5 tracce da cantare a squarciagola coi Touché Amoré

Hub Music Factory porta il quintetto di Los Angeles in Italia: i Touché Amoré suoneranno sul palco il nuovissimo “Stage Four”. Insieme a loro due band di peso del panorama hardcore e rock underground: Swain (ex This Routine Is Hell) e Angel Du$t.

_ di Luca Cescon 

Testi iper-emotivi, storie di vita vissuta, ricordi e dettagli dell’infanzia: “Stage Four”, quarto album dei Touché Amoré, rappresenta il viaggio interiore del loro frontman, un’autobiografia del dolore sopportato dopo la perdita della madre Sandy. Ma la band non è solo rinnovata melodia, voci in pulito e chitarre più rock che post-hardcore: i TA sono anche “Parting The Sea Between Brightness and Me”, album che ha segnato un’intera generazione di ascoltatori e band.

In “Stage Four” la sperimentazione guidata dalla sofferenza e dai pensieri si unisce a una sezione ritmica più soft, che ha riscosso critiche positive da tutto il panorama musicale, proprio in virtù di una capacità di toccare l’animo fuori dal comune.

Cinque tracce da ripassare prima di fiondarsi sotto palco. 

“Always Running, Never Looking Back” da “…To the Beat of a Dead Horse”

Un testamento ancora da stampare, un epitaffio tutto da scrivere, decisioni prese in maniera errata e che hanno portato a una vita di rimpianti. Il primo album della band sforna uno dei punti più alti dell’emo/post-hardcore di tutti i tempi. Imprescindibile.

“Harbor” da “Is Survived By”

L’album più ambizioso dei TA, l’album in cui Jeremy Bolm afferma di essere tornato alla felicità dopo tantissimo tempo. “Harbor” è la traccia che più rappresenta il cambio di passo rispetto ai lavori precedenti.

“˜” da “Parting the Sea Between Brightness and Me”

Forse la opening track più devastante del post-hardcore, sia a livello emotivo che musicale. Un capolavoro racchiuso in un minuto e mezzo: If actions speak louder than words / I’m the most deafening noise you’ve heard”.

“Benediction” da “Stage Four”

Una pugnalata al cuore, un testo interamente dedicato alla madre morta e un video che accompagna Jeremy Bolm fino alla tomba della defunta (“People say that with time it gets easier / But I just think that they are wrong”).

“Flowers and You” da “Stage Four”

I momenti più duri che precedono la perdita di una persona, presi a posteriori ed elaborati in una cornice melodic hardcore ad altissimo tasso di emotività (“I apologize for the grief / When you’d refuse to eat / I didn’t know just what to say / While watching you wither away”).

08/02 @ santi Angeli di Giavera del Montello (provincia di Treviso TV) – opening ANGEL DUST (no Swain)
09/02 @ Legend Club – Milano – opening ANGEL DUST e SWAIN
10/02 @ Covo Club – Bologna – opening ANGEL DUST e SWAIN

live della data milanese e di quella bolognese saranno aperto da due opening act di tutto rispetto. Gli Swain, conosciuti come This Routine Is Hell, sono una delle punte di diamante della scena revival grunge/emo internazionale. Il loro “The Long Dark Blue” è una piccola perla che unisce chitarre sognanti e melodiche, voce grintosa ma a tratti sofferente e “nirvaneggiante”.

Per tutte e tre le date poi, a sparigliare le carte in tavola ci penseranno gli Angel Du$t, band semi sconosciuta in Italia, ma che negli USA ha fatto letteralmente decollare l’ultima generazione di hardcore kids. Gli A.D. mischiano rock e hardcore, punk e pezzi alla Turnstile in un mix festaiolo da non sottovalutare. L’ultimo album è “Rock the Fuck On Forever”, uscito per Pop Wig, etichetta che punta forte sul revival anni ’80 e ’90, con un tasso di swag elevatissimo.

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