L’alt-pop di Vanarin e Jesse The Faccio all’Arci Bellezza di Milano

Treading Water dei Vanarin è stato, almeno a livello personale, uno dei dischi migliori del 2021 e Jess The Faccio sia, ormai, una voce riconoscibile e riconosciuta nel mondo del cantautorato “ex indie” italiano: dalla miscela di questi due elementi poteva scaturire una qualche forma di alchimia strana, bizzarra e, perché no, mai “provata”. Ebbene, proprio questa trasmutazione alchemica all’Arci Bellezza è avvenuta. 


_di Mattia Nesto

Questo grazie all’apertura dei Vanarin, in veste appunto di opening-band, che hanno realizzato un set che andrebbe insegnato nelle scuole di performance musicale, ammesso e non concesso ne esistano. Infatti la band bergamasca ha dato prova, ancora una volta, dell’assoluto livello di padronanza dei proprio mezzi espressi raggiunto. Infatti, durante uno show durato poco più di mezz’ora, che ripercorso i brani più famosi dei loro ep e album, i Vanarin hanno semplicemente incantato. Con suoni gommosi e lisergici, una vocalità praticamente unica nel suo genere, almeno in Italia, e una profonda sintonia raggiunta tra i membri della band, il gruppo di Bergamo è stato in grado di infiammare l’Arci Bellezza, preparando, per così dire, il terreno a Jesse The Faccio.

Un po’ per l’età anagrafica differente un po’ evidentemente per un’indole altra, il cantautore è salito sul palco non voglio dire imballato ma sicuramente molto emozionato. Infatti traspariva da ogni poro della pelle una gioia quasi fanciullesca a ritrovarsi su un palco a suonare davanti a tante ragazze e ragazzi desiderosi di ascoltare la propria musica. E così, passato qualche momento di impasse Jesse The Faccio è partito come un treno ed è stato tutto un crescendo. Tanto è vero che durante la fine del concerto non soltanto si è pogato come erano anni che non si vedeva ma si è raggiunto anche un livello di gioia collettiva difficilmente riscontrabile nell’ultimo periodo. 

Questo perché Jesse The Faccio, al di là di una prova anche canora comunque convincente, nonostante non giochi mai troppo con il suo pubblico è un vero e proprio animale da palcoscenico. La sua timidezza e ritrosia unita a improvvisi e divertenti scatti di follia è un’ottima unione, che infatti ha conquistato ben presto il pubblico del Bellezza con il suo lo-fi obliquo e stralunato.

Così, ancora una volta, la rassegna di concerti Caramello ci consegna un’altra serata da ricordare, dove non ha “vinto” chi ha sbagliato di meno ma chi ha fatto la figura migliore sfruttando le proprie mancanze in punti di forza: i Vanarin rendendo meno spigolosi i contorni di una musica anche molto complessa e Jesse The Faccio rendendo più concreta la realizzazione del suo cantautorato. Un’alchimia a base di alt-pop e lo-fi riuscitissima.