Carpe Diem dei Saxon: un giorno da cogliere, un album metal da custodire

23 Studio album e la curiosità di sentire cosa hanno in serbo i potenti Saxon è forte. Dieci tracce prodotte da Andy Sneap e dallo stesso Byff Biff Byford sono i primi passi dei Saxon nel nuovo decennio. Non esattamente un “covid album” dato che è stato principalmente scritto prima che la pandemia colpisse il mondo, ma comunque un album che porta con sé questi ultimi due anni difficili e tutto ciò che hanno significato. L’aquila è atterrata un’altra volta e siamo tutti impazienti di scoprire quali doni porterà!

_di Paolo Carrone

Un chiaro riferimento ai tempi degli antichi romani arriva già con il titolo dell’album e la title track Carpe Diem. Anche l’artwork di copertina si riferisce a quei tempi, con due soldati romani, uno dei quali porta uno stendardo SPQR, e dato che i Saxon sono una band che segue tutto, il videoclip di Carpe Diem si svolge presso lo stesso Adrian Wall.

Questa ambientazione dà qualcosa di un’atmosfera da crociato, ma sappiamo tutti che i Saxon sono qui per sorprenderci, quindi il pensiero “sarà la stessa vecchia roba” non attraverserà mai la nostra mente.

Un’introduzione epica con tamburi che vengono da lontano ci invita a tornare ai tempi antichi. Un corno da guerra suona la carica iniziata da un ordinato rullo di tamburi del sempre coerente Nigel Glockler e un urlo caratteristico di Biff Byford; poi un riff maestoso ma semplice colpisce e ci conduce nella uptempo della title-track. Questo è Saxon, puro e semplice: grandi riff orecchiabili, voce pulita e tagliente, sezione ritmica solida e creativa, ponti e ritornelli sing-along, il tutto condito con bei cambi di tonalità che rendono la canzone tutto tranne che noiosa, tenendo le nostre orecchie sul filo del rasoio per scoprire dove andranno dopo.

Age Of Steam colpisce duro con il suo riff che segue i passi di Predator (Thunderbold, 2018); è sempre interessante vedere come i Saxon, una band classica, esplorino diversi stili di metal senza perdere la loro firma sonora e di songwriting; un semitono in più dalla nota di base e tutto prende una piega thrashy e oscura che è molto gradita! E dato che il loro songwriting è sempre stato melodico, sono dei veri maestri nel fondere gli stili: in Super Nova abbiamo il riff trash sostenuto da lead melodici, una strofa e un bridge tipici dei Saxon che sfociano in un ritornello che chiede solo di essere cantato ad alta voce da una folla. Poi un break acustico. Qualcuno potrebbe trovarlo ovvio, ma di nuovo, i Saxon non sono una band da dare per scontata, infatti questo break è immediatamente decorato con una sezione di contrabbasso a tempo lento che funziona come una culla per la melodia.

Questo disco è Saxon come li conosciamo e li amiamo con alcune meravigliose nuove prese di stile di canzoni che hanno imparato molto tempo fa; questo vale per Carpe Diem, Dumbusters, Age Of Steam, All For One, Black Is The Night e la breve ma ricca di interessanti abbellimenti armonici Living On The Limit (nella sezione pre-assolo possiamo apprezzare una sequenza di accordi sospesi che creano una tensione che la rende uno dei punti più alti dell’album)

Poi le gemme dell’album si fanno strada e cambiano davvero il colore di un full-length già variegato: le prime due canzoni sono The Pilgrimage e Remember The Fallen; due brani epici che, in qualche modo, ci riportano ai tempi di Lionheart dove la band era su un’incredibile curva parabolica stilistica iniziata con Metalhead (1999) e proseguita guadagnando velocità e solidità fino a Into The Labyrinth (2009). Questo è, a nostro modesto parere, il decennio in cui i Saxon hanno sperimentato di più e subito dopo hanno iniziato a raccogliere i frutti, impreziosendo le loro canzoni con quegli stilemi che le fanno suonare moderne ogni volta e non una volta prevedibili.

L’altra gemma è Lady In Gray. La migliore canzone dell’album, a mani basse. L’atmosfera creata è misteriosa ma aperta e “speranzosa”, se questo termine è adatto a descrivere uno stato d’animo musicale!

Il lavoro di chitarra su questa canzone è assolutamente bello grazie ad un uso davvero gustoso dei voicings degli accordi che aprono lo spazio, specialmente durante la strofa, e anche grazie alle armonizzazioni nella sezione speciale dopo il secondo ritornello dove le chitarre tengono il pedale mentre le tastiere e il basso creano un carpiato atmosferico che oscilla tra minore e maggiore dando la possibilità a Biff Byford di dare sfogo alle sue abilità di armonizzazione vocale.

Tirando le somme, possiamo dire che questo album non deluderà, e questo vale sia per i fan della vecchia scuola che per gli aficionados dell’era post-2000. I Saxon sono ancora al top e Carpe Diem porta freschezza ad una discografia già incredibile con il potenziale di far avvicinare nuovi metal-kids alla band e all’heavy metal in generale.

Il mondo aveva bisogno di un altro album dei Saxon? Andate ad ascoltare Carpe Diem e sarete d’accordo con noi che la risposta è SI!

In questi tempi in cui la mancanza di concerti sta diventando la nuova normalità nella musica, un album dei Saxon illumina davvero il cielo e ci fa ricordare che loro sono ancora lì, pronti a farci scapocciare, cantare insieme e sentire la potenza che la loro musica può trasmettere.

Quindi grazie Saxon per non averci lasciati soli in questo periodo difficile.

 

English version

SAXON – CARPE DIEM: A day to seize, an album to treasure

23 Studio album and the curiosity of hearing what the mighty Saxon have up their sleeve is strong.

Ten tracks produced by Andy Sneap and Biff Byford himself are the Saxon’s first steps into the new decade. Not exactly a “covid album” since it was mainly written before the pandemic hit the world, but still an album that brings along these last two difficult years and everything that they meant.

The eagles has landed one more time and we are all eager to find out what gifts it will bring!

A clear reference to the Ancient Roman times comes already with the album title and the the title track Carpe Diem. The cover artwork refers to those times as well, with two roman soldiers, one carrying a SPQR banner and since Saxon are a band that follow through, the videoclip of Carpe Diem is takes place at the Adrian Wall itself.

This setting gives something of a Crusader vibe, but we all know that Saxon are here to surprise us, so the thought “it will be the same old stuff” will never ever cross our minds.

An epic introduction with drums coming from afar invites us to go back to ancient times. A war horn sounds the charge started by a neat drum-roll by the always consistent Nigel Glockler and a signature scream by Biff Byford; then a majestic yet simple riff strikes and lead us into the uptempo title-track. This is Saxon, pure and simple: great catchy riffs, clean cut-through vocals, solid and creative rhythmic section, sing-along bridges and choruses, all seasoned with beautiful key changes that make the song everything but boring, keeping our ears on the edge to find out where they will go next.

Age Of Steam hits hard with its riff that follows the steps of Predator (Thunderbold, 2018); it is always interesting to see how Saxon, a classic band, explore different styles of metal without losing their signature sound and songwriting; a semitone up from the root note and everything takes a thrashy and obscure turn which is very welcome! And since their songwriting has always been melodic they are real masters in blending styles: in Super Nova we have the thrashy riff sustained by melodic leads, a signature Saxon verse and bridge that flow into a chorus that only asks to be sung out loud by a crowd. Then an acoustic break. Someone might find it obvious, but again, Saxon are not a band to be taken for granted, in fact this break is immediately decorated with a slow tempo double-bass section that works as a cradle for the melody.

This record is Saxon as we know and love them with some wonderful new takes on styles of songs that they mastered a long time ago; this goes for Carpe Diem, Dumbusters, Age Of Steam, All For One, Black Is The Night and the short but brim with interesting harmonic embellishments Living On The Limit (in the pre solo section we can appreciate a sequence of suspended chords that create a tension that makes it one the highest points in the album)

Then the gems of the album make their way and really change the color of an already variegated full-length: the first two songs are The Pilgrimage and Remember The Fallen; two epic tracks that, in some way, bring us back to the Lionheart times where the band was on an incredible stylistic parabolic curve that started with Metalhead (1999) and went on gaining speed and solidity up until Into The Labyrinth (2009). This is, in our humble opinion, the decade where Saxon experimented the most and right after they started reaping the rewards, embossing their songs with those stylistic features that make them sound modern every time and not once predictable. 

The other gem is Lady In Gray. Best song on the album, hands down. The atmosphere created is mysterious yet open and “hopeful”, if this term is suitable to describe a musical mood!

The guitar work on this one is absolutely beautiful thanks to a really tasteful use of chords voicings that open up the space, especially during the verse, and also thanks to the harmonisations in the special section after the second chorus where the guitars keep the pedal while the keyboards and bass create an atmospheric carped that swings between minor and major giving the chance to Biff Byford to let loose his vocal harmonisation skills.

Drawing conlcusions, we can say that this album will not disappoint, and this goes for both old-school fans and the after-2000’s-era aficionados.

Saxon are still at the top and Carpe Diem brings freshness to an already incredible discography with the potential to make new metal-kids approach the band and heavy metal in general. 

Did the world need another Saxon album? Go and listen to Carpe Diem and you will agree with us that the answer is YES!

In this times where the lack of concerts is becoming the new normal in music, a Saxon album really lights up the sky and makes us remember that they are still there, ready to make us headbang, sing along and feel the power that their music can convey. 

So thank you Saxon for not letting us alone during this difficult times.

Track List

  1. Carpe Diem (Seize the Day)
  2. Age of Steam
  3. The Pilgrimage
  4. Dambusters
  5. Remember the Fallen
  6. Super Nova
  7. Lady In Gray
  8. All for One
  9. Black is the Night
  10. Living On the Limit

 

Lineup

 

BIFF BYFORD – Vocals

PAUL QUINN – Guitar

NIGEL GLOCKLER – Drums

DOUG SCARRATT – Guitar

NIBBS CARTER – Bass

 

Produced by Andy Sneap and Biff Byford

Album mixed and mastered by Andy Sneap

 

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