FUTURA 1993 X OUTsiders | A tu per tu con l’arte dell’incisione: Francesco Casolari

Una tecnica artistica antichissima tramandata ai giorni nostri per tracciare i contorni di città futuristiche che crescono alimentate da inchiostro su carta: Francesco Casolari ha fatto dell’incisione il suo cavallo di battaglia, riportando un pezzetto di Medioevo nell’illustrazione contemporanea.


_di Mariarita Colicchio

Siamo fermamente convinti che tutte le arti siano tra loro connesse e che si uniscano in maniere forti e bellissime, così abbiamo deciso di uscire dalla nostra comfort zone per inoltrarci nella – almeno per noi – oscura pratica dell’incisioneL’oggetto del nostro interesse è Francesco Casolari, classe 1982, di Bologna, nome noto nel mondo dell’arte con un curriculum che vanta mostre in tutto il globo.  Il suo stile rapisce e la particolarità dell’arte attraverso cui ha deciso di esprimersi lascia l’osservatore affascinato: in questa intervista abbiamo provato a capire e farci spiegare i segreti di un mondo nuovo, ora denso e ora libero. Con questa passeggiata tra le arti, ora, abbiamo una visione più chiara di un universo tutto da esplorare.

Ciao Francesco! Come prima domanda ti chiederei di raccontarci chi sei e quale strada ti ha portato all’arte dell’incisione.

Mia nonna materna è pittrice e incide anche lei, semplicemente da bambino ho iniziato a fare le prime lastrine nel tempo libero ed ho continuato fino alle medie. In seguito verso i 20 anni riprendendo questa tecnica sono stato notato dalle gallerie d’arte, da lì un po’ per caso ho iniziato questa carriera. Sinceramente i miei studi universitari sono stati di progettazione nelle facoltà di Architettura, ma sono molto contento di aver continuato questa attività che si è sviluppata in tante città del mondo.

In questo momento storico tutto è arte e nulla lo è, se tu dovessi descriverci la tua, come lo faresti?

Argomento interessante, ognuno ha i propri parametri per giudicare l’arte, premetto che io sono un artista e non un critico o un gallerista, quindi il mio compito è produrre arte, non giudicarla, ma sicuramente ho le mie idee. Sicuramente un criterio che guardo in un’opera è se l’artista sa disegnare bene, che abbia la mano, questo penso sia fondamentale. Se poi l’artista oltre a saper disegnare bene e aver una buona tecnica ha anche idee innovative, allora siamo a cavallo. Poi c’è da dire che con Instagram abbiamo scoperto decine di milioni di fotografi di talento e che i programmi di modifica delle immagini sono sempre più usati da tutti: è aumentata la creatività nella vita di tutti quanti. Come un tempo si insegnava ai ragazzini a suonare il piano o a dipingere, così adesso c’è un ritorno alla consapevolezza creativa. Se poi uno è un vero artista lo giudicherà il mercato, il pubblico, gli amici, internet o il sistema dell’arte nel 2100. Ci sono sicuramente nuove frontiere, dove i pionieri stanno facendo tanto: arte e robotica, arte e tecnologia, arte e intelligenza artificiale, arte e cripto valute. Penso che tanti tatuatori siano grandissimi artisti, insomma c’è spazio per tutti, è un settore molto democratico.

Noi siamo dei profani dell’incisione, quindi ti chiederei di raccontarci in cosa consiste e come si sviluppa la fase preparatoria.

Per le mie opere 60x80cm impiego 500-600 ore di lavoro, per le opere di 1×1,5m anche 1000-1300 ore: vuol dire lavorare 8-10 mesi di fila per 3-4 ore al giorno. Le mie opere sono incise completamente a mano, non ci sono tecniche digitali, interpreto la tecnica dell’acquaforte senza sottotecniche, in maniera diretta, come nel Rinascimento. Io incido una lastra di zinco ricoperta di cera con un bulino (una bacchetta di legno che termina con un ago che incide). Il bulino asporta la cera graffiandola, creando il disegno sulla lastra. Una volta terminata l’opera, si immerge la lastra incisa in una vaschetta piena di acido nitrico per la fase dell’acidatura, la fase fondamentale del processo calcografico. A questo punto l’acido nitrico, detto anche mordente, tende a corrodere nei prossimi minuti di contatto la lastra. Tutto ciò che non è ricoperto dalla cera, quindi dove ho inciso, viene corroso dall’acido creando dei canaletti lungo tutto il disegno. Tolgo la lastra dall’acido e la pulisco con il bianco di Spagna, un solvente naturale.  Dopo questo passaggio mi ritrovo una bellissima lastra cromata con tutto il disegno inciso. A questo punto spalmo l’inchiostro colorato su tutta la lastra con una spatolina, poi la pulisco con un retino. L’ inchiostro si è depositato uniformemente nei canaletti mentre la parte liscia, cromata e senza disegno, rimane pulitissima come uno specchio: la lastra diventa praticamente un enorme timbro. Poi c’è la fase finale, la stampa. Adagio sulla lastra un foglio umido e la passo sotto al torchio, un enorme rullo rotante mosso da delle leve con un piano di appoggio sottostante che scorre. Semplicemente per pressione del rullo la lastra imprime il disegno sul foglio. La lastra è quella che si chiama matrice, da una matrice si ottengono decine di copie sui fogli. L’immagine è sempre uguale cambia solo il colore a seconda dell’inchiostro che spalmo con la spatolina durante l’inchiostratura della lastra. Io però mi occupo solo di incidere col bulino, tutto il resto dei passaggi sono curati nei minimi dettagli dalla Stamperia Milano Printmakers, sicuramente un’ eccellenza italiana nel campo della grafica d’arte.

Quali sono i tuoi modelli, artistici e non?

I miei modelli artistici sono Moebius, Enki Bilal, Hayao Miyazaki, Maurits Cornelis Escher, il Seicento Italiano, Jean-Honoré Fragonard, Giovanni Boldini, E-boy. Io ho cercato il mio stile, ma guardo tanto su internet, nei Musei, nelle gallerie. Cerco di disegnare col mio stile quando incido o disegno ma sicuramente certe opere rimangono impresse nel proprio immaginario personale. 

Guardando le tue opere, in particolare le ultime (Miami e Dittico della baia), possiamo notare la compresenza di architetture storiche ed elementi moderni. Cosa ti ha ispirato nella loro realizzazione?

Queste opere sono state ispirate in occasione di un progetto molto prestigioso in Florida. Mi capita spesso di interfacciarmi con situazioni artistiche ed espositive negli Stati Uniti, penso sia un luogo dove l’arte contemporanea è molto apprezzata. In queste opere cerco sempre di esprimere il concetto urbano, la metropoli del futuro. Cerco di creare figure geometriche tridimensionali tramite i palazzi, con giochi geometrici creati dai palazzi all’interno di una megalopoli futuristica. Nonostante i concetti espressi nel disegno siano molto futuribili, tutto ciò viene espresso con una tecnica molto antica risalente al 1500: l’acquaforte. In futuro cose antichissime saranno in compresenza di cose nuovissime, già in molte parti del mondo templi antichissimi sono di fianco a grattacieli.

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L’Italia e la tua città, Bologna, sono un ottimo esempio di convivenza tra passato e futuro all’interno delle metropoli: quanto ti ha influenzato ciò? 

Ma guarda, Bologna è molto più borghese adesso che un tempo: è una città ricca e dotta, 20 anni fa era molto più underground e meno conosciuta all’estero. Adesso ci sono un milione di turisti l’anno, persone da tutta Italia, da tutto il mondo, è una città che è diventata grande pur restando con 380.000 abitanti, un gioiellino. Ovviamente c’è tanta tradizione: il centro storico splende e le avanguardie sono tante. Ogni giorno quando giro per la città sono contento, perché è una città che può dare tanto sia ai bolognesi che agli studenti universitari che la scelgono per farsi una cultura accademica. È una città antichissima che si è adeguata alla contemporaneità rimanendo molto riconoscibile come nel Medioevo. La qualità della vita è alta, i modi gentili, e questo aiuta sia la cultura che la creatività.

C’è chi sostiene che le arti siano tutte intrecciate: se dovessi scegliere una canzone, un libro e un film a cui ti senti affine, quali sarebbero? 

Sì è vero, è tutto intrecciato: dalla matematica, alla musica, alle forme, ai colori, alla crescita delle piante. Di questo si erano già accorti nel Medioevo, scrivendo sull’ argomento vari trattati che consiglio di leggere. Se dovessi dire una canzone, penso che gli album dei Club Dogo siano stati la colonna sonora della mia giovinezza. Come libri consiglierei gli scritti di Confucio e del filosofo Arthur Schopenhauer, libri immortali che vanno bene sempre, molto istruttivi. Un film direi “Cloud Atlas”, film molto particolare che uscì al cinema 7 anni fa e racconta la vita delle persone attraverso le epoche. Se no come lungometraggio animato consiglierei sicuramente “Ghost in the Shell”, il mondo del futuro o almeno una sua distopia.

Quale ritieni possa essere l’accompagnamento musicale perfetto da abbinare ai tuoi lavori?

Penso la trap italiana e americana, la musica ambient e space dreams o musica classica, un grande Mozart. Direi la trap per atteggiamento, la musica ambient perché è quella che ascolto mentre incido e la musica classica perché il mio stile artistico è molto barocco e classico.

Qual è il tuo obiettivo artistico? Esiste un sogno nel cassetto che ti senti di poterci svelare? 

Dopo 5 tour mondiali, aver esposto in tutto il mondo, avere nuovi sogni e porsi nuovi traguardi a volte risulta un po’ difficile. Vorrei semplicemente continuare a produrre acqueforti: se dovessi disegnare tutto quello che immagino non finirei più, già disegno varie ore al giorno quasi tutti i giorni dell’anno, è una gara impossibile. Spero solo sinceramente di incidere tanto, disegnare tanto, fare degli acquarelli interessanti e colorati, e tenere sempre la qualità alta: vorrei quindi migliorare come artista, questo me lo auguro veramente.

L’arte figurativa non è la nostra comfort zone, quindi sicuramente c’è qualcosa che non ti abbiamo chiesto che tu ritieni importante! Fatti una domanda e rispondici!

Giochino interessante, la mia domanda a Francesco è: Francesco tu volevi fare l’ artista?
No, non era nei miei piani, io pensavo di fare l’architetto. Ma molte volte le cose migliori succedono per caso.

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram, Facebook!