Il pomeriggio di fuoco del Dissonance Festival

Hungry Like Rakovitz, Thirst Prayer, Selva, Stormo, Arottenbit e Full of Hell per la devastante “Dissonant matinée” al Spazio Aurora Rozzano. 

Testo di Luca Cescon
Foto di Jessica Tee

6 band in cartellone, un pomeriggio assolato, abbigliamento tinta unita (nero) e tantissima curiosità. Siesta vietata allo Spazio Aurora di Rozzano, dove domenica 2 luglio è andata in scena una delle date hardcore/metal più attese della stagione. Matinée di peso inserito nel contesto del Dissonance Festival, la due giorni che da qualche anno fa parlare di sé grazie a una proposta musicale di altissimo livello a cavallo tra metalcore, djent e deathcore, con in scaletta bombe a mano di caratura nazionale e internazionale: Hungry Like Rakovitz, Thirst Prayer, Selva, Stormo, Arottenbit e Full of Hell.

Partenza a razzo poco dopo le 14.00 con la band bergamasca (“Nevermind the Light” il suo ultimo lavoro) che conferma la sua capacità di catturare l’interesse del pubblico grazie al suo mix di sludge, metal, hardcore sparato dritto sul grugno con tecnica e consapevolezza di essere uno dei gruppi underground più longevi e interessanti degli ultimi anni. Il loro set attira i primi presenti spingendoli sotto palco, preparando così il campo per il resto del pomeriggio.

A continuare sul solco tracciato dagli HLR ci pensa il blackened hardcore dei Thirst Prayer, band che ha saputo senza troppi clamori ritagliarsi nel corso dei mesi di attività una certa fama, grazie a live set brevi ma intensi, con sonorità tra The Secret, Cursed, All Pigs Must Die e Plebeian Grandstand. Veloci ceffoni che confermano i TP nel rinato panorama hc più oscuro.

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In attesa della parte più succosa del matinée, ci facciamo un giro tra i vari merch e ne approfittiamo per fare una rapida scorribanda al banchetto vegan di Riots not Diets, conferma culinaria per tutti gli amanti dell’healthy food alternativo.

A riprenderci per i capelli riportandoci alla realtà ci pensano Selva e Stormo, ossia due dei nomi più influenti del panorama post-black e screamo degli ultimi anni, anche al di là dei confini nazionali. I primi, sempre abili nel creare atmosfere uniche, tra blast tritaossa e arpeggi sognanti, sono stati acclamati a gran voce dalla critica dopo l’uscita del nuovo lavoro, “Eléo”.

I secondi, ancora in balia dei cambi di formazione dietro alle pelli e ai piatti, sono riusciti nonostante tutto a spaccare in due il pomeriggio, grazie a vecchi cavalli di battaglia ma soprattutto alle nuove tracce già pronte ma ancora in attesa di essere rilasciate, in quello che sarà il loro nuovo attesissimo album.

 

«Il set dei Full of Hell non delude le aspettative,
demolendo ogni concezione di grindcore e powerviolence,
andando a toccare il noise e l’hardcore più primordiali,
con il chiaro intento di disorientare il pubblico»

Nel tardo pomeriggio si scatena la bagarre sonora con la band headliner in programma, fresca fresca di uscita discografica: i Full of Hell approdano a grandissima richiesta non solo sul palco ma in Italia, paese spesso bistrattato dai tour di band statunitensi. Piglio a tratti tranquillo, a tratti convulso e ai limiti della pazzia quello della band di Ocean City, composta da membri poco più che ventenni ma già saliti alla ribalta con quello che è stato accolto dalle riviste di settore come uno degli album più devastanti dell’anno. “Trumpeting Ecstasy” è senza dubbio il meglio che la band poteva dare in pasto agli ascoltatori, dopo anni di underground nudo e crudo: le collaborazioni con The Body e Merzbow avevano già fatto intuire una maturazione artistica, ma con i poco più di 20 minuti di questo lavoro si percepisce al 100% la violenza sonora che i quattro hanno voluto racchiudere.

Il set non delude le aspettative, sfasciando in due ogni concezione di grindcore e powerviolence, andando a toccare il noise e l’hardcore più primordiali, con il chiaro intento di disorientare il pubblico. Una ventata calda e mortifera di malessere difficilmente valicabile, tra sfuriate vocali e passaggi di batteria al fulmicotone, con gran richiesta finale di “one more song”, rispettata con una ventina di secondi di furia musicale.

A chiudere la giornata, con il loro aftershow, ci pensa il duo Arottenbit, con il loro sound tra elettronica e hardcore, a coronamento di un pomeriggio fuori dall’ordinario.

Grande merito ancora una volta alla combo Versus Music Project/Krampus MGMT & Retailing che mantiene altissimo il livello di band coinvolte nei suoi numerosi eventi, senza mai scadere in banalità e anzi andando a puntare su ciò che di meglio offre il panorama musicale alternativo: i Full of Hell sono la band “metal” del momento insieme a una manciata di altri nomi, e riuscire nell’impresa di farli salire su un palco in pieno pomeriggio e con un tour europeo sul groppone, non è cosa da poco.