Eleva Festival 4.0 è un successo in tutti i sensi…

Un tour de force di musica, ma anche arte e cultura, danza e yoga, handcrafting, cibo: anche quest’anno Reggio Emilia è stata teatro di Eleva 4.0, il festival “multisensoriale” di musica elettronica che incendia la fine dell’estate in una città che da sempre si dimostra aperta alle realtà più sperimentali.

di Laura Sarti  –  Arrivato alla sua quarta edizione, il festival ha mantenuto la forma ormai consolidata dei quattro meeting, identificati per colore, su quattro location funzionali agli appuntamenti.
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#tobeorNETtobe è stato il filo di Arianna dipanato attraverso i tre meeting, non tanto una domanda, quanto l’affermazione della volontà di non scegliere, di aprirsi a qualsiasi possibilità. Non c’è un centro e una cornice, un contenuto e un contenitore: c’è un tutto che è molto più della somma delle singole parti.
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E così si è ballato sabato 10 settembre nella sempre splendida cornice dei Chiostri di San Pietro, un luogo senza tempo dove le note elettroniche scivolano sui marmi cinquecenteschi.  Andrea Martinelli, Unknown, Medicamentosa, Evil Twin, la techno dei Fat Cosmoe e Pøl Throwna, con il suo live dal futuro, si sono alternati sul SoundScape Stage, il palco che accoglieva all’ingresso i visitatori. Sul Main Stage, ambientato nella corte, si sono susseguiti Gege&Virtual Boys, Inude, Cosmo – frontman dei Drink To Me – sceso a duettare con un pubblico già caldo, Pillowtalk e, a chiudere il meeting verde, le travolgenti sonorità funky ed i ritmi house di Lowheads.
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La  seconda tappa di Eleva, il meeting giallo, ha avuto luogo mercoledì 14 settembre all’ex-mangimificio Caffarri. Una versione ristretta e infrasettimanale, ma non meno emozionante e partecipata: gli ampi spazi spogli della struttura magnificamente recuperata hanno accolto i reggiani Nerd Flanders, Danilo Dan, l’elettronica vagamente pop dei Klune e Silvie Loto, giovane sì ma ormai di casa nei più importanti club della scena techno ed elettronica.
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Eleva si è chiuso con la giornata di sabato 17 settembre, con i meeting rosso e blu: un tour de force di più di dodici ore di musica, ma anche arte e cultura, danza e yoga, handcrafting, cibo. Multisensorialità at its finest, è il caso di dirlo.
Dal primo pomeriggio il Centro Internazionale Loris Malaguzzi si anima di incontri, dialoghi, workshop. Il Quality Market di Eleva propone uno spazio expo dedicato all’handcrafting, allo streetstyle e al design: siamo tutti invitati a portare a casa un pezzo di questa esperienza, fare un giro tra i banchi di questi makers ed artisti è un’esperienza illuminante sullo stato dell’artigianato, oggi.
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Dal pomeriggio ad alternarsi sul palco ci sono YOMBE, Novamerica, Bruno Belissimo, Tempelhof, Faulty Kru, Keita Sano, e poi ancora Marvin & Guy, Jeremy Underground e Jackmaster.
Qualche goccia di pioggia e qualche raffica di vento non sembrano neppure impensierire il pubblico, che balla e si diverte, coccolato dagli irrinunciabili punti ristoro gourmet pensati per tutte le gole. La serata si conclude all’afterparty organizzato press il Circolo Arci Tunnel, dove alla consolle si susseguono FRØM SIX – black disease, S.BoYZ e Bassa Clan, ovvero i celebri Fabrizio Maurizi e Dino Angioletti.
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Bassi potenti, vetri che tremano, sudore e un cimitero di bicchieri di plastica vuoti.
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Eleva 4.0 è finito, andiamo in pace. Ci vorrà qualche giorno per riprendersi e mettere in fila le idee, dare un nome alle sensazioni, riordinare le percezioni collezionate durante queste tre serate che sono ormai tanto di più rispetto al solito festival di musica elettronica. Anche quest’anno Eleva si riconferma un appuntamento imperdibile, un’avanguardia musicale e non solo, un’esperienza percettiva unica nel suo genere. Eleva Advanced Music Meeting non finisce qui, in serbo per l’inverno qualche novità pare esserci, e già si inizia a parlare della quinta edizione. Stay tuned, insomma.
Gallery a cura di Anastasia Angusti
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