Amore e Fantasy: da Tolkien a Game of Thrones passando per la Rowling

Per la rassegna “In nome dell’amore” al Circolo dei lettori, Licia Troisi ha condotto l’incontro dedicato alle diverse declinazioni del cuore nelle più importanti saghe fantasy di sempre: dalla magia alla tragedia, dalle storie impossibili a quelle malate, passando per la maternità. 

di Giorgia Bollati  –  Amori nei castelli fatati, amori ostacolati da draghi, amori tra gli alberi di foreste incantate: al Circolo dei Lettori, a San Valentino si celebrano anche questi tipi di amore nella conferenza “Fantasy in Love” con Licia Troisi, professionista del panorama Fantasy e autrice di diverse saghe, tra le quali Cronache del Mondo Emerso, La ragazza drago e I Regni di Nashira.

Questo genere letterario, con tutta la sua portata simbolica e immaginifica, costituisce, infatti, solo una tela su cui proiettare storie universali, e l’amore, in quanto forza che muove il mondo, rappresenta l’elemento più universale di tutti. Con il supporto di slides, disegni e video, la Troisi ha condotto un’analisi dell’amore in senso assoluto, utilizzando come esempi le coppie che tutti abbiamo incontrato tra le pagine dei libri che hanno formato il nostro animo immaginoso e idealistico pur nella sua naïveté; Licia ha scelto tre categorie di amore cui dedicare particolare attenzione: quello impossibile, quello materno e quello malato.

Per descrivere l’amore impossibile, ostacolato dal destino, costretto alla lotta con ogni mezzo, l’autrice parte dal Signore del Fantasy, John Ronald Reuen Tolkien, e dai suoi Beren e Luthien, uomo ed elfa, due innamorati in guerra con la loro stessa natura, disposti a rinunciare a qualsiasi cosa per il loro amore, perdendo lui un braccio (elemento fortemente simbolico all’interno della mitologia norrena), e lei l’immortalità. La loro storia, narrata nel Silmarillion, viene poi ripresa nel più famoso Il Signore degli Anelli, in cui Aragorn canta il poema (ascoltato nella commozione generale) che parla della loro battaglia, ma anche di tutte quelle combattute da ogni amore maledetto dalla sorte, e in particolare dal suo per l’elfa Arwen.

La saga di Harry Potter costituisce, per la Troisi, il miglior esempio di amore materno, come quello che dimostra Lily nel salvare il piccolo Harry dal mortale incantesimo di Voldemort attraverso l’utilizzo di un’antica e potente magia, lo stesso amore che il mago malvagio non ha mai ricevuto, tanto che la sua assenza lo ha ridotto a un debole feto deformato che non può che soccombere di fronte a una forza tanto potente.

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L’amore malato è, invece, per lei, quello incarnato dal rapporto tra Cersei e Jaime Lannister, due dei protagonisti del romanzo Il trono di spade, fratelli gemelli legati da un legame che li rende due parti di una stessa anima, legame tanto profondo da portarli a compiere gli atti più crudeli; questo è l’amore che fa emergere il peggio di ogni persona, quello che fa smarrire lo spirito nell’oscurità e fa perdere di vista il mondo.

Infine la scrittrice è passata a raccontare l’amore dei suoi libri, che vede sempre uno dei due estremamente coinvolto e l’altro, che è sovente la donna, il cui carattere è stato forgiato sul modello di Lady Oscar (idolo d’infanzia di Licia), che invece non ci pensa e prova per l’altro solo amicizia. Dopo una lunga digressione sulla friendzone nella sua opera, l’autrice parla della sua personale esperienza di amore, descrivendo il processo che vede una maturazione nel passare da quello romantico, in cui si prova amore per una proiezione dell’altro, a quello reale, vissuto giorno dopo giorno fino alla condivisione della vita. Questo passaggio dall’adolescenza all’età adulta è spesso approfondito nelle pagine dei suoi libri, che si sviluppano sul filo rosso della sua storia e dell’esperienza da lei fatta in prima persona. Poi, un breve riferimento all’ultimo libro, Le lame di Myra (uscito il 25 ottobre 2016), in cui è descritto l’amore come interdipendenza tra gli animi legati indissolubilmente, e su diversi livelli, di Myra e Acrab.

Licia, sempre facendo riferimento alla sua vita, parla, quindi, del rapporto madre–figlio che, sfociando nella dipendenza, rischia di prendere la strada sbagliata e danneggiare entrambi i poli di tale legame. Un incontro che ha toccato l’animo di tutti, che ha carezzato ricordi intimi di ognuno dei presenti con racconti profondamente realistici pur essendo, nella loro natura, magici, come solo l’amore sa essere.