Concorsi pubblici: sempre più diffuso il ricorso a sedi decentrate

Si sta diffondendo sempre di più, nei concorsi pubblici italiani, il ricorso a sedi decentrate, ovvero a sedi concorsuali situate in diverse zone d’Italia. Quest’aspetto interessa davvero tantissime persone, dal momento che ad ogni concorso pubblico di portata nazionale partecipano, di norma, decine di migliaia di persone, scopriamo dunque cosa c’è da sapere a riguardo.

Un’organizzazione nata a seguito dell’emergenza sanitaria

La necessità di decentrare le prove concorsuali è nata a seguito della pandemia, e alla
conseguente esigenza di limitare la mobilità dei cittadini sul territorio e di ridurre il ricorso ai mezzi
pubblici.
L’emergenza sanitaria, peraltro, è giunta in un momento in cui la Pubblica Amministrazione aveva
un impellente bisogno di prevedere delle nuove assunzioni, di conseguenza negli ultimi mesi
molti enti pubblici hanno scelto di espletare le proprie prove concorsuali facendo ricorso a tale
modalità.

Ad oggi il concorso più decentrato è stato quello di ADM

Gli esempi di concorsi recentemente gestiti con prove decentrate sono numerosi: nel concorso
RIPAM per l’assunzione di 2.736 funzionari amministrativi da assegnare a vari ministeri sono
state previste 9 diverse sedi concorsuali, mentre nel concorso RIPAM per 1.541 tra ispettori e
funzionari da assegnare a INAIL, INL e Ministero del Lavoro, sono state previste 7 sedi
concorsuali.
La palma di concorso pubblico più capillarmente distribuito sul territorio spetta ad oggi ad ADM,
acronimo di Agenzia delle dogane e dei monopoli, ovvero l’ente che si occupa tra le altre cose del
rilascio delle concessioni alle società di Gaming; il logo di tale ente, infatti, può essere notato
nella home page di tutti i siti web di gioco online che godono di regolare autorizzazione statale,
come 888casino.
Nelle procedure concorsuali finalizzate all’assunzione di 1.226 figure tra diplomati e laureati per
ADM sono state previste ben 14 diverse sedi concorsuali.

Una tendenza molto gradita ai cittadini

In molti si chiedono se questa modalità di svolgere concorsi pubblici verrà confermata nel
prossimo futuro, quando, si spera, l’emergenza sanitaria sarà alle spalle, ma al di là di questo in
molti auspicano che tale formula venga adottata in pianta stabile.

È assai frequente che per partecipare ad un concorso si debbano sostenere spese per alcune
centinaia di euro, soprattutto laddove sia necessario pernottare presso la città dove la prova ha
sede, senza trascurare il disagio di doversi assentare dal lavoro per più giorni, cosa che,
ovviamente, non tutti possono permettersi.

Alla luce di questo, dunque, la grande maggioranza degli italiani è a favore del decentramento
delle prove concorsuali per creare delle condizioni di maggiore equità tra i candidati, anzi in molti
auspicano che il numero medio di sedi concorsuali possa crescere in modo ulteriore.