[INTERVISTA] Musica per tutti i sensi: la Primavera degli INUDE 

Ascoltare gli INUDE significa attivare tutti i sensi, non solo l’udito. Già perché  il trio pugliese, specie con l’ultimo loro disco, Primavera. Un titolo scelto non a caso perché davvero di nascita, anzi di rinascita si può parlare per questo lavoro. Ok, it’s Monday e We share, per esempio, sono pezzi che confermano l’evoluzione, appunto, ma anche ormai la piena maturità della band: ritmi affilati, un’attenzione molto più profonda per gli arrangiamenti e i soliti ritornelli killer.

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_di Mattia Nesto

Primavera è questo ma anche molto di più: un album da ascoltare dall’inizio alla fine, che quindi trova la sua anima nella sua totalità ma che, come ricordato prima, può anche essere “colto di fiore in fiore”, senza un ordine preciso o senza la volontà di raggiungere l’interezza. Un mosaico, perciò, costruito da plurimi tasselli colorati: da soli sono molto belli, assieme creano un grande disegno. Ma nulla di troppo complicato, complesso sì ma mai fine a se stesso: tutto si tiene e tutto sta a seconda di come lo si prenda. Un disco cangiante, prismatico e profumato: sì, esatto, è davvero Primavera.
 

Dopo due dischi, per altro che hanno riscosso un successo importante di critica, siete tornati con un album “tutto d’un pezzo”: come ci si sente dopo aver fatto “il grande salto”?

Fare musica equivale a vivere in una perenne caduta, tra il brivido del volo e la paura dell’atterraggio, in questa sospensione ci basta sapere che siamo felici per aver creato qualcosa di nuovo.

Ci potete raccontare un po’ le fasi di registrazione e produzione dell’album?

Questo disco è stato scritto interamente durante il primo lockdown dovuto alla pandemia. Abbiamo sperimentato un nuovo metodo di scrittura “a distanza” e quando ne abbiamo avuto la possibilità ci siamo ritrovati nel nostro studio.  Siamo fortunati ad avere un luogo fisico qui dove viviamo nel quale sviluppare i nostri lavori. In quei giorni c’è stato un gran via vai di amici, musicisti e non, che passavano per godersi la campagna nei mesi di Maggio ed a interagire con noi durante la scrittura. Oltre all’ormai assodato e riconfermato rapporto con il nostro produttore Peppe Petrelli abbiamo deciso di includere Fabrizio Semerano, già batterista con noi nel tour di “Clara Tesla”, nella fase della produzione. Lavorare con lui ha inevitabilmente influenzato il risultato di questo disco trattandosi di un batterista che è anche produttore di se stesso così come lo siamo noi. Crediamo che la collaborazione con altri artisti e musicisti sia la chiave per fare musica sempre nuova, diversa e aiuta tantissimo a non incagliarsi nei propri cliché che rischiano di farti sembrare ripetitivo e banale.

Sicuramente “Primavera” ha tutto un respiro fortemente internazionale: avete avuto degli ascolti di artisti o band senza i quali non avreste mai potuto realizzare questo disco?

Siamo sempre alla ricerca di nuovi artisti e nuove ispirazioni. Tra i più ascoltati in quel periodo spiccano i Big red machine, Moses Sumney, Tom Misch e Youssef Dayes oltre che tanto soul e folk.

A proposito, ci potete dire cosa ha voluto dire esibirvi sullo stesso palco dei Moderat?

È trascorso ormai qualche anno ma non dimenticheremo mai l’emozione di aver condiviso il palco con uno dei progetti che stimiamo di più in assoluto. È stato bellissimo confrontarsi con un pubblico giusto che ci ha dato un’energia incredibile. A brevissimo esaudiremo un altro nostro desiderio: suonare con i Notwist!

Adesso, in vista dell’estate, quali sono i prossimi vostri appuntamenti?

Come già detto, suoneremo con i Notwist ad Agrigento nel surreale scenario della Valle dei templi, direi che potrebbe bastare anche questa data ma per fortuna ne annunceremo anche altre. La prima sarà il 23 Aprile a Tirana (Albania) di seguito presenteremo l’album a Roma e Milano (TBA), per il resto delle date basta tenere d’occhio i nostri social per gli aggiornamenti sul tour.

 In questa modo vi si vede perfettamente uniti, uni e trini per così dire: che cosa vuol dire far parte di un trio così affiatato per voi?

Prima che un trio musicale siamo un trio di amici fraterni, l’affiatamento é proprio una conseguenza diretta naturale di questa granitica amicizia, se non fosse stato per questo probabilmente ci saremmo già sciolti (ride).

 Come ultima domanda partiamo…dal principio! Qual è stata la prima canzone in ordine di realizzazione (ma anche “nascita”) di “Primavera”?

La prima canzone credo sia stata “Noisy floor, silent room”, è nata come una simpatica dedica a me (Flavio) da parte di Francesco mentre ero  bello acciaccato a causa del COVID; mi augurava semplicemente un pronta guarigione. Ovviamente il testo è stato totalmente rivisto ma nella vita normale siamo abbastanza cazzoni e può succedere che da un momento di cazzeggio può sempre uscire qualcosa di figo.