FUTURA 1993 X OUTsiders | Le luci si spengono ma loro no: 5 motivi che rendono unici gli Psicologi

I giovani d’oggi non valgono un cazzo cantavano ironicamente gli Ex-Otago, ma cosa pensa la generazione Z dei propri coetanei? Gli Psicologi, duo artistico portavoce del lato trap di Bomba Dischi, dipinge un (auto)ritratto dei ventenni contemporanei che ha le tinte di una cover di Piccoli Brividi. Futura 1993 ripercorre per noi l’identikit di Lil Kaneki e Drast, in arte gli Psicologi.

duo-
_di Miriam Gangemi

Classe 2001, Lil Kaneki e Drast sono la mente e l’anima degli Psicologi, il duo per metà romano e per metà napoletano che in meno di due anni ha portato alla luce per Bomba Dischi due EP e diversi singoli diventati simbolo – e per alcuni anche manifesto – della tanto stereotipata Generazione Z

Si sono conosciuti durante il raduno di un gruppo Facebook di cui entrambi facevano parte e così sono finiti a fare musica insieme, dando vita a un articolato progetto pop-rap. Entrambi hanno un passato nella scena underground e già prima di formare il duo pubblicavano le loro tracce su Soundcloud. Leggendo interviste in cui si raccontano, si scoprono i trascorsi molto differenti dei due ragazzi, uniti dal bisogno comune di denuncia e di sfogo che si concretizza nei loro testi ricchi di riferimenti alle loro vite personali e alla loro voglia di cambiamento. Fin da subito hanno attirato l’attenzione per la loro giovane età e il mix di autotune, beat dalle sfumature trap e l’atmosfera emo che caratterizza le loro produzioni. 

Noi di Futura 1993 ci siamo chiesti quali sono i motivi per cui gli Psicologi ci piacciono così tanto. Eccone cinque:

1. Raccontano l’adolescenza di oggi

Mi hanno detto che […] il problema in Italia è la mia generazione cantano Lil Kaneki e Drast nel loro ultimo pezzo Generazione. Chi non ha sentito una frase simile aleggiare in televisione, sull’autobus o dal tabaccaio? I famosi giovani d’oggi ormai sono diventati una vera e propria categoria e il termine ha assunto un’accezione perlopiù negativa. È proprio dell’inutilità di etichette come questa che spesso gli Psicologi parlano nei loro pezzi. Loro, che non hanno nemmeno ventun anni, diventano simbolo delle nuove generazioni che si sentono schiacciate da questi giudizi e non hanno mai avuto la possibilità di non vedere l’ora che arrivasse il futuro, perché quest’ultimo non sembrava mai così roseo. Così come cantano anche loro nella loro traccia Futuro:

“E il futuro ci spaventa più di ogni altra cosa
E la fine ci spaventa più di ogni altra cosa
Il fallimento ci spaventa perché i vincitori
Sono gli unici che scriveranno la storia”

2. Ci risparmiano la seduta dallo psicologo

Gli Psicologi non cureranno l’ansia, ma sicuramente possono fare qualcosa per quel senso di solitudine che tutti prima o poi proviamo. Non parliamo di sentirsi soli nel senso letterale del termine, ma di sentirsi i soli a fare o pensare una determinata cosa. Questi due ragazzi descrivono problemi vecchi come il mondo e, allo stesso tempo, problemi giovani come loro, facendoci capire che non siamo per niente da soli e che spesso le paure che abbiamo sono comuni a tante altre persone che attorno a noi vivono i nostri stessi drammi.

3. Ci portano altrove

Perché in fondo è questo che chiediamo alla musica, no? In molti pezzi è il suono delle chitarre acustiche a predominare la scena, donando allo storytelling un taglio molto più emotivo e personale, che contribuisce a far viaggiare la nostra mente.

Siete mai stati a un live degli Psicologi? Noi sì e ben ricordiamo un’onda di persone agitava la torcia del cellulare in aria (ormai l’accendino è passato di moda) come se sul palco si stesse suonando una canzone d’amore, chitarra e voce.

Nel corso della stessa serata si possono susseguire numerose emozioni e quando arriva il pezzo più intenso la folla inizia a saltare, permettendosi di sospendere i pensieri che la affliggono per lasciarsi andare sui beat del duo.

4. Sono schietti, sempre

Tutti vorremmo che le persone ci dicessero sempre la verità, perché quando scopriamo che qualcuno ci ha mentito, ci sentiamo traditi e forse anche un po’ sciocchi. Non parlo di una verità a tutti gli effetti, quella da cui fuggiva Ricky Gervais in The Invention of Lying, ma di dire le cose come stanno, senza tanti fronzoli. Questo è quello che fanno gli Psicologi: sono schietti e ci raccontano le nostre vite attraverso le loro in un modo così trasparente che immaginarsi protagonisti della canzone che stiamo ascoltando ci sembra la cosa più logica da fare. 

5. L’estetica delle loro copertine

La cover di un album, di un EP o di un singolo che sia, dovrebbe sempre incarnare quello che è il mood delle tracce che racchiude, sia per fornire un’anticipazione di ciò che si ascolterà, sia per dare una forma ancora più articolata e chiara al messaggio che si vuole trasmettere come artista. Di conseguenza, delle cover un po’ psyco, dalle tonalità lugubri, che ci fanno sentire in parte i protagonisti della versione videogioco di uno dei racconti dei Piccoli Brividi e in parte i prossimi ad entrare nella casa dell’orrore del nostro Luna Park preferito, non possono che rappresentare i pezzi degli Psicologi. Le grafiche di Simone Fiorito, infatti, calzano a pennello con la musica del duo e completano la narrazione dando al nostro immaginario un indizio riguardo alla direzione da prendere per dare una forma a quello che arriva dai nostri auricolari.

 

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram, Facebook e sulle frequenze di RadioCittà Fujiko, in onda martedì e giovedì dalle 16:30