secolo di black music alla ricerca dei brani che hanno colpito e cambiato il nostro immaginario collettivo e di conseguenza la nostra storia.

Dal blues di Blind Willie Johnson e il jazz di Billie Holiday fino all’Hip-Hop di J Dilla e Common, passando per Miles Davis, John Coltrane, Nina Simone, James Brown, Marvin Gaye, Stevie Wonder, la disco, la techno di Detroit e la house di Chicago. Black HITstory Revisited è in tutto e per tutto un’esperienza d’ascolto. Regalatevela e regalatela, non aspettate Natale.

Teatro Erba

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Di solito, soprattutto nelle occasioni speciali, coi classici si va sul sicuro. Se volete chiudere il 2023 a teatro, una delle migliori opzioni a vostra disposizione è la cosiddetta “più bella commedia di Carlo Goldoni”. Sì, è proprio lei: “La Locandiera“. La versione in scena al Teatro Erba di Torino vede protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, affiancata da Luciano Caratto e Alessandro Marrapodi.

Non dovrebbe essere necessario approfondire, ma si parla di uno dei capolavori della produzione goldoniana, andato in scena la prima volta al Teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752. Qualche centinaia di inverni dopo, ritroviamo Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina, e tutti quegli irresistibili personaggi che hanno brillantemente vinto la prova del tempo: il Conte parvenu e spendaccione, il Cavaliere misogino e ingenuo, il Marchese spocchioso e Fabrizio, sinceramente innamorato.

Cubo Teatro – Off Topic

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Procede a gonfie vele la programmazione di Fertili Terreni Teatro, tra le programmazioni che stiamo apprezzando di più quest’anno. A dicembre, al Cubo Teatro di Off Topic, c’è uno show in particolare che salta all’occhio. Si intitola “Moschette“, è prodotto dal collettivo teatrale Contrasto ed è liberamente ispirato a “I tre moschettieri” di A. Dumas.

Contrasto prende in prestito alcuni dei personaggi del romanzo per analizzarne la psicologia, le relazioni e le contraddizioni. I sei personaggi – Athos, Porthos, Aramis, D’Artagnan, il cardinale Richelieu e il servo Unopertutti – sono il pretesto per raccontare, in chiave pop e contemporanea, del bene e del male, di inclusione, senso di appartenenza. Spesso vista come icona dell’universo maschile, in questo caso la vicenda viene analizzata e reinterpretata soprattutto da un punto di vista femminile: le valorose guardie del Re sono donne. In un contesto storico stravolto al servizio della ricerca drammaturgica, tra risate e lacrime, una Parigi romantica e irrazionale sarà la cornice per le ultime ore del (malvagio?) cardinale Richelieu.

San Pietro in Vincoli

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Un solo spettacolo per San Pietro in Vincoli, ma di certo non uno di quelli trascurabili. “Lo spettatore condannato a morte” trasforma il teatro in una sala di tribunale in cui attori, giudici, testimoni, avvocati, regista e spettatori si confrontano e si fondono. Se vi piacciono gli spettacoli interattivi, questa potrebbe essere la vostra chicca del mese.

Una commedia-processo dove realmente uno spettatore è sotto accusa, ma è anche teatro nel teatro che mette in contraddizione i rapporti tra attore e pubblico, la loro interdipendenza e l’amore odio che a volte ne consegue. Uno spettacolo “partecipato” con quattro attori professionisti e trenta cittadini, che di sera in sera si alterneranno nell’interpretare la parte dei “testimoni” in questo assurdo e interessante “processo”.

Cineteatro Baretti

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Non c’è possibilità di scelta a dicembre al Cineteatro Baretti, ma si casca in piedi. In programma c’è “Il Campanello”, realizzato e diretto da Sax Nicosia, con testo del napoletano Roberto Del Gaudio, membro fondatore della celebre compagnia I Virtuosi di San Martino.

Sul palco troveremo due attrici torinesi dal talento indiscusso: Francesca Bracchino (Premio Duse 2004) e Elisa Galvagno. Interpreteranno due sorelle orfane, un monolocale, visioni differenti della vita a confronto, una malattia inesorabile, l’opportunità di sfuggirle con l’eutanasia, tema principale di quest’opera. Viene presentato come uno spettacolo sì divertente, ma anche e soprattutto feroce e straziante. Meglio di così?

Teatro Concordia (Venaria Reale)

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Dulcis in fundo. Scegliere un solo spettacolo della programmazione di dicembre del Teatro Concordia di Venaria Reale è davvero difficile, ma optiamo per l’Opera e per un progetto che nasce dall’idea di un giovane torinese, Giuseppe Raimondo, segretario artistico dell’impresa Lirica Francesco Tamagno di Torino. Il 3 dicembre correte a vedere “La tragèdie de Carmen“.

Carmen è certamente fra le opere più famose e amate dal pubblico operistico ed in questo adattamento ci offre l’opportunità per riesaminare questa storia e i suoi complessi personaggi da una nuova prospettiva. Spogliata dalla natura della grande Operà, la versione di P. Brook – considerata molto controversa- si concentra sulle individualità, sulle vite e le passioni dei protagonisti; ci costringe a riconciliarci con gli aspetti violenti e brutali della storia.

 

Articolo a cura di Umberto Scaramozzino