L’inaugurazione dell’ottava edizione del Seeyousound Festival è pura emozione

Venerdì 18 febbraio 2022 è il giorno della rinascita del Seeyousound, che nella sua ottava edizione punta a ritrovare la linfa vitale che gli è stata sottratta due anni fa dalla pandemia. L’appuntamento del 2020 venne interrotto sul nascere, nello sgomento e nella confusione di un’emergenza senza precedenti, mentre nel 2021 la fiamma, già affievolita, venne preservata da un’edizione online che fu un bel compromesso, in attesa di tempi migliori. Quei tempi migliori che oggi, fortunatamente, permettono a questo prezioso progetto culturale di far riaccendere i riflettori sulla città di Torino.


_di Umberto Scaramozzino

Sono quindi due anni che la grande famiglia del SYS aspetta questo momento. L’attimo della Sala 1 del Cinema Massimo di Torino piena, trepidante, nel fervore del chiacchiericcio che precede l’apertura della rassegna. Carlo Griseri e Alessandro Battaglini, rispettivamente direttore e vicedirettore di Seeyousound, si prendono il palco e si concedono un doveroso momento emotivo, in cui far scorrere tutto l’orgoglio per questo ritorno e celebrare il duro lavoro che li porta, oggi, a presentare l’edizione più importante nell’ancora giovane storia di questo festival.

Con estrema emozione e fierezza dunque, si presenta quello che possiamo tranquillamente definire il miglior programma mai messo insieme dal SYS, ovviamente avendo cura di dimostrare tutta la gratitudine per l’ingrediente più imprescindibile della ricetta: il pubblico in sala. “È bellissimo vedervi qui così numerosi” è il mantra che accompagna tutta la serata di inaugurazione.

A ripeterlo è anche Ginevra Nervi, la giovane compositrice e produttrice genovese chiamata ad aprire le danze con una delicata sonorizzazione dal vivo. Il titolo scelto per la prima proiezione della serata è “Stuf”, cortometraggio muto diretto dal regista rumeno Titus Meszaros. Otto minuti di meravigliose immagini che riemergono dai ricchissimi archivi dello studio Alexandru Sahia di Bucarest, potente strumento di propaganda nelle mani della dittatura di Ceaușescu, che negli anni Sessanta era l’unica possibilità di produzione per i cineasti rumeni. Lo straordinario lavoro di Ginevra Nervi su voci e suoni crea una toccante armonia con i fotogrammi in bianco e nero, sottolineando quanto sia vincente la scelta di puntare sulle sonorizzazioni live, anello di congiunzione tra valenza culturale e unicità partecipativa di un evento del genere.

Tocca infine al film “Shoplifters of the World”, proiettato in inglese con sottotitoli in italiano, il pregevole compito di porre un punto esclamativo sull’inaugurazione dell’edizione più importante del Seeyousound. Per questo non possono mancare in sala due protagonisti della pellicola: il regista Stephen Kijak e l’attore James Bloor.

Indovinate un po’? Anche in questo caso, soprattutto in questo caso, l’emozione è protagonista. Sì, perché per Mr. Kijak si tratta di un momento a lungo agognato. Non solo la prima, vera proiezione di fronte ad una sala piena, ma anche il coronamento di una lavorazione iniziata più di dieci anni fa, quando la nostalgica idea di questo film mosse i primi passi verso la sua realizzazione. Un film scritto e diretto all’insegna di una dirompente nostalgia, da e per gli amanti di quella musica, accomunati da quel modo viscerale di viverla.

Come sopravvivere allo scioglimento della band che ti ha salvato la vita? Questo l’interrogativo anticipa la proiezione.

Nonostante sia richiesto un preciso potere empatico per poter vivere con passione – senza la corruzione di un facile cinismo – le avventure di quei ragazzi, il film di Kijak fa quello che ogni avventore del festival si sarebbe auspicato, ovvero mostrare con estrema sensibilità la grandezza di una delle più riconoscibili e compiante band cult degli anni Ottanta: i The Smiths.

Costellata da ben venti brani di Morrissey e soci, la pellicola accompagna delle giovani anime perdute di Denver in una notte di tormento, musica, festa e amore, elaborando il lutto per lo scioglimento della loro band preferita. Una commedia ricca di ingenuità, perfettamente in linea con le debolezze che ricorda e racconta, scavando nel cuore di un target abbastanza circoscritto da sentirsi orgogliosa parte integrante di quei “ladruncoli del mondo”.

“Music never ends”. È tutto racchiuso nella tagline del SYS, che trova la sua perfetta raffigurazione nel logo di questa edizione, con le onde sonore che da quel numero 8 si propagano verso l’infinito. La perentoria presentazione di un nuovo Seeyousound, più forte che mai.

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